Giornalismo delle buone notizie

Giornalismo delle buone notizie.

Giornalismo delle buone notizie. Questa è la mia scelta adesso. Fare attivismo è difficile. Guardare immagini che raccontano sofferenze indicibili, ingiustizie, maltrattamenti consuma. Si sta male, malissimo, ci si sente impotenti. E la realtà, purtroppo, non cambia, finché c’è gente che si rifiuta di guardare e capire, e si rifiuta soprattutto di mettersi in discussione.

Le cicatrici del duro lavoro di raccontare

Vedere ingiustizie, assistere impotenti alla violenza, osservare l’indifferenza di chi ci sta intorno è devastante. Restano cicatrici indelebili e la rabbia di non poter contribuire ad alleviare il dolore. Il rischio è quello di sentirsi ancora più soli.

Una soluzione? Coinvolgere e offrire possibili risposte

Ecco perché ho maturato l’idea di muovermi in un modo diverso. Che possa anche tutelare il mio sistema nervoso e il mio equilibrio.

Chi non vuole ragionare, non ragiona. Chi sceglie di mettere la testa sotto la sabbia o di voltarsi dall’altra parte resterà nella sua posizione, per egoismo.

Non resta allora che rivolgersi alle persone sensibili, offrendo loro spunti per potersi sentire meno inadeguate e, nel loro piccolo, utili.

Parole in verde diventa anche un format

Ecco perché Parole in verde, inizialmente il nome del gruppo di lettura, che da anni si ritrova alla libreria Il Minotauro a Verona, è diventato oggi anche un format. Insieme a Simone Zambelli, ex studente, oggi uomo colto e impegnato, amico, da anni attivista ambientale, ho pensato a un progetto che permetta di raccontare le nostre piccole e grandi battaglie quotidiane, proponendo a chi ci ascolta e a chi ci legge anche delle soluzioni ai problemi.

Un esempio? I fiori che dovrebbero annunciare la primavera si sono già visti nei boschi a fine dicembre. Il clima sta cambiando dunque. E se ci piace vedere un fiore spuntare tra le foglie del sottobosco, dall’altra parte questa presenza ci costringe a riflettere sul cambiamento climatico, quello che in tanti amano negare, perché è comodo pensarla così. Quello che possiamo fare noi è poco, forse, ma la somma di tanti individui può fare la differenza.

Giornalismo delle buone notizie…nella vita di ogni giorno

E così consigliamo di adottare stili di vita possibilmente meno impattanti. Minuscole scelte quotidiane che possono avere un certo peso, se trasformate in grandi cambiamenti di costume. La coerenza non esiste, e siamo noi i primi a saperlo. Già per il fatto di popolare questo pianeta a dismisura siamo un danno vivente di dimensioni inenarrabili.

Ma i grandi problemi non devono diventare comodo alibi per non fare nulla.

Anche questo è il giornalismo delle buone notizie. Un’informazione fatta col cuore, la testa, le competenze, lo studio, l’osservazione.

Seguiteci su Instagram e Youtube: @paroleinverde.

Silvia Allegri
Silvia Allegri è giornalista, saggista e appassionata di animali. Organizza attività di approccio con gli animali, trekking someggiati e corsi di scrittura. Partecipa a seminari e conferenze. Per informazioni e contatti scrivi a silvia@silviaallegri.it
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