Fatica terapeutica, in campagna a lavorare insieme, tra orto e animali.
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Fatica terapeutica, tra orto e animali

Fatica terapeutica, tra orto e animali

Fatica terapeutica, fatica che fa stare bene, quella che crea i legami tra persone, animali, alberi, fiori. Protagonisti, questa volta, sei persone con quattro cani in mezzo alla campagna, alle prese con un piccolo orto selvaggio. Sotto lo sguardo vigile di due asini e un cavallo iniziano le presentazioni, perché non ci si conosceva quasi se non via messaggio. Alcune strette di mano, gli sguardi che si incrociano, e via al lavoro. Ci siamo trovati con l’intento di sistemare pochi metri di terra in vista dell’autunno, uno spazio che viene utilizzato per attività didattiche con la speranza di crescere nuove generazioni più consapevoli. Sono bastati pochi minuti, e il silenzio della campagna mescolato alle nostre voci ha dato vita a un piccolo vortice di energia. Chi rastrella le foglie, chi sistema i pomodori , chi raccoglie rami secchi e piante infestanti, armato di carriola.

In un orto c’è lavoro per tutti. Muoviamo la terra, piantiamo i piccoli cavolfiori, raccogliamo le foglie delle piante aromatiche, sistemiamo i sassi che delimitano i diversi settori. Nel giro di due ore il piccolo orto anarchico si è trasformato in un bellissimo, ordinato, armonioso orto pronto ad accogliere i frutti dell’autunno. Il tempo è volato per tutti, ognuno ha offerto le sue competenze, senza giudizio e pregiudizio, con sguardo aperto e orecchie pronte a captare suggerimenti e trucchi. Ci siamo salutati tutti contenti, quasi commossi per quelle emozioni inaspettate che ti colgono quando sei in armonia con gli altri e il mondo intorno a te. Oltre al prezzemolo e alla rucola ci siamo portati a casa l’energia di un tempo condiviso di qualità. Condiviso anche insieme ai nostri animali, che lasciati nel loro ambiente, a riposarsi e osservare, ci fanno divertire con la sola loro presenza rasserenante.

In quei momenti percepiamo la loro autentica bellezza, al di là di ogni preconcetto. Sono momenti rari, vanno trattati e conservati gelosamente nella memoria, un piccolo tesoro capace di venire in aiuto nei momenti più difficili. L’orto che ci ha permesso di provare la fatica terapeutica è stato un elemento catalizzante, capace di raccogliere e di esaltate le capacità di ognuno. Si è creata l’armomia che si trova normalmente sono nelle squadre affiatate, dove l’obiettivo da raggiungere porta a dare il meglio del proprio tempo e delle proprie capacità. Si torna a casa con un bagaglio ricco di nozioni, trucchi, ma soprattutto sensazioni. Come quella della terra sotto le unghie delle mani, il profumo della menta piperita, i peli dei nostri quattrozampe sulle magliette. Ci siamo divertiti a costo zero e forse quell’energia che si è sprigionata ce la portiamo ancora addosso, pronti a coinvolgere, si spera, chi ci sta vicino. La fatica terapeutica potrebbe diventare un’abitudine sana e contagiosa. A presto, dunque!

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