#iorestoacasa e mi diverto, ecco cosa ho riscoperto | Silvia Allegri
41638
post-template-default,single,single-post,postid-41638,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.8.1,wpb-js-composer js-comp-ver-6.4.0,vc_responsive

#iorestoacasa e mi diverto, ecco cosa ho riscoperto

#iorestoacasa e mi diverto, ecco cosa ho riscoperto

#iorestoacasa, e mi diverto. Contro ogni mia previsione questo isolamento forzato che dobbiamo sostenere per sconfiggere l’epidemia è diventato un clamoroso stimolo a tirare le somme. E possono arrivare grandi soddisfazioni. Perché se oggi, dopo giorni senza vedere un essere umano se non via Skype o a distanza di decine di metri, non sono ancora crollata, significa che sono venute in soccorso risorse inaspettate. Questi giorni sono un grande insegnamento di cui farò tesoro, come in tutti quei casi della vita in cui c’è stato un prima e c’è un dopo.

Ecco cosa ho scoperto, pensato, imparato.

  1. Se la propria vita interiore e la spiritualità vengono coltivate e allenate, restare in piedi è possibile. Il silenzio, l’isolamento, la lontananza sono spazi che si riempiono di pensieri e di concentrazione. La mente è lucida nel silenzio, se siamo abituati a tenerla in esercizio e a stimolarla.
  2. Ricordiamoci che siamo dei privilegiati. A poche centinaia di chilometri da noi ci sono persone che non hanno una casa e sono fuggite da paesi in guerra, che hanno fame e non hanno cibo, sono indifesi e non hanno protezione. Esiste una quantità clamorosa di ingiustizie su questo pianeta, è ora di prendere atto delle nostre fortune. Che abbiamo senza meriti precisi, ma per il solo fatto di essere nati qui.
  3. Fare ordine in casa per fare ordine nella propria anima. Quante cose si accumulano nei giorni frenetici che caratterizzano le nostre vite? Si appoggiano sui tavoli, negli armadi, nei cassetti e sulle mensole, in frigorifero e sul comodino, all’attaccapanni e sugli scaffali. Riprendere in mano tutto ciò che ci circonda, ricordarsi da dove lo abbiamo preso e a cosa serve, scegliere se ne abbiamo realmente bisogno, rispolverare e riutilizzare, oppure eliminare, ricordandosi quanto è importante, la prossima volta che ci capita, valutare l’utilità di ciò che compriamo o prendiamo prima di riempire la casa di nuovi oggetti destinati a invecchiare sotto la polvere.
  4. Prendiamo le distanze dal futile. Da ciò che è finto, dalle nostre ansie di apparire, dalle torture che ci infliggiamo per coltivare apparenza e dare spazio all’inconsistenza. Cogliamo l’essenziale, impariamo l’arte di essere sobri.
  5. Il rapporto con il cibo: quanto ci serve, a volte, mangiare per riempire vuoti, scacciare la noia, compensare mancanze? In questi giorni, in cui perfino fare la spesa diventa complicato, possiamo riguardare le nostre dispense e utilizzare ciò che c’è per non farlo invecchiare, dedicare cura a ciò che prepariamo, mangiare con calma e in silenzio, ringraziando di poterlo fare. #iorestoacasa e mi diverto anche a cucinare con quello che trovo, e ad assaporare con calma quello che metto nel piatto.
  6. Gli animali di casa. Chi li ha potrà riscoprire un nuovo modo di viverli. Io li ringrazio ogni giorno per essere con me, per regalarmi amore, per condividere momenti, per permettermi di scandire con regolarità le mie giornate. Gli animali sono la nostra più grande risorsa, e meritano rispetto, ben oltre l’emergenza.
  7. I contatti ‘sanguisuga’. #iorestoacasa e ho tempo di riguardare la mia rubrica telefonica e i miei contatti su Facebook. Chi c’è realmente nella mi vita? Chi c’è solo quando ne ha bisogno Chi c’è in mancanza di altro da fare o altre persone da vedere? Nell’emergenza posso accorgermi degli affetti veri. E quelli non autentici prendono altre strade. Ci si congeda così, senza tanti sforzi, e si tengono strette le persone che amiamo. E che ci amano.
  8. Coltivare l’empatia. Cosa provano coloro che sono sempre in prigione? Gli animali degli allevamenti, in carcere senza colpe? I prigionieri politici nei paesi dove esistono dittature? I profughi costretti in pochi metri per giorni, mesi, anni, in campi in cui le condizioni di vita somigliano alla morte? Non esiste solo il nostro orticello.
  9. Osservare la natura, e ringraziarla. Dal balcone, dal giardino, dalla finestra sentiamo il canto degli uccelli, l’aria è più limpida, sugli alberi spuntano le gemme e nella terra sbocciano i fiori. Lo faccio da sempre, ma ho realizzato che la bellezza della natura è il più potente balsamo per l’anima.
  10. E poi leggere, leggere, leggere. Per dare onore al nostro cervello, per aprire nuovi orizzonti, per divertirsi, per sognare.

E così #iorestoacasa e mi diverto. Colgo questa grande opportunità di fermarmi, di osservare e di raccogliere i frutti di un lungo lavoro fatto.

Commenti