Silvia Allegri sezione orto

Il colpo di fulmine risale al 2015: durante un viaggio in Liguria ho visto un orto così bello, così rustico, così pieno di meravigliose piante variopinte, da rimanere a bocca aperta. Tornata a casa ho avuto l’opportunità di cimentarmi io, in un piccolo orto, che ho ricavato da un letamaio dismesso del maneggio Basalovo. Da allora non mi sono più fermata. Il piccolo pezzetto di terra proprio di fronte al paddock dei miei animali mi ha aperto un mondo: libri alla mano, ho iniziato a scoprire quali verdure crescono in quali stagioni, con quali piante va d’accordo la camomilla, cosa chiedono i pomodori per godere di ottima salute, in quale momento preciso è ora di raccogliere le zucche. E via così. Poi è iniziato lo shopping sfrenato: ma al posto di borse e scarpe compravo zappe, rastrelli, vanghe, stivali da campagna e sementi. E me ne tornavo trionfante, gli attrezzi del mestiere sulle spalle, il desiderio di mettermi subito a lavorare.

L’attività nell’orto mi ripaga e mi rigenera: le mani immerse nella terra, ho imparato a osservare i lombrichi al lavoro, a creare le pergole per le verdure rampicanti, ad annusare il profumo intenso delle piante aromatiche mescolato a quello della pioggia.

Oggi quando faccio lezione insieme a Ringo e Gemma, Barone e Bella, una tappa obbligata è quel piccolo angolo di paradiso. Insegno a chi lo desidera la bellezza di fare fatica, e insieme ci emozioniamo quando sorprendiamo un germoglio che si fa strada verso l’alto, e ci conferma che il nostro lavoro è stato premiato. Ma anche quando tutto tace, le foglie sono cadute, le giornate sono brevi e fredde. Perché, lo dice un vecchio proverbio, ‘sotto la neve pane’. E la natura continua a vivere, anche quando sembra addormentata.

L’orto per me è gioia, raccoglimento, silenzio. Energia pura.

Orto Silvia Allegri