Insegnamento Archives | Silvia Allegri
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Insegnamento

#iorestoacasa e mi diverto, ecco cosa ho riscoperto

#iorestoacasa, e mi diverto. Contro ogni mia previsione questo isolamento forzato che dobbiamo sostenere per sconfiggere l’epidemia è diventato un clamoroso stimolo a tirare le somme. E possono arrivare grandi soddisfazioni. Perché se oggi, dopo giorni senza vedere un essere umano se non via Skype o a distanza di decine di metri, non sono ancora crollata, significa che sono venute in soccorso risorse inaspettate. Questi giorni sono un grande insegnamento di cui farò tesoro, come in tutti quei casi della vita in cui c’è stato un prima e c’è un dopo.

Ecco cosa ho scoperto, pensato, imparato.

  1. Se la propria vita interiore e la spiritualità vengono coltivate e allenate, restare in piedi è possibile. Il silenzio, l’isolamento, la lontananza sono spazi che si riempiono di pensieri e di concentrazione. La mente è lucida nel silenzio, se siamo abituati a tenerla in esercizio e a stimolarla.
  2. Ricordiamoci che siamo dei privilegiati. A poche centinaia di chilometri da noi ci sono persone che non hanno una casa e sono fuggite da paesi in guerra, che hanno fame e non hanno cibo, sono indifesi e non hanno protezione. Esiste una quantità clamorosa di ingiustizie su questo pianeta, è ora di prendere atto delle nostre fortune. Che abbiamo senza meriti precisi, ma per il solo fatto di essere nati qui.
  3. Fare ordine in casa per fare ordine nella propria anima. Quante cose si accumulano nei giorni frenetici che caratterizzano le nostre vite? Si appoggiano sui tavoli, negli armadi, nei cassetti e sulle mensole, in frigorifero e sul comodino, all’attaccapanni e sugli scaffali. Riprendere in mano tutto ciò che ci circonda, ricordarsi da dove lo abbiamo preso e a cosa serve, scegliere se ne abbiamo realmente bisogno, rispolverare e riutilizzare, oppure eliminare, ricordandosi quanto è importante, la prossima volta che ci capita, valutare l’utilità di ciò che compriamo o prendiamo prima di riempire la casa di nuovi oggetti destinati a invecchiare sotto la polvere.
  4. Prendiamo le distanze dal futile. Da ciò che è finto, dalle nostre ansie di apparire, dalle torture che ci infliggiamo per coltivare apparenza e dare spazio all’inconsistenza. Cogliamo l’essenziale, impariamo l’arte di essere sobri.
  5. Il rapporto con il cibo: quanto ci serve, a volte, mangiare per riempire vuoti, scacciare la noia, compensare mancanze? In questi giorni, in cui perfino fare la spesa diventa complicato, possiamo riguardare le nostre dispense e utilizzare ciò che c’è per non farlo invecchiare, dedicare cura a ciò che prepariamo, mangiare con calma e in silenzio, ringraziando di poterlo fare. #iorestoacasa e mi diverto anche a cucinare con quello che trovo, e ad assaporare con calma quello che metto nel piatto.
  6. Gli animali di casa. Chi li ha potrà riscoprire un nuovo modo di viverli. Io li ringrazio ogni giorno per essere con me, per regalarmi amore, per condividere momenti, per permettermi di scandire con regolarità le mie giornate. Gli animali sono la nostra più grande risorsa, e meritano rispetto, ben oltre l’emergenza.
  7. I contatti ‘sanguisuga’. #iorestoacasa e ho tempo di riguardare la mia rubrica telefonica e i miei contatti su Facebook. Chi c’è realmente nella mi vita? Chi c’è solo quando ne ha bisogno Chi c’è in mancanza di altro da fare o altre persone da vedere? Nell’emergenza posso accorgermi degli affetti veri. E quelli non autentici prendono altre strade. Ci si congeda così, senza tanti sforzi, e si tengono strette le persone che amiamo. E che ci amano.
  8. Coltivare l’empatia. Cosa provano coloro che sono sempre in prigione? Gli animali degli allevamenti, in carcere senza colpe? I prigionieri politici nei paesi dove esistono dittature? I profughi costretti in pochi metri per giorni, mesi, anni, in campi in cui le condizioni di vita somigliano alla morte? Non esiste solo il nostro orticello.
  9. Osservare la natura, e ringraziarla. Dal balcone, dal giardino, dalla finestra sentiamo il canto degli uccelli, l’aria è più limpida, sugli alberi spuntano le gemme e nella terra sbocciano i fiori. Lo faccio da sempre, ma ho realizzato che la bellezza della natura è il più potente balsamo per l’anima.
  10. E poi leggere, leggere, leggere. Per dare onore al nostro cervello, per aprire nuovi orizzonti, per divertirsi, per sognare.

E così #iorestoacasa e mi diverto. Colgo questa grande opportunità di fermarmi, di osservare e di raccogliere i frutti di un lungo lavoro fatto.

Dal dramma… alla consapevolezza

Se avessi avuto ancora un minimo dubbio, questo se ne sarebbe andato per sempre. Ho vissuto giorni di fortissima angoscia, pieni di paure, sconforto, incertezze, preoccupazione. Al centro di questo dramma, uno dei miei animali. Quando si insinua il sospetto che una brutta malattia te lo possa portare via la disperazione piomba addosso come un macigno. Ti scorrono davanti i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni vissuti insieme e ti sembra impossibile che qualcosa di drammatico possa interrompere questo tempo sereno..
Ma ciò che mi ha sconcertato, in quei giorni tremendi, è stata la reazione delle persone. Alcune le ritenevo di fiducia, care, amiche. Ma sono stata accolta con un cinismo e un’indifferenza che mi hanno quasi distrutto. In quei giorni è come se si fosse spostato dai miei occhi, cadendo per sempre, un velo, tanto impercettibile quanto resistente, che mi separava dal mondo esterno facendomi credere ciò che in realtà non esisteva. Il mio dolore, la mia preoccupazione mi hanno fatta sentire lontana da tutto e da (quasi) tutti. Mi sono sentita sola, a un certo punto, priva di certezze che avrei dato per scontate fino al giorno prima.
Ma come sempre a fronte di una cattiva esperienza ce ne sono di buone. Lui adesso, il mio adorato quattrozampe, sta bene. Io sono rinata. Guardiamo avanti godendoci ogni giorno che ci vedrà insieme.
Ma quella consapevolezza resta e si è trasformata in un nuovo atteggiamento: disponibilità, cortesia, apertura al mondo, ma con le orecchie in alto, come gli asini, dai quali non smetterò mai di imparare.
Loro sanno insegnare la pazienza e la giusta diffidenza, quella che serve per misurare davvero chi abbiamo davanti, e come tutti gli animali non recitano. Sono così, come li vediamo. Accoglienti ma attenti.
Ho trovato un enorme sostegno anche dalle associazioni che sono nate per loro, per difenderli, questi animali. Grandi e forti, eppure fragili di fronte all’ottusità umana, che spinge troppo spesso ad agire con egoismo, dimenticando invece l’importanza dell’empatia. Non potrò mai dimenticare le telefonate e i momenti condivisi con Sonny, Nadia, Lorenza, Emanuela, Michela, Mari. E naturalmente la presenza di quegli amici stretti e affettuosi che partecipano a gioie e dolori con vero trasporto.
Un’esperienza negativa si trasforma allora in un tesoro, che arricchisce e aiuta ad affrontare con un nuovo spirito le difficoltà che si presenteranno. E che mi consente di aver capito, una volta di più, che chi mi ama, ama anche i miei animali, le mie angosce, le mie paure.
I giorni drammatici sono diventati uno stimolo ulteriore a scrivere, studiare, comprendere quali sono le persone su cui potrò fare affidamento in futuro. Promuovere un cambiamento e una nuova bella relazione tra persone e animali, tra animali e persone.
Grazie Ringo, e grazie anche a chi mi ha sostenuto nei momenti più difficili, con competenza e partecipazione.

Con gli animali, per riscoprirsi

Le attività che proporrò nel 2017 presso il maneggio Basalovo (Stallavena, Verona) sono il frutto di esperienze maturate in questi anni in diversi ambiti: la didattica con gli animali, la riflessione sulle proprie potenzialità, la capacità di risolvere conflitti, l’approccio all’animale in una più ampia ottica di rispetto della natura, la relazione tra animali e ambiente.
Ci saranno giornate dedicate alle famiglie e ai bambini, che hanno un estremo bisogno di ritrovare il contatto con la natura; ma anche momenti dedicati esclusivamente agli adulti, perché gli animali hanno molto da insegnare anche a chi è già cresciuto. La sfida è proprio questa: rinunciare a quelle barriere mentali e a quei tabù che ci condizionano costantemente, per riprendere contatto con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.
Avremo molti ospiti: giornalisti, studiosi, ma anche artisti, educatori, cuochi, che ci racconteranno il loro mondo, spesso strettamente connesso con la natura più di quanto ci si potrebbe aspettare.
I percorsi saranno articolati e di volta in volta, temo permettendo, saranno comunicate le date degli incontri.
Le giornate saranno a numero chiuso: poche persone, per permettere a tutti di assaporare profondamente le esperienze che proporremo, in assoluta tranquillità.
Tutte le informazioni al mio numero: 3407785136.
Vi aspettiamo.

Quando il ‘vegan’ si impara a scuola… per vincere

Mi è successo giorni fa, mentre ero in un istituto alberghiero della provincia di Verona, di imbattermi in un’insegnante che si stava dirigendo in classe con tre libri di ricette vegane e cruelty-free sotto braccio. Una chiacchierata insieme a lei mi ha fatto scoprire come tre classi di quella scuola fossero al momento impegnate nell’invenzione di nuove ricette per partecipare a un concorso. A diffondere la notizia, un allievo vegano da alcuni anni, che si scontra ogni giorno con pregiudizi da parte dei compagni, ma nota anche, mi racconta la sua insegnante, una curiosità crescente verso questo mondo che nell’immaginario collettivo è fatto di piatti sani ma senza gusto, privi di nutrimento. Le cose, dimostra il giovane studente, non stanno così, e la sua classe ha iniziato un vero e proprio viaggio nella cucina dove i prodotti di origine animale sono esclusi totalmente.
Si tratta di una bellissima iniziativa della Lav: un concorso per le scuole dedicato alle ricette tutte prive di alimenti animali. In questo modo i ragazzi potranno scoprire come valorizzare i prodotti di stagione, per regalare al palato nuovi originali sapori, e per  contribuire concretamente alla (ri)nascita di un Pianeta giusto e accogliente per tutti. A fare da giudice, insieme ai rappresentanti della Lav, anche lo chef Martino Beria, autore di “Vegano Gourmand”, una guida ai sapori e ai piatti vegani, dove si impara anche l’arte del riciclo e la lotta allo spreco.
Il Vegan Chef Contest organizzato da Lav è rivolto ai ragazzi delle scuole professionali alberghiere, e c’è tempo fino al 15 marzo per iscriversi e partecipare: il cambiamento parte, come spesso accade, proprio dai banchi di scuola!