Lettera alla mia nonna, che era anche amica, complice, alleata, sempre
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Lettera alla nonna

Lettera alla nonna

Eccomi, nonna, anzi ciao Pollo! Questo era il tuo soprannome e in pochi sanno il perché. Lo sanno le mie amiche più care, perché quando uscivo di casa era una tappa d’obbligo bussare alla finestra, a qualsiasi ora del giorno, e salutarti con quel saluto bizzarro che ha destato spesso la curiosità di chi mi sentiva. Era il 1995, e per i miei 18 anni ce ne siamo andate da sole a Parigi. Il primo volo, ci tenevi a farmi fare quel battesimo perché hai sempre detto che viaggiare è la cosa più bella. La serata al Moulin Rouge, lo shopping, le passeggiate notturne, la salita sulla torre Eiffel. Che meraviglia! Allora non esistevano nemmeno i cellulari, si stava così bene, era vera vacanza, lontano da tutti e da tutto! E quel vizio non lo abbiamo perso: a raffica, a partire dal regalo di laurea, ci siamo imbarcate su tante navi e sono iniziate le nostre crociere: Spagna, Portogallo, Marocco, Libia, Tunisia, Grecia, Croazia, e poi su, Amsterdam San Pietroburgo Stoccolma Copenaghen. Eravamo una coppia perfetta: mentre la nonna giocava a carte la nipote esplorava nuovi pezzettini di mondo, e poi insieme a guardare i tramonti, a bere e a mangiare cose buone. Le spese pazze al mercato di Istanbul, la sosta a Tripoli, la tappa a Casablanca, il tour in una Lisbona bollente. Quanti mari abbiamo solcato e quanti panorami abbiamo guardato insieme, nonna! Mi hai insegnato ad adorare la libertà. La voglia di scoprire, di pensare, di essere me stessa sempre e comunque. Mi hai permesso di realizzare tanti sogni, aiutandomi e sostenendomi quando il lavoro non era sufficiente per potermi mantenere da sola. Solo grazie a te c’è Ringo nella mia vita, e tu sai che Ringo è il mio amore più grande. Quando è arrivato ti ho portata da lui per conoscerlo, che ridere quando gli hai dato le prime carote e lui, preso dall’entusiasmo, ti ha sbrodolato tutte le mani. Ma tu non avevi paura di niente e le esperienze nuove ti facevano sorridere. Nei momenti peggiori tu ci sei sempre stata, ci separavano ben 58 anni di età, eppure solo con te ho avuto la possibilità di esprimermi sempre a modo mio, senza filtri, di piangere, di ridere e di confidare i pensieri più intimi senza paura di essere respinta. Certi miei segreti li sapevamo soltanto io e te. Le mie peripezie e i miei amori, i miei dubbi e i miei sbagli, tutto era argomento di confronto per noi. Abbiamo anche litigato, a volte, perché l’amore non è bello se non è litigarello, mi dicevi. E quegli scontri ci hanno sempre fatto bene, perché la nostra complicità era perfetta e nessuno a parte me e te poteva e può capirla. E ne siamo uscite più unite di prima. Chi ha un carattere forte non ha vita facile, ma la vita se la assapora al massimo, come abbiamo fatto noi. “Se fossi nata al tempo del Far West sarei stata sicuramente una pioniera”, mi ripetevi. E sei stata davvero così: mi hai insegnato a non avere paura di niente. Hai vissuto la guerra e il lutto, la malattia di chi ti era più caro e i problemi di salute. Ma eravamo sempre pronte per un nuovo viaggio. Hai accettato tutto di me: il mio carattere ribelle, il mio spirito polemico un po’ toscano come lo eri tu, e soprattutto il fatto che io abbia deciso di non mangiare più carne. Ricordo di quel giorno in cui mi hai scritto il menù vegetariano, in modo che potessi scegliere quali delizie assaporare a tavola con te, cuoca semplicemente pazzesca. Ridevo sotto i baffi però quando cercavi di convincermi che le polpette, in fondo, non sono carne… Cara nonna, eri davvero un personaggio unico! Mangiare da te era un evento: un’esperienza di gusto e di amore che mettevi anche nei piatti, perché il tuo modo di voler bene passava anche attraverso la tua arte in cucina. Sacco vuoto non sta in piedi… era questo il tuo proverbio preferito per prendermi per la gola.. Le mie amiche non dimenticano di sicuro i pranzetti che ci preparavi, sempre accompagnati dal sorriso e da un buon bicchiere di vino. Sapevamo goderci la vita, io e te. Ed eri una nonna anche per loro: venivamo insieme a salutarti, mi chiedevi cosa combinavano, e io ti aggiornavo sulle loro vite. Venivamo a salutarti insieme, prima di andare in città o prima di un viaggio, era bello chiacchierare e tu ci tenevi ad essere sempre informata sulle nostre novità. Non hai mai avuto pregiudizi, accettando le loro diversità e le mie stravaganze, moderna come una mia coetanea, anzi di più. Quando sono partita per Vienna ricordo che non ti sei affacciata alla finestra, non volevi che ti vedessi piangere. E mi spedivi lettere, cartoline, anche i galani per carnevale, e chiedevi sempre: Quando torni? Per te ero in capo al mondo. Ed è solo per te che sono rientrata per Santa Lucia, la nostra festa.

Cara nonna, ogni mio libro, ogni mio articolo per te era motivo di orgoglio. Anche la più semplice e breve notizia di cronaca scritta da me secondo te era un capolavoro, e non sai quanto mi ha aiutato il tuo entusiasmo, per continuare per la mia strada alla ricerca di nuove sfide da affrontare e da vincere. Nelle occasioni importanti, prima di uscire era una tappa d’obbligo passare da te, ti piaceva vedermi elegante. Hai gioito più di chiunque altro per ogni mio traguardo: la laurea, il master, i libri, gli articoli, le conferenze. Ti brillavano gli occhi e con te mi sentivo un eroe da film! Avere per così tanto tempo una persona che ti adora per quello che sei, che ti elogia incondizionatamente, che ripone in te tutta la fiducia e ti incoraggia ad affrontare ogni sfida rende forti e ti regala la sensazione di essere quasi invincibili. Ma quella persona poi all’improvviso non c’è più, e ogni certezza crolla, mancano l’affetto e il calore che mettevano in moto la mia energia e tutto intorno a me è silenzioso. Come farò adesso senza di te? Con te se ne va la parte più serena di me. Ti chiedo, se mi senti, di aiutarmi a conservare i nostri ricordi più belli, e di starmi vicino, in qualsiasi posto tu sia. A te dedicherò i miei viaggi e la mia voglia di scoprire tutto, ma proprio tutto ciò che c’è di bello nel mondo, per poterlo raccontare attraverso il mio lavoro. Cercherò di dare il massimo, e non dimenticarmi mai quel patrimonio di idee e saggezza che mi hai trasmesso. Eri molto anziana ed era inevitabile, ma avendoti sempre vicino non ho realizzato quanto tempo fosse trascorso. Ho avuto la fortuna di avere dei nonni straordinari, il vuoto che si prova senza di loro è difficile da sopportare. Aiutami a riuscirci. Ciao Pollo.

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