L'agonia degli animali sulle strade d'Europa | Silvia Allegri
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I macelli e l’agonia degli animali sulle strade

I macelli e l’agonia degli animali sulle strade

L’agonia degli animali sulle strade d’Europa. I macelli che, paradossalmente, si trasformano nella fine di una pena insostenibile per cavalli, pecore, vacche, asini, maiali che viaggiano stipati sui camion, in viaggio verso la morte con un caldo torrido, senza acqua per decine di ore. Solo il giornale online Popolis mi ha dato spazio per pubblicare le notizie allarmanti che mi giungono da Animals’ Angels. E allora, per quanto piccolo possa essere questo spazio, ritengo doveroso sfruttarlo, se potrà raggiungere nuovi lettori e spalancare gli occhi di chi non sa, o sa troppo poco.

Cosa dicono le leggi

Le leggi, si sa, hanno valore solo se vengono rispettate. E dunque arriva da parte delle associazioni la denuncia di maltrattamenti inauditi dopo che la scorsa settimana il Consiglio Agricoltura e Pesca Europeo si è riunito per discutere, tra gli altri argomenti, del problema dei trasporti di animali vivi che continuano nonostante il caldo torrido estivo. Lo scorso anno la Commissione Europea aveva già raccomandato ai paesi membri di non permettere che gli animali siano trasportati a più di 30°C, ma solamente alcuni stati si sono attivati adottando diversi provvedimenti. L´Italia, per esempio, ha cercato di prevenire il problema, intimando ai veterinari ufficiali di non autorizzare viaggi a lunga percorrenza il caldo. Ci sono paesi, invece, che si beffano delle leggi, ma soprattutto che dimostrano ancora una volta quanto poco sia importante, per loro, il benessere animale. Cosa c’è da aspettarsi, d’altronde, da stati che permettono, nel 2019, le corride, il massacro dei cani nei canili, l’uccisione degli asini nelle sagre popolari, le lotte tra galli? La Spagna non si smentisce mai, in altre parole.

L’agonia degli animali sulle strade d’Europa.

Animals’ Angels e l’Associazione nazionale per la difesa degli animali (ANDA) assicurano che i veterinari spagnoli e le compagnie di trasporto continuano a ignorare questo divieto.  Le prove arrivano dal lavoro di cinque team investigativi hanno appena terminato di monitorare il trasporto di animali vivi sulla rotta Spagna-Francia-Italia negli ultimi sette giorni. Le ricerche, per un totale di 13 controlli in pochi giorni, hanno rivelato che i veterinari spagnoli hanno autorizzato trasporti di tori, maiali, pecore e cavalli nonostante l´ondata di caldo africano degli scorsi giorni. Le squadre hanno documentato trasporti durante le ore più calde del giorno a temperature anche di 36°.

E intanto, tra gli altri orrori, arrivano a Padova, passando per Verona, camion di cavalli destinati al macello. A comprare quella carne, molto spesso, proprio i cavallerizzi della domenica, tanto per sottolineare il livello di coerenza che abbiamo raggiunto. Ma nonostante questo ci sono testate che ritengono l’argomento non di pertinenza in quanto non ‘locale’. Insomma, se il territorio è interessato dal passaggio di questi camion degli orrori, non si tratta di cose che riguardano noi. Noi che evidentemente siamo coinvolti, se proprio qui arrivano gli animali per essere ammazzati.

“In diversi casi, si trattava di trasportatori italiani”, aggiunge Silvia Meriggi, Project Manager di Animals’ Angels. “Non abbiamo visto né in Spagna, né in Francia, né in Italia dei controlli sulla strada, al fine di accompagnare i buoni propositi con azioni pratiche ed efficaci”. E aggiunge: “Non sono stati soddisfatti nemmeno anche altri obblighi legali. Per esempio quello di caricare meno animali sui camion per lasciar loro più spazio per termoregolarsi, o quello di abbeverarli durante il viaggio e scaricarli in determinati spazi autorizzati per i tempi di riposo che sono obbligatori”.

Insomma, nonostante esista una normativa che ha lo scopo di limitare le sofferenze degli animali trasportati da un paese all´altro al solo scopo di essere macellati per produrre carne, rimane ancora molto da fare per applicarla e far si che questa limitazione sia reale oltre che teorica.

E l’Italia che fa?

Per quanto riguarda l´Italia, la circolare ministeriale emessa dal Ministero della Salute il 3 luglio scorso è stata un buon inizio. Ma non basta: “Le regioni devono pianificare dei controlli mirati ai trasporti sulla strada e negli altri punti strategici, al fine di sanzionare i trasgressori. Ed è necessario estendere la portata della circolare anche al transito dei trasporti provenienti da altri paesi, con temperature superiori di 30°C, come dice la normativa. Non è infatti una beffa vietare i trasporti in partenza dall´Italia con il caldo e non prendere provvedimenti contro quelli che invece arrivano in Italia, spesso ad opera di trasportatori italiani?”. Chi mette fine, allora, all’agonia degli animali sulle strade d’Europa?

In questo paese fatto di regole trasgredite come sempre l’ultima parola spetta ai consumatori. Chi ancora sceglie di mangiare carne dovrebbe ricordare che il benessere in vita è un diritto. Ha senso consumare carne di animali che prima di essere ridotti a pezzi e venduti hanno passato l’inferno? Quanta adrenalina e quanto dolore si mette nello stomaco chi consuma questi prodotti, spacciandosi poi per amante degli animali?

Ciascuno faccia i conti con la propria coscienza.

 

 

 

 

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