asini Archives | Silvia Allegri
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Asini saggi, un nuovo libro e piccole prove di resistenza

Insieme agli asini, con la voglia di cambiamento ma anche nuove sfide da affrontare, e possibilmente da vincere. In questo periodo mi ha travolto la necessità di rivedere i miei punti fermi, e trovarne naturalmente di nuovi. E nel frattempo ho affrontato quel lavoro stressante, ma stimolante, di rilettura del testo che a breve si trasformerà in un nuovo libro. A soccorrermi sono stati, come sempre, i miei più cari compagni di vita, e argomento prediletto. Scrivere di asini mi ha permesso di riguardare il percorso che mi ha portato a loro sotto una nuova luce. Provo le stesse emozioni di un tempo raccontandoli, perché trovo che siano le creature con il più grande concentrato di saggezza: intelligenti, posati, tranquilli, acuti osservatori. E nonostante questo biasimati e derisi dall’uomo, che dal basso della sua miopia ha visto sempre in loro solamente animali da fatica e mai stimolanti compagni di vita con cui confrontarsi. Condividere pomeriggi di giochi e passeggiate, lavorare nell’orto sotto il loro sguardo vigile e incuriosito mi ha permesso di ritrovare energia. Ero scarica, e ho avuto l’ennesima conferma che la mia batteria si alimenta attraverso le mani sporche di terra, le magliette ricoperte di pelo e polvere, le gambe schizzate di fango. Neanche a farlo apposta, la vita mi ha messo davanti delle prove grandi e piccole in questi mesi: il distacco da chi amo, la delusione di certi rapporti che inevitabilmente si chiudono per sempre, gli stress del lavoro. Ma anche la paura di affrontare una salita, o una camminata che sembra voler stroncare le gambe. In quei momenti penso agli asini, ai pesi che per secoli hanno portato e continuano a portare sulle loro spalle, in silenzio e senza lamentarsi. Allora mi faccio coraggio, e passo dopo passo arrivo in cima alla vetta. E quel panorama ripaga di ogni sforzo fatto. La compagnia degli asini è una continua lezione di vita, per me e per chi, insieme a me, desidera conoscerli e capirli al di là di ogni pregiudizio e falsa credenza.

Dal dramma… alla consapevolezza

Se avessi avuto ancora un minimo dubbio, questo se ne sarebbe andato per sempre. Ho vissuto giorni di fortissima angoscia, pieni di paure, sconforto, incertezze, preoccupazione. Al centro di questo dramma, uno dei miei animali. Quando si insinua il sospetto che una brutta malattia te lo possa portare via la disperazione piomba addosso come un macigno. Ti scorrono davanti i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni vissuti insieme e ti sembra impossibile che qualcosa di drammatico possa interrompere questo tempo sereno..
Ma ciò che mi ha sconcertato, in quei giorni tremendi, è stata la reazione delle persone. Alcune le ritenevo di fiducia, care, amiche. Ma sono stata accolta con un cinismo e un’indifferenza che mi hanno quasi distrutto. In quei giorni è come se si fosse spostato dai miei occhi, cadendo per sempre, un velo, tanto impercettibile quanto resistente, che mi separava dal mondo esterno facendomi credere ciò che in realtà non esisteva. Il mio dolore, la mia preoccupazione mi hanno fatta sentire lontana da tutto e da (quasi) tutti. Mi sono sentita sola, a un certo punto, priva di certezze che avrei dato per scontate fino al giorno prima.
Ma come sempre a fronte di una cattiva esperienza ce ne sono di buone. Lui adesso, il mio adorato quattrozampe, sta bene. Io sono rinata. Guardiamo avanti godendoci ogni giorno che ci vedrà insieme.
Ma quella consapevolezza resta e si è trasformata in un nuovo atteggiamento: disponibilità, cortesia, apertura al mondo, ma con le orecchie in alto, come gli asini, dai quali non smetterò mai di imparare.
Loro sanno insegnare la pazienza e la giusta diffidenza, quella che serve per misurare davvero chi abbiamo davanti, e come tutti gli animali non recitano. Sono così, come li vediamo. Accoglienti ma attenti.
Ho trovato un enorme sostegno anche dalle associazioni che sono nate per loro, per difenderli, questi animali. Grandi e forti, eppure fragili di fronte all’ottusità umana, che spinge troppo spesso ad agire con egoismo, dimenticando invece l’importanza dell’empatia. Non potrò mai dimenticare le telefonate e i momenti condivisi con Sonny, Nadia, Lorenza, Emanuela, Michela, Mari. E naturalmente la presenza di quegli amici stretti e affettuosi che partecipano a gioie e dolori con vero trasporto.
Un’esperienza negativa si trasforma allora in un tesoro, che arricchisce e aiuta ad affrontare con un nuovo spirito le difficoltà che si presenteranno. E che mi consente di aver capito, una volta di più, che chi mi ama, ama anche i miei animali, le mie angosce, le mie paure.
I giorni drammatici sono diventati uno stimolo ulteriore a scrivere, studiare, comprendere quali sono le persone su cui potrò fare affidamento in futuro. Promuovere un cambiamento e una nuova bella relazione tra persone e animali, tra animali e persone.
Grazie Ringo, e grazie anche a chi mi ha sostenuto nei momenti più difficili, con competenza e partecipazione.