animali selvatici Archives | Silvia Allegri
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Belli, forti, affascinanti, ma li vogliamo sempre morti

Una mamma difende i suoi cuccioli, che sia una gatta o una mucca, una lupa o un’umana. Li difende con i mezzi che la natura le ha dato a disposizione.
Ma gli umani non ci stanno. Gli umani che storpiano la natura, facendo amare ai bambini Peppa Pig ma facendo intanto mangiare il prosciutto di una peppa pig qualunque, torturata in un allevamento, facendo guardare i cartoni animati di Winnie the Pooh e di Yoghi ma insinuando in quelle anime innocenti il terrore verso l’orso cattivo, si rifiutano di accettare ciò che dovrebbe essere normale, lecito e bello: un animale vive in un luogo che è il suo habitat, difende quel luogo e si rifugia nella natura, in quella natura dove è nato e dove è giusto che resti.

Cosa si fa se un lupo torna in montagna, se un orso vive in un bosco? Si mostrano i graffi e le ferite ricevute dagli umani che si sono imbattuti nella belva, si mostrano gli erbivori sventrati dal lupo. Quegli stessi erbivori che tornano poi nelle stalle buie a vivere sommersi di escrementi fino al giorno in cui moriranno in un macello.
Gli animali selvatici tornano a ripopolare le montagne e i boschi ma turbano le famiglie a spasso con cestini per raccogliere i funghi, e allora cosa fare? Si prendono in mano i fucili, ci si accanisce in decine e decine contro uno, e giustizia è fatta.

La belva non può osare: non può turbare un pianeta che l’uomo crede fatto su misura per le proprie esigenze. Anche il bosco deve restare un bosco magico e tranquillo, guai a trovare un animale che ci mette in pericolo.
Facciamo bruciare milioni di ettari di foresta ogni anno per coltivare granaglie da dare agli animali prigionieri degli allevamenti, ma ci rifiutiamo di pensare che in quei tre giorni di ferie all’anno dove ci sembra di riscoprire che esiste una natura bella, vera, incontaminata, qualche belva feroce possa rovinarci la vacanza.

Siamo una società egoista, fatta di gente impreparata a gestire la natura e i suoi abitanti. Non accettiamo che gli animali abbiano voglia di vivere, esattamente come ogni essere vivente. Vogliamo una natura succube, dove gli animali vivono dove decidiamo noi, non importa se dietro le sbarre di uno zoo o in una gabbia di vetro, o in un capannone senza luce, dove noi siamo liberi di guardarli e ucciderli dopo averli disarmati.
Vogliamo una natura succube alla nostra meschina esistenza: non siamo capaci di difenderci, non accettiamo le leggi della natura, il modo migliore allora è sparare, uccidere, imprigionare, torturare, e poi inventare mille giustificazioni per riappropriarci di un mondo che abbiamo storpiato e distrutto.
Non serve dire che mi vergogno di essere umana.

Rondoni, dove ammirarli e come proteggerli

Dopo i mesi di silenzio sono tornati nelle città di tutta l’Europa, a occupare gli stessi nidi dell’anno precedente. Guardare saettare nei cieli delle città è una gioia, e il simbolo di una nuova stagione che sta per iniziare. Loro sono i rondoni: il Rondone comune (Apus apus) e il Rondone pallido (Apus pallidus) nidificano in colonie sfruttando nicchie, cavità e buche pontaie di edifici storici e moderni. Ma le ristrutturazioni e manutenzioni tendono progressivamente a chiudere queste cavità, distruggendo le colonie. Ecco allora una bellissima iniziativa: Sos Rondoni. Obiettivo: far conoscere ai cittadini questi animali e promuovere buone pratiche per la tutela dei nidi insieme a chi ha il compito di gestire il patrimonio edilizio cittadino, storico e moderno. L’iniziativa è promossa da Progetto Natura Onlus, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano. “SOS Rondoni è un’iniziativa di Progetto Natura Onlus con il sostegno di Fondazione Cariplo che si propone di tutelare i rondoni coinvolgendo e sensibilizzando i cittadini”, spiega Andrea Pirovano, presidente Progetto Natura Onlus; “ma anche coloro i quali hanno la responsabilità di gestire e curare il patrimonio edilizio storico e moderno milanese, per trovare insieme delle buone pratiche a tutela dei nidi di questi uccelli dalla biologia complessa e affascinante”.
Tra le proposte, il censimento e la mappatura delle colonie milanesi per fornire agli enti gestori uno strumento per pianificare 
gli interventi sul patrimonio edilizio, tenendo in considerazione la presenza delle colonie. E i attiva anche nel monitoraggio dei rondoni: per segnalare una colonia si potrà utilizzare la App iNaturalist (progetto SOS Rondoni). Il primo appuntamento è oggi, sabato 17, al Castello Sforzesco di Milano, dove sarà presentato il progetto e si potrà partecipare a una visita guidata alla mostra sui rondoni. Per domenica 18 e giovedì 22 altre iniziative: una biciclettata, e il censimento itinerante delle colonie. E ci sarà anche una webcam indiretta dal nido di un rondone. Naso all’insù e nuova consapevolezza, quindi. Per riscoprire questi ospiti meravigliosi delle nostre città.
Per informazioni e contatti:
Progetto Natura Onlus – Piazza Mirabello 2, 20121 Milano

www.progettonaturaonlus.org 
SOS Rondoni
info@sosrondoni.it

Tel: +39 339-175344
www.facebook.com/SOSrondoni/
@SosRondoni