La natura è crudele? Ecco perchè ci serve pensarla così | Silvia Allegri
41249
post-template-default,single,single-post,postid-41249,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.8.1,wpb-js-composer js-comp-ver-6.1,vc_responsive

La natura è crudele? Ecco perchè ci serve pensarla così

La natura è crudele? Ecco perchè ci serve pensarla così

La morte provocata da ‘belve feroci’ si trasforma in uno show da usare quando ci fa comodo. Ha fatto il giro del mondo in pochissime ore il video choc in cui si mostra la fine atroce di un asino mandato vivo nel reparto di un orso in uno zoo della Cina. Come ha fatto il giro del mondo, pochi anni fa, anche la notizia di una giovane giraffa uccisa e data in pasto ad altri ospiti carnivori in uno zoo europeo. Indignazione, sconforto, pietà per queste povere vittime, che si trasformano in simboli della crudeltà e della ferocia di altri animali. Orsi, leoni, tigri si trasformano in carnefici spietati, e aiutano a trovare un alibi. Gli umani, sembra quasi che vogliano cercare conferme costanti della cattiveria della natura, che non perdona e non conosce tenerezza. Ma noi come siamo invece?
Quasi sempre, noi non ci sporchiamo la bocca di sangue, non ci imbrattiamo il corpo, lasciamo che siano altri a uccidere per noi.
La percezione distorta del mondo naturale ci fa suddividere gli animali in categorie funzionali esclusivamente al nostro interesse. Mettiamo in scena la morte di animali, e ci dimentichiamo di quella morte che non è spettacolo, ma routine. Milioni di pulcini tritati vivi perché maschi, e quindi inutili nella produzione di uova.
Milioni di animali che si aggrediscono l’un l’altro per la disperazione di ritrovarsi chiusi tutta la vita in gabbie addirittura insufficienti a contenerli, per come sono strette. Milioni di animali tenuti prigionieri che non conoscono la luce del sole e il profumo dell’aria. E soprattutto che non conoscono e non hanno mai conosciuto la libertà.
Da amante degli asini e di tutti gli animali non posso non soffrire di fronte a questi filmati che mostrano la sofferenza degli animali che noi consideriamo d’affezione. Ma sono convinta che la morte che va in scena diventi un passatempo soprattutto per persone che forse hanno poche conoscenze, volutamente poche, di come siano complesse le leggi della natura.
Peccato che non faccia scalpore, nel nostro mondo fatto tutto a misura delle nostre esigenze e nient’altro, la morte in serie di animali di cui non si conoscono nemmeno le fattezze, tanto siamo abituati a vederli già confezionati nel banco frigo o cucinati in un piatto. E non fa scalpore nemmeno il lamento inaspettato di un vitellino che cerca la madre e deve stare in una gabbia, senza bere quel latte che gli spetta di diritto, perché deve essere usato per gli umani, adulti e svezzati da tempo, magari.
Se tutti fossimo capaci di superare quella stupida barriera mentale che ci fa dividere gli animali in essere affascinanti da ammirare e esseri utili solo per andare al macello forse saremmo capaci di godere degli spettacoli veri: quelli, meravigliosi, che ci offre la natura, quando viene lasciata in pace.

Commenti