Animali domestici Archives | Pagina 3 di 5 | Silvia Allegri
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Animali domestici

Con WikiOnoterapia si apre una nuova stagione quattrozampe

Sta per arrivare la primavera e a Basalovo è tutto pronto per una fitta serie di appuntamenti con i nostri asini e cavalli, ma anche con i cani, i gatti, l’orto, il bosco. Ad aprire le attività è un gruppo di studentesse del corso di Laurea Magistrale Management e Gestione dei Servizi Educativi (Università di Padova), che illustrerà domani la voce Onoterapia di Wikipedia. L’obiettivo è quello di aiutare a capire il mondo complesso ed estremamente articolato delle attività assistite con gli animali, in questo caso gli asini. Il concetto stesso di ‘terapia’ potrebbe creare fraintendimenti, ed è stato purtroppo inflazionato. Per questo si avverte la necessità di offrire chiarezza sulle numerose tipologie di percorsi che sono proposti in compagnia degli animali. Ci sarà spazio per un dibattito e un confronto, resi più belli dalla presenza dei nostri animali, che permetteranno di metterci subito alla prova, e capire in cosa può consistere un contatto con asini, e naturalmente anche cavalli, in un contesto tranquillo e protetto.
Sarà l’occasione per incontrare, dopo i mesi invernali, Ringo, Gemma e Barone. Per rivederci e raccontarci, per conoscere nuove persone interessate a questo mondo naturale e slow, e per presentare a tutti le iniziative che abbiamo preparato per quest’anno. Appuntamenti importanti, mirati soprattutto alla crescita personale, alla consapevolezza delle proprie emozioni, al dialogo con l’altro, non importa se abbia due piedi o quattro zampe.
Vi aspettiamo.

Per tutelare gli umani la soluzione è sempre solo lo sterminio di animali?

Spunta fuori un nuovo focolaio di aviaria, e che si fa? Con la massima serenità esperti e studiosi assicurano che non c’è da preoccuparsi. Perché questa forma non attacca l’uomo.
Ecco quindi che la soluzione è a portata di mano. Si prendono serenamente 20mila tacchini in un allevamento intensivo e si procede a uno sterminio di massa.

La notizia passa tra telegiornali e tv con calma e come un normale provvedimento di routine. Niente ci tocca, tutto ci lascia indifferenti. Certo, come sempre ci sono notizie più gravi, più importanti, la gente ha altro a cui pensare. In fondo, a qualcuno interessa la vita di un tacchino? Un animale non bello, non come un cane o un gatto, un animale considerato stupido e inutile se non per diventare arrosto o care tritata da mescolare a quella di altri animali per diventare polpetta o hamburger.

Non ci ricordiamo mai che mentre accarezziamo il nostro gattino mangiamo la carcassa di un animale che ha solo sofferto? Non esiste un briciolo di coerenza?

Questa indifferenza con cui trattiamo gli animali, questa assenza di empatia, questo sguardo unicamente rivolto al profitto contribuiranno a renderci sempre meno in sintonia con quella natura che è fonte di vita. Perdiamo di vista la dignità a cui hanno diritto tutti gli esseri viventi, ci sembra normale che vivano rinchiusi in gabbie a vita, sommersi dai loro escrementi, alla luce artificiale. Mangiamo i loro corpi morti trasformati in affettati e cotolette impanate.
Il nostro antropocentrismo ci si rivolterà contro, prima o poi. La prepotenza non potrà trionfare sempre.

L’alternativa esiste: partiamo dai gesti semplici della nostra vita quotidiana. Eliminiamo la sofferenza dal nostro piatto. Non compriamo questa carne piena di dolore, antibiotici e microbi.
Siamo più potenti di quel che pensiamo, e una scelta così potrebbe fare davvero la differenza. Credo che una visita a un allevamento o un filmato su quanto avviene dietro quelle mura di ipocrisia farebbe bene a tutti.

Emergenza neve e gelo anche per i randagi in Romania: come aiutare

In questo momento anche in molti paesi dell’Est Europa migliaia di animali stanno patendo il freddo e la fame, sotto la neve, senza trovare un riparo e senza aver mai conosciuto il calore di una carezza. Le persone sono generose e desiderano aiutare, ma hanno dubbi legittimi sull’effettiva consegna delle donazioni. Ecco perché desidero raccontare le bellissime imprese di chi opera in questi luoghi dove i diritti spesso sono ancora utopie.
Conosco da qualche anno Sara Turetta, presidente di Save The Dogs. Ho imparato molto da lei: la forza di volontà, la concretezza e il senso pratico di chi lavora al fronte, dove purtroppo gli animali sono trattati spesso come esseri senza diritti.
Sara lavora in Romania, un paese dove il dramma dei randagi sfiora cifre impressionanti e dove la piaga degli abbandoni non tocca soltanto cani e gatti, ma anche asini, cavalli e tutti gli animali da lavoro, che quando non sono più ‘utili’ vengono lasciati al loro destino, ovviamente tragico e triste.
Lei, con il suo staff, si prende cura di loro. Senza raccontare favole, senza abbandonare mai quel senso pratico che le ha permesso in questi anni di ottenere risultati straordinari, portando soccorsi agli animali maltrattati, curandoli, e trovando a centinaia di cani una casa e il calore meritato in numerosi paesi europei. Ma anche insegnando a chi vive in quei paesi, in condizioni spesso di estrema povertà, la cultura del rispetto e la grande risorsa che una relazione affettiva con un animale è in grado di regalare.
Sul sito savethedogs.eu/dona-materiale/ si trova un elenco di beni di prima necessità, che si possono recapitare alla sede di Milano e che poi vengono portati in Romania, nei rifugi.

Ecco di cosa c’è bisogno:

CIBO UMIDO e SECCO per gatti e per cuccioli
GIOCHI per cani e gatti
GRATTATOI per gatti
CESTE o CUCCE per cani e gatti
SNACK e OSSA (preferibilmente vegetali) per cani
CIOTOLE in METALLO
SHAMPOO per cani
PETTORINE, COLLARI e GUINZAGLI di tutte le dimensioni
TRASPORTINI e GABBIE IN METALLO di tutte le dimensioni
ASCIUGAMANI o LENZUOLA (no coperte)
GUANTONI SPECIALI di sicurezza (per afferrare gli animali)

TELI CHIRURGICI (di qualsiasi dimensione)
FILI DA SUTURA (tipo Monosyn, Monocryl, Vycril, Dexxon , Maxon, Safil solo misure 0, 1, 1-0, 2-0)
CALZARI IN PLASTICA
GUANTI DI LATTICE (sterili e non sterili, misure dal 6 all’8)
LAME DA BISTURI misure 20-21-22
SIRINGHE (0,5 ml, 2ml, 2,5 ml, 5 ml, 10 ml, 20 ml)
BUTTERFLY, AGHI CANNULA e AGHI PER SIRINGHE di ogni dimensione
GARZE STERILI E NON STERILI

MEDICINALI(non scaduti )

ANTIMICOTICI (Griseofulvina, Imaverol, Itrafungol etc.)
ANTIPARASSITARI ESTERNI (Frontline, Advantix, Ex-spot, Program, Stronghold, Advocate etc.)
PREVENZIONE FILARIA (Cardotek, Sentinel, Interceptor, Guardian)
VERMIFUGHI (Drontal, Nemex, Vetkelfizina, Milbemax, Profender)
ANTIBIOTICI INIETTABILI di ogni tipo (in particolare Marbocyl, Rubrocillina, Baytril, Ronaxan e Panacur sospensione)
ANTIBIOTICI IN COMPRESSE (in particolare Marbocyl, Stomorgyl, Synulox o Clavulin).
VITAMINE E INTEGRATORI (soprattutto calcio iniettabile)
ANTINFIAMMATORI (Metacam e Rimadyl)
ANALGESICI (Contramal)
ANTISPASTICI (Buscopan)
GALASTOP/CRIPTOLAC
METOCLOPRAMIDE iniettabile (Plasil)
RANITIDINA iniettabile
COLLIRI (Abinac, Tobrex, Brunac, Colbiocin)
CREME (Gentalyn, Canesten, Fitostimoline, Connettivina)
ZOOLOBELIN
FARMACI CONTRO LA ROGNA (Amitraz, Ivermectina etc.)
CARDIOVASCOLARI (Vetmedin)
ANTIEPILETTICI (Gardenale, Luminale)

Morti di freddo nei canili lager e per strada: i colpevoli prendano le loro responsabilità.

Arriva il freddo, che novità. Siamo nel mese più lungo dell’inverno e nonostante i cambiamenti climatici e l’assenza di precipitazioni in dicembre non dovrebbe essere un fatto stupefacente constatare che le temperature calano.
Eppure sembriamo tutti impreparati. A lamentarci di questo clima rigido.
Nel frattempo, mentre tutti siamo attivi sui social a raccontare le nostre abbuffate, e mentre i politici perdono tempo a twittare o, ancor meglio, si riposano dalle grandi fatiche del loro lavoro in qualche paese tropicale, migliaia e migliaia di persone senza tetto con i loro cani e migliaia di animali rischiano la morte ogni giorno e ogni notte.
Possibile che in un paese come il nostro siano sufficienti alcuni giorni sotto zero per dover già contare il numero delle vittime?
Se i social venissero usati in maniera intelligente probabilmente si sarebbe potuta prevedere questa emergenza con azioni concrete.
Sarebbe cosa utile se ognuno di noi si desse da fare, e invece di mandare milioni di messaggi inutili e foto romantiche di alberi di Natale iniziasse a rimboccarsi le maniche concretamente.
Avendo avuto in passato un’esperienza politica, dalla quale sono felice di essere uscita perché avrei dovuto accettare compromessi incompatibili con il mio senso di democrazia, so però, per averlo toccato con mano, che è da quelle stanze che passano i veri cambiamenti.
In un paese dove per fortuna sono sempre più numerose le persone che amano gli animali si resta senza parole di fronte all’indifferenza della classe dirigente. Iniziamo a ricordarci che non salgono con un colpo di stato ma grazie ai voti, o ai non voti, di tutti noi.
Siamo nel 2017 e esistono ancora i canili lager, i randagi in Italia sono più di due milioni, tra cani e gatti, e si mangia ancora sulla pelle degli animali meno sfortunati: quei luoghi di orrore dove i cani sono detenuti a vita e lasciati morire di stenti esistono, a pochi passi da casa nostra.
Trovo tristissimo constatare che se le cose funzionano, se i deboli vengono difesi, questo accade solo grazie al buon cuore di cittadini comuni, di volontari, di persone sensibili. Ai volontari delle associazioni.
Gli animali non sono un argomento di serie B.

A spasso con asini e cavalli, benessere e relax

Sta per concludersi un anno davvero intenso di attività con i miei adorati aiutanti Gemma, Ringo, Barone, al maneggio Basalovo.
Tante passeggiate, che hanno visto la presenza di gruppi piccoli e grandi di persone. Ci sono i compagni di camminate abituali, quelli che vanno e vengono. Da 0 a 90 anni.
Perché non conta l’età, ma conta la voglia di mettersi in gioco e di comunicare con questi animali.
Abbiamo camminato insieme a loro. Senza farci portare, ma semplicemente decidendo insieme il cammino.
Camminare insieme a un asino, a un cavallo, a un cane significa condividere fatiche, avere le stesse prospettive, superare ostacoli.
Significa anche osservare la natura con un’andatura nuova, diversa dal solito. Più lentamente. Più attentamente.
Grazie a loro impariamo ad ascoltare i suoni del bosco e a stare in silenzio. A sopportare con maggiore pazienza la fatica, la fame e la sete. Se ci riescono loro ci riusciamo anche noi: e quindi si affrontano il caldo, gli insetti, ma anche la pioggia battente, la nebbia, il freddo.
Si tratta del modo più semplice per prendersi cura del proprio benessere. Camminare all’aperto aiuta a tenere da parte pensieri e stress, cellulari e computer sempre accesi, televisione, caos, luci artificiali, aria inquinata.
Ho visto arrivare persone stressate e scettiche. Dopo poche ore le ho viste ripartire per tornare a casa, con il sorriso. Perché questi quadrupedi fanno tenerezza, fanno arrabbiare ma anche ridere, chiamano continuamente attenzioni, ci osservano con attenzione e riconoscono i nostri stati d’animo. E smentiscono tutti quei luoghi comuni che spesso ci portano a sentirci superiori a loro.
Grazie allora ai miei colleghi a quattro zampe.
Abbiamo tanti progetti per l’anno che verrà.

Animalisti, l’unione… farebbe la forza per un vero cambiamento

Siamo sempre di più, a non voler più vedere questo orrore. A darci da fare perché gli animali vengano rispettati e non torturati. In questi anni la mia idea di animalismo si è evoluta. Grazie soprattutto a molte esperienze dirette in diversi ambienti.

La mia curiosità e il lavoro mi hanno portato a frequentare animalisti convinti, vegani intransigenti, carnivori inguaribili, persone pacate e aggressive, convinte e indecise. Soprattutto ho preso atto dell’esistenza di innumerevoli realtà che si concentrano su un obiettivo comune: migliorare la vita degli animali e salvarne il più possibile. Chi si occupa di cani, chi di cavalli, chi di animali da pelliccia, chi di allevamenti intensivi, chi di sperimentazione. Spesso però si agisce senza coesione, e questo penalizza il fine ultimo.

Mi avvilisce sentire che vengono organizzati eventi importanti per sensibilizzare su questi temi così dolorosi, ma poi subentrano rivalità, sospetti, pregiudizi. E va a finire che certe iniziative splendide vengono quasi ignorate perché non si ha la stessa tessera o non si lavora allo stesso modo.

Ci sono contesti, invece, dove una presa di posizione TRASVERSALE sarebbe una manna dal cielo: in tanti si fa numero, si scuote l’opinione pubblica.

Ecco perché, pur avendo 5 tessere (di più non riesco per motivi economici) partecipo anche agli eventi di associazioni di cui non sono socia, ma che hanno un obiettivo in linea col mio sentire. E così dovremmo fare tutti, secondo me: solo così si raggiunge la forza per farci vedere davvero, per sfatare tutti quei miti cretini che catalogano noi amanti degli animali come fanatici tristi e aggressivi.

Un po’ di elasticità mentale, l’apertura alle altre iniziative, un po’ del proprio tempo dedicato al confronto con altri attivisti, volontari, appassionati, farebbe crescere questo movimento.

Non facciamo come certi politici… che di fronte al buon senso preferiscono la fedeltà alla bandiera..

L’ironia diventa un aiuto ‘bestiale’

L’ironia è forse uno degli strumenti più efficaci per dare il via a un vero cambiamento nella mentalità delle persone. Si possono affrontare temi scottanti, delicati, tristi portando a una riflessione serena, col sorriso sulle labbra. Che non fa mai male. E così la vita diventa più leggera mentre aumenta la consapevolezza.

Mi è capitato di nuovo tra le mani il divertentissimo libro di Fausto Brizzi, ‘Ho sposato una vegana. Una storia vera, purtroppo‘. E sfogliarlo di nuovo mi fa sorridere, in certi punti anche ridere. Comprato alcuni mesi fa e divorato in un pomeriggio, mi ha permesso di ripercorrere tanti episodi della mia vita di animalista: un parolone, questo, rivestito sempre di una patina negativa. Animalista significa fanatica significa noiosa significa integralista significa che… “se la porto fuori a cena cosa mangia, una terrina di lattuga col tufo scondito?”. Eppure la mia silhouette dovrebbe rassicurare i cavalieri…

La storia, tutta autobiografica, racconta le stravaganze di una donna animalista, salutista, ambientalista, e chi più ne ha più ne metta. Stravaganze agli occhi di chi non si è mai interrogato su cosa si nasconda dietro la carne confezionata in banco frigo, i medicinali, certi cibi industriali, i colli di pelliccia delle giacche. Una di quelle donne che potrebbero essere definite tranquillamente delle grandissime rompiscatole, se non fosse per la sua bellezza, il suo fascino, la sua sensibilità. Lui, fanatico di bistecche e grigliate di carne, se ne innamora.. ed è costretto a dare il via a un cambiamento nelle proprie abitudini, per arrivare a conquistarla e a conviverci. ‘Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che pensava destinate solo ai ruminanti’: così viene riassunto questo diario nel retrocopertina. E proprio lui, che inizialmente va a strafogarsi di carne quando lei è lontana, che arriva a commuoversi davanti alle confezioni di spiedini al supermercato, finirà col rivoluzionare completamente anche la propria dispensa, i propri ritmi, i propri metodi di cura (abbandonando farmaci e trangugiando aglio, zenzero, limone..).

Il libro è poco impegnativo nella forma ma denso di contenuti.. Mi sono tornati alla mente quegli amici che si sentono quasi in colpa se davanti a me addentano una fiorentina, che partono a raccontare le ragioni del loro essere onnivori e quindi un po’ carnivori, con l’aggressività di chi, sotto sotto, sa che di certa carne può proprio fare a meno, che mi guardano di sottecchi mentre al ristorante salto la parte di menù dedicata ai cibi che contengono animali.. Credo anch’io nella forza del sorriso, e sono certa che chi ha fatto una scelta come la mia possa davvero illustrare i lati oscuri del consumo di carne… senza litigare, senza intolleranze. Facendo ragionare sul fatto che il maiale, il pollo, il manzo hanno un’anima, esattamente come il cane e il gatto che vivono nelle nostre case. Poi, a ognuno i conti con la propria coscienza.

Una vecchia amicizia a sei zampe

Un’iniziativa semplicemente meravigliosa, quella che la Lav  ha lanciato insieme ai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil: adotta un cane o un gatto adulto!

I canili e gattili d’Italia sono pieni di animali non più giovani, che una volta oltrepassati i cancelli di un rifugio difficilmente potranno trovare una casa. Le persone infatti hanno sempre la tentazione di cercare, o peggio comprare, un cucciolo: perché è bello, perché può essere educato secondo le proprie abitudini, perché fa divertire i bambini, perché è vivace.

Ma i benefici che può portare un animale adulto sono davvero tanti: è già maturo, è più tranquillo, ha molta pazienza, e soprattutto dimostrerà ogni giorno una gratitudine eterna verso chi lo ha strappato a una vita di solitudine e tristezza, dietro una gabbia.

Lav offre aiuto nella ricerca di un animale adulto e nell’inserimento nella nuova famiglia, grazie alla consulenza di esperti che sapranno dare consigli e aiuto, dove dovesse servire.

Ricordo sempre con gli occhi lucidi un giorno di tanti anni fa, quando decisi di adottare un piccolo cagnolino di 15 anni: mi avevano dato della pazza, ed è stato con me soltanto 8 mesi. Ma la gioia di avergli regalato una casa, un posticino caldo e sicuro vicino a me, non aveva prezzo.

L’amore non si compra, e un cane o un gatto adulti sapranno regalare gioie infinite. Certo, vivranno meno anni in nostra compagnia, ma il pensiero di averli liberati da una vita di prigionia e tristezza ci darà sempre una grande energia. Questa scelta altruista non può che portare grandi soddisfazioni e gioie, per il quattrozampe adottato e per il futuro compagno di vita umano.

Buona estate e buon cammino alle future coppie a 6 zampe!

Piccoli passi per cambiare vita.. e salvarne tante altre

Tante volte mi è stato chiesto perché ho deciso di cambiare modo di alimentarmi e perché cerco di fare del mio meglio per aprire gli occhi di chi mi sta attorno. Cambiare non è facile: implica spirito di sacrificio, un investimento di tempo, e poi siamo così abituati allo sfruttamento degli animali che ci sembra non esistano altre soluzioni.

La mia scelta  è stata dettata da un semplice ragionamento: se sono così innamorata dei miei animali, perché convinta che provino sentimenti e siano in grado di comunicare amore e emozioni, perché dovrei classificare gli animali suddividendoli tra serie A (quelli che amo) e serie B (quelli che uso per mangiare, vestire, divertirmi)?

Ho deciso di annullare le classifiche, e avere con tutti loro un rapporto alla pari.

Ecco allora qualche riflessione sul mio percorso, in salita spesso e tuttora non facile. Magari potrà tornare utile per chi avesse intenzione di cambiare davvero il modo di ‘vivere’ gli animali, in nome del rispetto e dell’empatia.

 

#informarsi

 

Interessarsi di ambiente, animali, ma anche economia, agricoltura. In altre parole, tenersi informati. Per cambiare le cose bisogna conoscerle. Senza una conoscenza approfondita e senza un reale amore per il nostro pianeta non si trovano stimoli per cambiare. Se invece riteniamo che l’ambiente abbia un valore per noi, iniziamo a guardarci intorno, a scoprire quali forme di vita esistono, e dove, e come.

 

#guardare

 

Guardare e capire, con coraggio. Questo secondo passaggio richiede consapevolezza. A nessuno piace guardare in faccia il dolore, e le persone sensibili sono inevitabilmente condannate a soffrire. Ma sono fermamente convinta che solo DOPO aver visto si possa cambiare veramente. Le immagini ci restano impresse e ci danno la forza di non dimenticare.

 

#raccontare

 

Lo sfruttamento degli animali lascia disarmati. Le immagini che per fortuna possiamo guardare grazie al coraggio e alle fatiche delle associazioni denunciano condizioni insostenibili e fuori da ogni concerto di empatia. Animali amputati, torturati, imprigionati, sezionati, picchiati, costretti a vivere in gabbie misere, affondati nei loro escrementi. Questi animali vivono così per colpa nostra: la perversione umana ha inventato gli allevamenti intensivi, gli allevamenti di animali da pelliccia, i laboratori dove vengono condotti esperimenti inutili senza la minima attenzione alla sofferenza di un altro essere vivente.

L’impatto con queste immagini è potente e potrebbe sconvolgere chiunque. Si soffrirà, inevitabilmente. Ma è importante reagire, sapendo che SOLO CHI HA VISTO E HA LA FORZA DI RACCONTARE PUÒ DAVVERO FARE QUALCOSA PER GLI ANIMALI. Loro non hanno voce, siamo noi la loro voce. Per questo dobbiamo resistere. Io stessa ho vissuto momenti di grande sconforti, quasi ammalandomi dal dispiacere. Ma poi ho capito che non posso tenere sulle mie spalle il peso di un intero pianeta, e non posso nemmeno fare miracoli. Dunque la cosa più importante è un piccolo impegno quotidiano: fare ogni giorno qualcosa per questa è creature che non si possono difendere.

#tollerare e #avere pazienza

 

Raccontare a un amico cosa si è visto, ragionare e convincere una persona a informarsi, ma SEMPRE con le buone maniere. La brutalità e il fanatismo fanno fuggire e si ottiene esattamente il contrario di ciò che ci siamo prefissati. Diamo agli altri il tempo di conoscere, rielaborare, e con pazienza offriamo consigli.

 

#eliminare carne e pesce e #integrare

 

E adesso? Adesso si comincia! Il primo passaggio, per quanto mi riguarda, è stato l’ELIMINAZIONE TOTALE DI CARNE E DI PESCE. In sostanza, ho deciso di non ingerire più animali morti. Il nostro corpo dovrà abituarsi al cambiamento e soprattutto sarà utile cercare il modo di integrare con altri cibi, per non avere carenze di sostanze importanti.

 

#eliminare poco per volta i derivati animali

 

Il secondo passaggio, più difficile riguarda i prodotti derivati da animali: latticini, uova, i più diffusi. Non credo sia giusto pretendere che una persona diventi vegana dall’oggi al domani, in altre parole non considero un criminale chi non è vegano. Io ho iniziato a informarmi sulla provenienza delle cose che mangio. Nei limiti del possibile ovviamente. Consiglio sempre di rivolgersi dove si sa che vi è un’attenzione al benessere animale.

 

#nuove ricette

 

Esistono miriadi di ricette, facilmente reperibili nei libri, su internet, nelle riviste, per passaparola. I miei primi esperimenti sono stati dei disastri: ricordo dei biscotti così improponibili che ancora sorrido, a pensarci. Ma sbagliando si impara: e quando le ricette vengono bene, che soddisfazione! Si scopriranno così molti modi per sostituire ingredienti di origine animale con altri, altrettanto gustosi, e che non sono frutto di sfruttamento.

 

#cucinare e far assaggiare i nuovi piatti

 

Organizzare una cena veg: a me è capitato di invitare a cena persone assolutamente carnivore e scettiche, e di averle sorprese con piatti gustosi e cruelty free. Che soddisfazione! La serata diventa occasione di raccontare del nostro cambiamento, e dimostrare come non sia stato poi così difficile.

 

#NonMollare

 

Non perdere mai la voglia di capire a fondo e di far ragionare le persone, sopportando magari a volte qualche presa in giro, e ribattendo con un’arma infallibile: l’ironia. Tutti i cambiamenti vengono presi di mira da chi non ha voglia di cambiare: bene, sfruttiamo il fatto che se ne parli, che ci si rida su. Ma intanto si insinua nelle persone un nuovo pensiero, la curiosità di capire il perché di certe decisioni.

 

#convincere, con gentilezza

 

Non demordere: non sentirsi degli assassini se si capita nella casa di una persona che non è vegetariana o vegana e ci ha preparato qualcosa con ingredienti animali. Cercare invece di mangiare ciò che si può o si vuole, spiegando con gentilezza le nostre scelte, risulta più efficace.

 

#selezionare

 

Il consiglio più importante che mi sento di dare: CIRCONDARSI DI PERSONE DELICATE E SENSIBILI, che pur non condividendo necessariamente le nostre scelte ci rispettano. Non ci prendono in giro. Si incuriosiscono delle nostre motivazioni. Apprezzano il nostro sforzo.

Buona fortuna a tutti, e coraggio: dopo i primi momenti di difficoltà sarà una gratificazione enorme cambiare il proprio stile di vita e amare gli animali senza distinzioni!

Li guardi negli occhi… e tutto cambia!

Chi si batte per i diritti di tutti gli esseri viventi, senza distinzione di specie, non ha vita facile di fronte al bombardamento di immagini e filmati terrificanti, che ci sbattono in faccia la sofferenza degli animali voluta dagli umani in nome del profitto. Si fatica ad accettare che questo orrore degli allevamenti intensivi sia legalizzato: sono centinaia di migliaia, nel mondo, le persone che lavorano in fabbriche di animali dove devono scartare pulcini maschi e tritarli vivi, castrare maiali senza anestesia, sgozzare pecore e capretti, caricare mucche agonizzanti sui camion della morte.

A quanto pare l’empatia è una dote rara, di fronte al vile denaro. Allora non ci resta che aggrapparci a quelle piccole storie di riscatto e di cambiamento, augurandoci che diventino contagiose, e sempre più frequenti. Come quella di un allevatore di maiali che ad un certo punto della sua vita ha scelto di cambiare rotta, e si è trasformato in un agricoltore. Cosa lo ha spinto a questa scelta? Lo sguardo dei suoi animali. Sì, perché siamo troppo spesso abituati a non guardarli in faccia, e i maiali, le galline, i conigli, le mucche ‘popolano’ il banco frigo sotto forma di pezzi di carne già lavorati, confezionati, e pronti per essere mangiati. E la colpa non è soltanto dei singoli, visto che per la legge italiana certi animali sono classificati come ‘da reddito’, e dunque questa orrenda etichetta diventa un marchio che crea una distanza inesorabile tra noi e loro, e tra loro e quelli che vengono invece definiti animali d’affezione o da compagnia.

Ma queste creature hanno degli occhi, provano delle emozioni, sanno legarsi ai propri simili e a altri animali, cercano relazioni, esattamente come noi. Sta in noi trovare il modo di metterci in relazione, osservandoli, e rispettandone le esigenze.

Basta uno sguardo, allora, per cambiare abitudini, e trovare uno stile di vita più rispettoso degli animali. Che sanno regalare enormi emozioni, quando sono vivi.