Diritti degli animali Archives | Silvia Allegri
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Diritti degli animali

Tierschutzlauf, Vienna: io corro per loro!

Tierschutzlauf: fatta! Non importa se sono stanca, completamente fuori allenamento e con molto sonno da recuperare. C’è qualcosa che mi fa superare ogni ostacolo: l’amore per gli animali, le creature più innocenti e vere che popolano questo pianeta distrutto dagli umani. Sono ritornata apposta per loro, stavolta, a Vienna: oggi ho preso parte alla corsa internazionale per i diritti degli animali, la Tierschutzlauf, e sono orgogliosa di me e delle migliaia di persone che erano con me. Indossavo la maglietta di teamvegan.it, e insieme a me tanti amici fantastici con cui ho condiviso la fatica. Correvano anche i bambini oggi, rigorosamente vegani, sani e bellissimi, e naturalmente in perfetta forma: un piacere guardarli mentre si riscaldavano e alla partenza!

Ho affrontato la stanchezza perché credo nel dovere di ognuno di noi di portare un messaggio. Correre per me oggi è stato difficile, ma ho avuto il privilegio di farlo. Miliardi di animali sono già morti e purtroppo moriranno ancora per colpa dell’egoismo umano senza aver provato questa sensazione. Moriranno senza aver visto la luce del sole, senza aver avuto il piacere di calpestare l’erba fresca, senza aver mai potuto fare un passo. Immobili, schiavi, umiliati, amputati, massacrati, messi a ingrassare a suon di antibiotici e mangimi. Io corro per loro in tutti sensi: con le gambe, e con le parole. Nei momenti di stanchezza ho pensato che io avevo il privilegio di correre e il dovere di farlo: voglio dimostrare che mangiando un cibo etico e vegetale puoi farcela, e oggi ci sono riuscita.

Spero così che insieme a noi corra anche un messaggio importante: rispettare ogni essere vivente e non considerarlo un oggetto che ci appartiene e che possiamo strapazzare a nostro piacimento. Esserci stata oggi, a Vienna, mi ha fatto sentire parte di una meravigliosa comunità di persone sensibili, toste, che come me hanno affrontato centinaia di chilometri per essere qui, per testimoniare il loro impegno. Ho visto donne e uomini bellissimi, con una forza straordinaria, muscoli potenti e un sorriso indimenticabile. Eravamo tutti lì per lo stesso motivo. Persone belle, e buone: stupendo vedere come mi hanno incitato fino al traguardo, e a nessuno interessa quanto veloce vai, ma quanta passione ci metti! Ed eccomi qui, aspettando già il prossimo appuntamento. A presto, nel 2019!

Anonymous for the voiceless, storie di angeli

Anonymous for the voiceless: sono angeli e sono eroi, per me, gli attivisti dello straordinario movimento che sta cercando di cambiare il mondo, per dare voce a chi non può parlare. Sono milioni, anzi miliardi, gli animali che ogni giorno muoiono per diventare carne e sfamare un pianeta sempre più popolato di persone che non riflettono sulla giustizia, sull’etica, sulla salvaguardia della natura. Per ignoranza, perché fa comodo girarsi dall’altra parte e non guardare, perché è divertente prendersela con chi ha scelto un’alimentazione vegana e rispettosa delle vite degli altri, cercando di pulirsi la coscienza.

C’è chi si dichiara amante degli animali, con un gatto in braccio e un pezzo di prosciutto nel piatto. C’è chi dice di amare gli animali e indossa una pelliccia fatta di pelo di creature scuoiate vive. C’è chi adora il proprio cane ma mangia bistecche di maiali e manzi che nella loro vita non hanno mai visto la luce del sole e non hanno mai avuto la possibilità di camminare sull’erba. Essere vegani non significa fare parte di una setta, significa mettere in atto l’amore per gli animali con coerenza e coraggio.

Ho avuto la fortuna di conoscere due attivisti che nella mia città partecipano al ‘cubo’: con altri anonymous hanno il coraggio di esporsi e vanno in mezzo alla strada, indossando una maschera che impedisce di distrarre e distogliere lo sguardo, stanno fermi per strada, mostrando sul monitor dei computer che tengono in mano quello che la gente non vuole vedere. Lo fanno in tutto il mondo.

 

Accettano senza reagire insulti e offese, vengono presi in giro, vengono evitati. Mostrano animali picchiati, rinchiusi, amputati, scuoiati vivi, tagliati a pezzi, tritati, umiliati. Mostrano la verità, quello che succede dietro a quei muri che fa comodo innalzare per nascondere lo schifo. Piangono, dietro quelle maschere, perché alla sofferenza non ci si abitua mai. E alcuni di loro, senza maschera, sono lì vicino, pronti a raccontare a chi si ferma il senso di quei video, e aiutando chi riscopre di avere un cuore a mettere in atto il vero cambiamento.

Eppure, ogni giorno, grazie a loro, qualcuno si vede la verità sbattuta in faccia e si ritrova a un bivio: fare finta di niente? O ragionare e cambiare? C’è chi scappa, c’è chi piange, c’è chi vuole saperne di più. E la cultura va avanti.

Questi due attivisti sono due anime pure: sono giovani, sono belli, sono sensibili, sono come tutti i loro coetanei. Ma dedicano il loro tempo all’attivismo di strada, mettendosi in gioco, togliendo spazio a cose frivole per combattere per i milioni di senza voce che popolano questa terra e sono catalogati solo con un numero.

Per loro la vita è importante: che sia la vita di un uomo, di un pipistrello raccattato e svezzato, di un cane, di un asino, di un albero. La vita è vita, in ogni sua forma, e loro non fanno distinzioni. Chi ama gli animali viene accusato di non amare le persone, di essere fanatico, di essere intransigente. Una collega giornalista mi ha detto che ‘dal veganismo si può guarire’: perché l’ignoranza non ha confini.

Io sono fiera di essere attiva. Lo sono a modo mio, facendo conoscere i miei animali alle persone belle, lavorando nell’orto, scegliendo di non mangiare animali, informando, spiegando con pazienza le mie ragioni.

Sono fiera di avere conosciuto Gemy e Chicco, anonymous for the voiceless: due anime pure e belle che mi danno la spinta per non mollare. Finché siamo pochi possiamo fare poco. Ma se fossimo tanti potremmo fare tanto. Basterebbe avere il coraggio di partire da noi, per un vero cambiamento.

Questi due angeli degli animali sono capitati sulla mia strada in un momento difficile, dove mi sentivo sola a combattere. Invece, adesso, so che posso contare anche su di loro, e loro faranno altrettanto con me.

Facciamo quello che possiamo, tra persone sensibili si sta bene, perché ci si capisce con uno sguardo.

Padelle e grembiuli, anche così amo gli animali

Padelle e grembiuli, grattugia e coltelli, teglie e mestoli. Mai e poi mai avrei immaginato di cimentarmi in un corso di cucina. Ebbene sì, anche questa è fatta: all’inizio di settembre ero a Igea Marina, e guidata dalla chef Barbara Bianchi e ad altri compagni di corso ho realizzato delle vere squisitezze. Tutte rigorosamente veg! Che la cucina vegana sia ricca, gustosa, sana, varia già lo sapevo. Ma fino a quel momento mi ero limitata ad ammirare i piatti, e a mangiarli con estremo piacere. Stavolta, mi sono sentita protagonista, ed è stato bellissimo! Ho messo da parte la timidezza, e dopo i primi attimi di smarrimento, di fronte a colleghe ben più pratiche di me, ho sfoderato la grinta e la passione per la cucina ereditata dalla nonna, con risultati inaspettati.

Perché ho fatto questo? Per gli animali. Perché li amo tutti, senza distinzioni. Perché non esistono animali da compagnia e animali da carne, o da allevamento per me. Perché io, per prima, ho voluto dimostrare quanto sia facile cambiare la propria ottica e capire che per essere coerenti basta un pizzico di coraggio.

Come ho affrontato una mezza maratona senza essere allenata, per far vedere che tutto è possibile quando ami veramente, così stavolta ho affrontato padelle e impasti, scoprendo ingredienti nuovi, trucchi, segreti di una cucina stupenda alla vista e al gusto, perché rispetta chi amo di più. E così per due giorni ho pelato carote, frullato impasti, fritto bomboloni, pesato ingredienti e poi ho chiacchierato, ho riso, ho posato fiera davanti alle nostre creazioni. E soprattutto, ho mangiato delle vere delizie, scoprendo che è facile prepararle, più di quanto avessi immaginato.

L’esperienza mi è piaciuta così tanto che la voglio ripetere, e la ripeterò. Padelle e grembiuli saranno miei alleati, per preparare buone cose per le persone a cui tengo. Niente è impossibile, non ci sono scuse: se ami gli animali lo fai a partire da ciò che cucini e che mangi.

Buon appetito!

Incontri speciali, incontri d’estate

L’estate ci raggiunge con le sue giornate lunghe, il suo caldo e la sua luce. È un momento magico questo, un momento perfetto per chiudere con le cose che ci hanno fatto male e aprirsi a nuovi incontri. Allontanare chi ci ha stressato e non merita le nostre energie, ritrovare la propria serenità e aprirsi a nuove possibilità di dialogo.

Il dialogo per me è soprattutto quello fatto di sguardi, di tatto e contatto, e non di parole. Un giorno qualcuno mi disse che parlare con gli animali è facile, tanto loro non possono rispondere e ci danno l’illusione di capirci e non giudicarci. Credo che sia interessante partire da questa stupida considerazione e accogliere questa sfida, perché evidentemente gli incontri speciali non sono pane per tutti. Gli animali si avvicinano quando sentono di potersi fidare, e in assenza di parola l’istinto li guida. Così, se anche noi diventiamo capaci di usare i nostri sensi, diventiamo protagonisti di scambi energetici straordinari.

Il lavoro mi ha portato a esplorare il mondo dei lupi, il mondo dei camosci e dei mufloni, la bellezza e la serenità della fattoria, con i suoi animali di campagna, docili e lenti, poetici e concreti insieme. Mi sono presa, e continuerò a prendermi il lusso di cogliere ogni occasione per imparare di più, da loro e dal loro ambiente, osservandoli da lontano o gustando la loro presenza da vicino, favorendo gli incontri tra loro e altri umani. Se ci si presenta puliti e aperti al dialogo le occasioni si moltiplicano. Non è un’arte che si impara questa, ma la capacità di ragionare al di là delle classificazioni di specie, al di là di ogni presunzione, cancellando dal nostro modo di porci quell’inutile, e anzi dannosa attitudine umana a considerare sempre gli altri esseri viventi in base alla funzione che possono rivestire per la nostra utilità.

In questo modo torniamo a casa con un bagaglio ricchissimo di sensazioni che non si imparano studiando, e neppure utilizzando sempre la nostra razionalità. E ogni incontro diventa una grande opportunità per rivedere i nostri parametri, e per imparare l’arte stupenda di lasciarsi andare.

Giusto, non comodo

Ciò che è giusto è meglio di ciò che è comodo. Il mio percorso che mi ha portato a scegliere uno stile di vita vegano è stato lungo, ma per fortuna non troppo. Perché rimandare a domani spesso significa non riflettere su un dato drammatico: ogni giorno trascorso mangiando prodotti derivati dai lager è un giorno trascorso da complici.

Il ragionamento, pensandoci, è talmente semplice che viene da chiedersi: ma perché non l’ho fatto prima?

Ed è più o meno così:

  1. amo gli animali
  2. non sopporto vederli soffrire
  3. gli animali che finiscono nel mio piatto e i prodotti derivati da animali nascondono atrocità inaccettabili, sofferenza, sfruttamento, solitudine, mancanza di dignità, agonia
  4. io allora scelgo di non scegliere questi prodotti.

Facile, no?

Sono una persona e sulla terra siamo quasi 8 miliardi, la mia scelta vale per uno, è vero. Ma forse qualcuno potrà seguire il mio esempio, e aggiungere quel piccolo ulteriore passaggio, l’anello mancante della catena, arrivando a fare un percorso mentale che porta inevitabilmente a scegliere ciò che è giusto, invece di ciò che è comodo.

Certo, si fa fatica a non rispondere alle provocazioni di chi ci prende in giro, quasi fosse una colpa la scelta di essere coerenti. Si fa fatica, almeno per chi non è esperto di cucina come me, a imparare nuove ricette, scoprire ingredienti alternativi, informarsi. Ma la fatica regala adrenalina e raggiungere un traguardo è una grande soddisfazione. Si fa fatica anche a incoraggiare le persone, che si sentono piccole e impotenti di fronte allo scempio che vediamo, quell’orrore che i muri dei macelli e degli allevamenti lager cercano di nascondere. Ma è nostro compito incoraggiarli, e far capire loro che il potere dei consumatori consapevoli è enorme. Possiamo scoprire quanto è divertente cucinare cose buone e etiche, colorate e sane, senza introdurre nel nostro stomaco infinita tristezza.

Il mondo è pieno di violenza, soprusi, cattiveria nei confronti degli animali, ma cresce il numero delle persone che ha scelto di dire basta e non si permette più di considerarli come merce, carne, oggetti inutili. La relazione con gli animali regala una forza inaudita, arricchisce, rende la vita meravigliosa. E noto con grande piacere che questa nuova sensibilità è in aumento tra le persone che davvero possono fare la differenza, i giovani.

Chi li ama davvero non fa distinzioni. Non esistono animali da carne, da uova, da latte, da pelliccia, da laboratorio, da compagnia. Ma come possiamo accettare queste schifose etichette? Esistono animali, che sono animali e basta, esattamente come lo siamo noi, e hanno diritto a vivere bene, in linea con le loro esigenze, rispettati e liberi, anche se questo mondo ormai a misura di uomo ha ridotto sempre più i loro spazi vitali.

Ogni giorno possiamo fare ciò che è giusto e fare la differenza. L’effetto sarà immediato: vivremo in armonia con noi stessi e con i nostri cari animali.

Empatia e complicità: la mia idea di ‘pet-therapy

Empatia, progettualità, percorsi di benessere, tutela della natura. Questa è la mia idea di pet-therapy, parola peraltro ormai caduta in disuso, ma che comunque resta ancora il termine di riferimento quando si parla di attività assistite con gli animali. Non sfruttamento ma amicizia e complicità, all’insegna della calma e della passione. Saranno questi i temi del mio intervento  alla fiera di Vita in Campagna, a Montichiari, dal 23 al 25 marzo 2018. L’evento, organizzato dal giornale Vita in Campagna con cui collaboro, è un appuntamento molto amato dagli appassionati di agricoltura, piante, piccoli allevamenti, ed è quindi un’occasione preziosa per intercettare persone già interessate al mondo agricolo, ma che forse devono ancora scoprire un diverso approccio.

Nello spazio che mi è stato proposto affronto ogni giorno tre tematiche che mi stanno molto a cuore: le terapie con gli animali, un viaggio alla conoscenza dell’asino e l’agricoltura sociale. Ed è un piacere raccontare a chi mi ascolta le mie esperienze in campagna, che mi hanno permesso di arricchire le conoscenze tecniche ma anche di provare su di me l’effetto straordinariamente positivo di una relazione intensa con la natura e i suoi animali.

Mi auguro di trasmette al pubblico non solo nozioni basilari su come intraprendere una formazione nell’ambito delle terapie assistite con gli animali, o un progetto di agricoltura sociale, ma soprattutto la passione per la natura: passione che implica pazienza, rispetto, osservazione silenziosa, capacità di adattamento, talvolta spirito di sacrificio. E soprattutto l’attenzione al benessere degli animali, che sono nostri preziosi collaboratori e che per questo necessitano di attenzioni e di tranquillità. Solo così lo scambio diventa fruttuoso. E gli animali sanno insegnarci tanto, nel modo di relazionarsi tra loro. Insomma, mettiamo da parte la presunzione tutta umana che da sempre ci guida, e diventiamo per una volta ‘allievi’ degli altri esseri viventi, che di solidarietà ne sanno.

Nel corso di questi incontri è bello confrontarsi con persone curiose, anche scettiche magari, che pongono diverse domande sulle modalità di relazione con gli animali. Ho scelto di adottare un atteggiamento di apertura verso l’altro, soprattutto quando non la pensa come me. È troppo facile parlare con chi ha il mio stesso sentire. Mi piace di più capire le ragioni di chi la pensa diversamente e per esempio considera gli animali solo come una fonte di reddito. Con calma e pazienza questi incontri diventano un’occasione per proporre un nuovo approccio, diametralmente opposto a quello della tradizione, basato sull’empatia, e dove l’animale diventi un compagno di avventure e di vita, da valorizzare e dal quale imparare. Senza costrizioni, senza esagerazioni, nel rispetto assoluto della sua voglia di comunicare ma anche di stare da solo, se lo desidera. Perché la ‘terapia’ è anche questo: il rispetto dell’altro nei momenti di vicinanza e di lontananza, di affetto esplicito e di silenzi.

Ci vediamo il 23, 24, 25 marzo 2018 al padiglione 4, ogni giorno alle 9.30, 12 e 14.45.

Chi sono i soci di teamvegan? Intervista a Sara

Cari amici di teamvegan, eccoci qui, a parlare di noi soci in questa nuova avventura!

Siamo partiti in tre, adesso piano piano si aggiungono nuovi sportivi veg al nostro team.

Ecco allora una nuova proposta: quattro chiacchiere con i soci, per capire meglio le loro motivazioni. Qui di seguito scopriremo qualcosa di più su Sara Pancot, triatleta italiana che vive a Vienna da molti anni. Buona lettura!

Sara, raccontaci la tua passione per lo sport. Quale disciplina in particolare ti piace di più?

Pratico sport fin da quando ero bambina. Ho iniziato con il nuoto per poi passare all’atletica leggera e allo sci.

Ho sempre fatto corse e piccole gare podistiche (staffette e mezze maratone).

Due anni fa sono passata al triathlon aggiungendo come disciplina il ciclismo. Quest’anno proverò per la prima volta la mezza distanza (nuoto: 1900 mt; ciclismo 90 Km; corsa 21 km)

Cosa ti ha spinto a diventare vegana?

Ero vegetariana da tre decenni quando un giorno mi è stata rubata e mangiata la mia gallina. Era il mio animale domestico, come per altri può esserlo il cane o il gatto. Ero furibonda e addolorata. Quasi per scherzo e per protesta ho detto che sarei diventata vegana. Ho iniziato ad informarmi e mi sono sorpresa di non esserlo diventata prima!

Come e dove hai imparato ad alimentarti in modo corretto?

Ho sempre fatto molta attenzione all’alimentazione. Il nostro cibo è il carburante del nostro corpo-motore. Non è difficile informarsi dopotutto. Ci sono così tanti libri e Internet è pieno di informazioni utili

Raccontaci un aneddoto sulla tua vita di sportiva vegana: un momento emozionante, un’avventura piacevole, un incontro speciale…

Dopo una gara podistica mi avvicino al buffet di un tendone e guardo cosa posso mangiare. Il signore che serve mi dice “hai gareggiato? Sei stanca? Prendi questo!” offrendomi una salsiccia, io gli rispondo “no grazie, molto gentile ma sono vegana, non mangio carne” e lui dice “ah capisco, allora prendi questo”, e mi tende con la mano un pezzo di petto di pollo fritto!

La tua ricetta segreta per ricaricarti dopo una fatica sportiva

Quando l’allenamento diventa duro elimino lo zucchero dalla mia dieta. Seguo i consigli di Brendan Brazier e della sua dieta thrive diet che accelera le capacità di ripresa del nostro organismo dopo uno sforzo fisico. Barrette di frutta secca e semi di sesamo, facili da fare e da trasportare. Oppure fette di polenta abbrustolite con semi di lino e olio d’oliva.

Perché diventare soci di teamvegan.it? Dicci almeno tre buone ragioni.

Perché è un modo efficace e semplice di dimostrare sulla propria persona che un’alimentazione di origine vegetale porta a risultati sorprendenti.

Per conoscere altre persone che la pensano allo stesso modo e scambiarsi informazioni utili.

Perché è stimolate e divertente. Si può dire “basta” anche con meno rabbia.

 

Vi aspettiamo!

 

Vegana per gli animali, vegani per la nostra salute: intervista a Michela Depetris

Per gli animali, per la salute propria, per quella dei suoi pazienti. Ha giocato a pallavolo ad altissimi livelli, ha scritto numerosi libri, passeggia due ore al giorno con Diamond, il suo bellissimo cane che la accompagna anche durante convegni e conferenze. Ma soprattutto, la dottoressa Michela Depetris, medico nutrizionista, si prende cura di persone di tutte le età, desiderose di nutrirsi in modo sano per preservare la propria salute o per ritrovarla, durante o dopo una malattia. Il suo curriculum è davvero vastissimo: per citare solo alcuni dei suoi ambiti di lavoro ricordiamo che è dietologa presso il Centro di Medicina Integrata Artemedica di Milano; esperta in alimentazione vegetariana, vegana, crudista, macrobiotica e nella terapia nutrizionale del paziente oncologico; membro del Comitato Medico Scientifico dell’Associazione Vegani Italiani (ASSOVEGAN) e dell’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA); membro della RETE Nu.V.E.P. (professionisti per la nutrizione a base vegetale in età pediatrica – RETE FAMIGLIA VEG) della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV.

Chi varca la soglia del suo ambulatorio va incontro a un cambiamento radicale: “Spesso i miei pazienti entrano in studio onnivori, ma escono vegani!”, ci racconta. Perché avviene questo? Perché sfatando dei falsi miti e offrendo una miriade di suggerimenti, supportati da una grande competenza scientifica, Michela Depetris aiuta ad aprire gli occhi. E lo fa soprattutto grazie alla sua convinzione più forte: “Per me il rispetto degli animali, sotto tutti i punti di vista, è imprescindibile”.

Dottoressa, gli sportivi possono seguire senza problemi un’alimentazione vegana?

“Chi sceglie di fare sport e cambiare alimentazione, passando a uno stile vegetariano o vegano, ha molti più vantaggi rispetto a un onnivoro. Le performances sono migliori, i tempi di recupero più brevi e le prestazioni più redditizie: è una questione di biochimica. Inoltre si riduce la produzione di acido lattico che viene tamponato più velocemente grazie all’ambiente alcalino che creiamo nel copro con un’alimentazione a base vegetale”.

Cosa ci suggerisce come colazione o come spuntino, per affrontare la giornata e le fatiche degli allenamenti?

“La colazione deve essere completa e bilanciata: tanto per cominciare bisogna bere per integrare i liquidi persi durante la notte e prevenire la disidratazione: caffè d’orzo, latte vegetale, spremuta, tè verde, succhi di frutta. E poi serve qualcosa di solido per avere un apporto di carboidrati: pane nero, fette biscottate, gallette, biscotti secchi, cereali in chicco o soffiati. Chi ama il salato anche a colazione può mangiare dei fiocchi di cereali con tahin, pasta di olive, patè di tofu. Servono poi gli zuccheri: ecco allora un frutto fresco, o frutta disidratata, marmellata, creme spalmabili di nocciola, mandorle. E poi anacardi, pinoli, pistacchi, olio eztra vergine di oliva: grassi di buona qualità che rallentano l’assorbimento degli zuccheri e danno un senso di sazietà”.

Insomma, ci sono mille modi per nutrirsi senza ricorrere a prodotti derivati da animali.

“A volte alcuni pazienti esordiscono dichiarando che non vogliono nemmeno sentir parlare di ‘vegano’. Io non mi scompongo, ma li accolgo con un vero e proprio banchetto in studio: mostro i prodotti, li incuriosisco, e quando arriva il momento di strutturare la dieta tutto è cambiato: c’è il desiderio di sperimentare questo nuovo stile di vita, e i vantaggi non tardano ad arrivare”.

Come è cambiata la sua vita da quando è diventata vegana?

“Da quando sono vegana, ossia da circa 15 anni, sono più lucida, attiva, energica. Potessi tornare indietro lo farei prima, non mi metterei mai e poi mai a mangiare cibi di origine animale: credo in questa alimentazione per un approccio salutistico ma soprattutto etico. Lo faccio per gli animali. Ci tengo a ricordare che ci sono atleti di alto livello che diventano vegani per rendere di più durante la competizione. Per me, invece, il rispetto degli altri esseri viventi è lo stimolo più forte”.

Grazie alla dottoressa Depetris: siamo felici che abbia accolto con entusiasmo il nostro progetto.

govegan e pratica sport: una ricetta vincente

Govegan, e scopri che etica e adrenalina si prendono per mano. Sto provando oggi l’emozione forte di quando si inizia una nuova sfida: a Veggie Planet Milano ho presentato ufficialmente, poco fa, teamvegan.it, l’associazione sportiva dilettantistica che vuole riunire gli atleti vegani di tutte le discipline sportive. Un’emozione raccontare al pubblico come siamo nati: il contatto con Sara, amica atleta milanese residente a Vienna, l’dea di proporre anche in Italia le attività che svolge teamvegan.at, l’associazione di atleti austriaca che da molti anni partecipa e organizza diverse competizioni sportive e offre consulenza a chiunque decida di affrontare lo sport cambiando alimentazione. E poi la preparazione dello statuto, l’atto fondativo, le idee e i progetti, l’arrivo delle divise. Momenti bellissimi, che danno la carica per affrontare le sfide che ci aspettano.

L’adrenalina è tanta: riusciremo a fare rete, a radunare gli atleti, a coinvolgere e farci conoscere? Spero di riuscire a trasmettere questo entusiasmo: sono contenta di essere riuscita a far convergere la mia passione per lo sport e il mio amore sconfinato per gli animali. Per me gli animali sono compagni di vita, e i soprusi che vedo ogni giorno sono intollerabili.

Non sono più complice di questa macchina degli orrori che li considera come dei numeri, e come me molte altre persone che hanno iniziato a riflettere sulle loro scelte alimentari alla luce di quanto accade negli allevamenti.

Credo che non esistano più scuse: abbiamo a disposizione innumerevoli mezzi per informarci su quanto avviene negli allevamenti e su quanto possiamo fare noi, con le scelte di ogni giorno, per cambiare il mondo.

Govegan: fare sport e alimentarsi correttamente rispettando gli altri esseri viventi è il nostro modo migliore per contribuire al cambiamento. Io sento di avere addosso una bella energia, adesso: sono più leggera in tutti i sensi, mi impegno come posso per far aprire gli occhi a chi non li ha ancora aperti, per pigrizia o per paura, e vado a letto con la certezza che non sono complice della sofferenza di altri esseri viventi.

#govegan!

Entra in teamvegan: facile, sano, etico!

Teamvegan.it: eccoci, alla vigilia dell’inizio di un’avventura bellissima e molto importante!

Saremo una sede italiana dell’associazione teamvegan.at, che riunisce atleti e sportivi VEGANI, nonché simpatizzanti, professionisti, giovani e meno giovani, desiderosi di trasmettere il loro amore per gli animali e uno stile di vita eticamente corretto, sano e rispettoso attraverso il buon esempio: fare sport, partecipare a manifestazioni sportive, essere in forma, nutrirsi in modo corretto.

L’idea nasce da un confronto avuto con una cara amica, Sara Pancot, che conoscerete presto. Un’italiana che vive a Vienna, atleta e vegana, che da quando ha scelto questo stile di vita vive meglio, ma soprattutto VINCE!

Lei fa parte di teamvegan.at, allora abbiamo pensato: perché non portare anche in Italia questa esperienza?

Si tratta di un’associazione senza fini di lucro, di promozione sociale che offre la possibilità di conoscere altri atleti vegani, incontrarsi e scambiarsi consigli utili. Inoltre cerca di creare contatti tra gli atleti vegani e dottori, nutrizionisti, allenatori vegani che possono contribuire con le loro conoscenze a migliorare le prestazioni sportive e a correggere la dieta vegana. Nel nostro caso nasce l’opportunità di allargare la cerchia di conoscenze anche in Austria con il team vegan.at che ha già quattro anni di vita.

Appartenere a TEAMVEGAN è SEMPLICE: basta essere vegani al 100%; non fare uso di doping; fare attività sportive inerenti al pensiero vegano (no attività sportive del tipo caccia e pesca e rodeo); versare la quota annuale di 30,- all’anno, che comprende tessera associativa e gadget.

Partecipare alle gare con la maglietta del team sarà un atto di cultura nel senso più alto e semplice del termine.

Attualmente stiamo per procedere all’atto fondativo dopo aver tradotto lo statuto in italiano, e saremo affiliati dell’associazione austriaca. In gennaio parte la campagna di iscrizione per diventare soci.

Avremo un conto in banca e opereremo nella massima trasparenza. Io ci metto faccia e reputazione, da giornalista mi occuperò volentieri e a titolo gratuito della comunicazione. Il contributo di ciascuno di noi sarà prezioso: trovare piccoli sponsor, promuovere iniziative, aggregare i nostri amici vegani. Il nostro intento è di farci conoscere partecipando a eventi legati allo sport e al veganesimo, portando il nostro personale contributo. Ognuno di noi è ambasciatore di uno stile di vita e di una scelta etica importante. NB: non serve essere atleti professionisti. Basta essere atleti vegani. Che ne pensate?

Per ora ci trovate sulla pagina Facebook: teamvegan.it

Il prossimo apputamento sarà il 3-4 febbraio al Veggie Planet di Milano: save the date!

Spero di vedere tante persone nel nostro nuovo team!