Cultura Archives | Pagina 2 di 3 | Silvia Allegri
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Cultura

Animalisti, l’unione… farebbe la forza per un vero cambiamento

Siamo sempre di più, a non voler più vedere questo orrore. A darci da fare perché gli animali vengano rispettati e non torturati. In questi anni la mia idea di animalismo si è evoluta. Grazie soprattutto a molte esperienze dirette in diversi ambienti.

La mia curiosità e il lavoro mi hanno portato a frequentare animalisti convinti, vegani intransigenti, carnivori inguaribili, persone pacate e aggressive, convinte e indecise. Soprattutto ho preso atto dell’esistenza di innumerevoli realtà che si concentrano su un obiettivo comune: migliorare la vita degli animali e salvarne il più possibile. Chi si occupa di cani, chi di cavalli, chi di animali da pelliccia, chi di allevamenti intensivi, chi di sperimentazione. Spesso però si agisce senza coesione, e questo penalizza il fine ultimo.

Mi avvilisce sentire che vengono organizzati eventi importanti per sensibilizzare su questi temi così dolorosi, ma poi subentrano rivalità, sospetti, pregiudizi. E va a finire che certe iniziative splendide vengono quasi ignorate perché non si ha la stessa tessera o non si lavora allo stesso modo.

Ci sono contesti, invece, dove una presa di posizione TRASVERSALE sarebbe una manna dal cielo: in tanti si fa numero, si scuote l’opinione pubblica.

Ecco perché, pur avendo 5 tessere (di più non riesco per motivi economici) partecipo anche agli eventi di associazioni di cui non sono socia, ma che hanno un obiettivo in linea col mio sentire. E così dovremmo fare tutti, secondo me: solo così si raggiunge la forza per farci vedere davvero, per sfatare tutti quei miti cretini che catalogano noi amanti degli animali come fanatici tristi e aggressivi.

Un po’ di elasticità mentale, l’apertura alle altre iniziative, un po’ del proprio tempo dedicato al confronto con altri attivisti, volontari, appassionati, farebbe crescere questo movimento.

Non facciamo come certi politici… che di fronte al buon senso preferiscono la fedeltà alla bandiera..

L’ironia diventa un aiuto ‘bestiale’

L’ironia è forse uno degli strumenti più efficaci per dare il via a un vero cambiamento nella mentalità delle persone. Si possono affrontare temi scottanti, delicati, tristi portando a una riflessione serena, col sorriso sulle labbra. Che non fa mai male. E così la vita diventa più leggera mentre aumenta la consapevolezza.

Mi è capitato di nuovo tra le mani il divertentissimo libro di Fausto Brizzi, ‘Ho sposato una vegana. Una storia vera, purtroppo‘. E sfogliarlo di nuovo mi fa sorridere, in certi punti anche ridere. Comprato alcuni mesi fa e divorato in un pomeriggio, mi ha permesso di ripercorrere tanti episodi della mia vita di animalista: un parolone, questo, rivestito sempre di una patina negativa. Animalista significa fanatica significa noiosa significa integralista significa che… “se la porto fuori a cena cosa mangia, una terrina di lattuga col tufo scondito?”. Eppure la mia silhouette dovrebbe rassicurare i cavalieri…

La storia, tutta autobiografica, racconta le stravaganze di una donna animalista, salutista, ambientalista, e chi più ne ha più ne metta. Stravaganze agli occhi di chi non si è mai interrogato su cosa si nasconda dietro la carne confezionata in banco frigo, i medicinali, certi cibi industriali, i colli di pelliccia delle giacche. Una di quelle donne che potrebbero essere definite tranquillamente delle grandissime rompiscatole, se non fosse per la sua bellezza, il suo fascino, la sua sensibilità. Lui, fanatico di bistecche e grigliate di carne, se ne innamora.. ed è costretto a dare il via a un cambiamento nelle proprie abitudini, per arrivare a conquistarla e a conviverci. ‘Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che pensava destinate solo ai ruminanti’: così viene riassunto questo diario nel retrocopertina. E proprio lui, che inizialmente va a strafogarsi di carne quando lei è lontana, che arriva a commuoversi davanti alle confezioni di spiedini al supermercato, finirà col rivoluzionare completamente anche la propria dispensa, i propri ritmi, i propri metodi di cura (abbandonando farmaci e trangugiando aglio, zenzero, limone..).

Il libro è poco impegnativo nella forma ma denso di contenuti.. Mi sono tornati alla mente quegli amici che si sentono quasi in colpa se davanti a me addentano una fiorentina, che partono a raccontare le ragioni del loro essere onnivori e quindi un po’ carnivori, con l’aggressività di chi, sotto sotto, sa che di certa carne può proprio fare a meno, che mi guardano di sottecchi mentre al ristorante salto la parte di menù dedicata ai cibi che contengono animali.. Credo anch’io nella forza del sorriso, e sono certa che chi ha fatto una scelta come la mia possa davvero illustrare i lati oscuri del consumo di carne… senza litigare, senza intolleranze. Facendo ragionare sul fatto che il maiale, il pollo, il manzo hanno un’anima, esattamente come il cane e il gatto che vivono nelle nostre case. Poi, a ognuno i conti con la propria coscienza.

I poteri magici delle passeggiate a sei zampe!

In questa stagione calda il desiderio di natura aumenta: si cercano la pace, il fresco, e la luce che ci accompagna per tutta la giornata invoglia a stare fuori fino a tardi.

Già da qualche settimana stiamo organizzando molte passeggiate al maneggio Basalovo: insieme a Gemma, Ringo, Barone e Feuer bimbi veri e bimbi cresciutelli si rilassano al fresco, fanno amicizia con gli animali e si godono ore di tranquillità: telefoni spenti o cacciati in modalità silenziosa dentro gli zaini, pranzo al sacco, una tuta comoda, e via…

L’effetto è miracoloso: torniamo tutti con un altro sguardo, così rilassati che gli sbadigli aumentano e la sera, come mi raccontano in molti, si crolla sul letto senza nemmeno avere la forza di mangiare o cambiarsi.

Mi piace osservare come pochi elementi semplici sappiano fare il miracolo: bastano degli animali sereni, un sentiero nel bosco, la voglia di mettersi in gioco e di condividere. E il benessere arriva così, senza fatica!

Durante un weekend d’agosto abbiamo trascorso la notte in maneggio: dormendo in sacco a pelo, per terra. Io ho trovato posto in un box vuoto, e ho assaporato una notte sulla paglia.. Con mia grande sorpresa mi sono svegliata riposata, e la schiena non era nemmeno dolorante. Certo, mancano molte comodità a vivere giorno e notte all’aria aperta. Ma la notte trascorsa vicino ai cavalli, sentendo i oro movimenti e il loro respiro, è stata un’esperienza indimenticabile.

Come anche le attività del maneggio, alle quali ho collaborato insieme al mio bel gruppetto: dare da mangiare ai cavalli e agli asini, fare loro la doccia e pulirli, riordinare la selleria, osservare le attività degli altri appassionati che sono venuti a fare passeggiate con i loro animali nel corso della giornata.

Queste esperienze mi confermano che la conoscenza degli animali e la loro vicinanza diventano elementi fondamentali per il nostro benessere.

Vi aspettiamo.

Una vecchia amicizia a sei zampe

Un’iniziativa semplicemente meravigliosa, quella che la Lav  ha lanciato insieme ai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil: adotta un cane o un gatto adulto!

I canili e gattili d’Italia sono pieni di animali non più giovani, che una volta oltrepassati i cancelli di un rifugio difficilmente potranno trovare una casa. Le persone infatti hanno sempre la tentazione di cercare, o peggio comprare, un cucciolo: perché è bello, perché può essere educato secondo le proprie abitudini, perché fa divertire i bambini, perché è vivace.

Ma i benefici che può portare un animale adulto sono davvero tanti: è già maturo, è più tranquillo, ha molta pazienza, e soprattutto dimostrerà ogni giorno una gratitudine eterna verso chi lo ha strappato a una vita di solitudine e tristezza, dietro una gabbia.

Lav offre aiuto nella ricerca di un animale adulto e nell’inserimento nella nuova famiglia, grazie alla consulenza di esperti che sapranno dare consigli e aiuto, dove dovesse servire.

Ricordo sempre con gli occhi lucidi un giorno di tanti anni fa, quando decisi di adottare un piccolo cagnolino di 15 anni: mi avevano dato della pazza, ed è stato con me soltanto 8 mesi. Ma la gioia di avergli regalato una casa, un posticino caldo e sicuro vicino a me, non aveva prezzo.

L’amore non si compra, e un cane o un gatto adulti sapranno regalare gioie infinite. Certo, vivranno meno anni in nostra compagnia, ma il pensiero di averli liberati da una vita di prigionia e tristezza ci darà sempre una grande energia. Questa scelta altruista non può che portare grandi soddisfazioni e gioie, per il quattrozampe adottato e per il futuro compagno di vita umano.

Buona estate e buon cammino alle future coppie a 6 zampe!

Piccoli passi per cambiare vita.. e salvarne tante altre

Tante volte mi è stato chiesto perché ho deciso di cambiare modo di alimentarmi e perché cerco di fare del mio meglio per aprire gli occhi di chi mi sta attorno. Cambiare non è facile: implica spirito di sacrificio, un investimento di tempo, e poi siamo così abituati allo sfruttamento degli animali che ci sembra non esistano altre soluzioni.

La mia scelta  è stata dettata da un semplice ragionamento: se sono così innamorata dei miei animali, perché convinta che provino sentimenti e siano in grado di comunicare amore e emozioni, perché dovrei classificare gli animali suddividendoli tra serie A (quelli che amo) e serie B (quelli che uso per mangiare, vestire, divertirmi)?

Ho deciso di annullare le classifiche, e avere con tutti loro un rapporto alla pari.

Ecco allora qualche riflessione sul mio percorso, in salita spesso e tuttora non facile. Magari potrà tornare utile per chi avesse intenzione di cambiare davvero il modo di ‘vivere’ gli animali, in nome del rispetto e dell’empatia.

 

#informarsi

 

Interessarsi di ambiente, animali, ma anche economia, agricoltura. In altre parole, tenersi informati. Per cambiare le cose bisogna conoscerle. Senza una conoscenza approfondita e senza un reale amore per il nostro pianeta non si trovano stimoli per cambiare. Se invece riteniamo che l’ambiente abbia un valore per noi, iniziamo a guardarci intorno, a scoprire quali forme di vita esistono, e dove, e come.

 

#guardare

 

Guardare e capire, con coraggio. Questo secondo passaggio richiede consapevolezza. A nessuno piace guardare in faccia il dolore, e le persone sensibili sono inevitabilmente condannate a soffrire. Ma sono fermamente convinta che solo DOPO aver visto si possa cambiare veramente. Le immagini ci restano impresse e ci danno la forza di non dimenticare.

 

#raccontare

 

Lo sfruttamento degli animali lascia disarmati. Le immagini che per fortuna possiamo guardare grazie al coraggio e alle fatiche delle associazioni denunciano condizioni insostenibili e fuori da ogni concerto di empatia. Animali amputati, torturati, imprigionati, sezionati, picchiati, costretti a vivere in gabbie misere, affondati nei loro escrementi. Questi animali vivono così per colpa nostra: la perversione umana ha inventato gli allevamenti intensivi, gli allevamenti di animali da pelliccia, i laboratori dove vengono condotti esperimenti inutili senza la minima attenzione alla sofferenza di un altro essere vivente.

L’impatto con queste immagini è potente e potrebbe sconvolgere chiunque. Si soffrirà, inevitabilmente. Ma è importante reagire, sapendo che SOLO CHI HA VISTO E HA LA FORZA DI RACCONTARE PUÒ DAVVERO FARE QUALCOSA PER GLI ANIMALI. Loro non hanno voce, siamo noi la loro voce. Per questo dobbiamo resistere. Io stessa ho vissuto momenti di grande sconforti, quasi ammalandomi dal dispiacere. Ma poi ho capito che non posso tenere sulle mie spalle il peso di un intero pianeta, e non posso nemmeno fare miracoli. Dunque la cosa più importante è un piccolo impegno quotidiano: fare ogni giorno qualcosa per questa è creature che non si possono difendere.

#tollerare e #avere pazienza

 

Raccontare a un amico cosa si è visto, ragionare e convincere una persona a informarsi, ma SEMPRE con le buone maniere. La brutalità e il fanatismo fanno fuggire e si ottiene esattamente il contrario di ciò che ci siamo prefissati. Diamo agli altri il tempo di conoscere, rielaborare, e con pazienza offriamo consigli.

 

#eliminare carne e pesce e #integrare

 

E adesso? Adesso si comincia! Il primo passaggio, per quanto mi riguarda, è stato l’ELIMINAZIONE TOTALE DI CARNE E DI PESCE. In sostanza, ho deciso di non ingerire più animali morti. Il nostro corpo dovrà abituarsi al cambiamento e soprattutto sarà utile cercare il modo di integrare con altri cibi, per non avere carenze di sostanze importanti.

 

#eliminare poco per volta i derivati animali

 

Il secondo passaggio, più difficile riguarda i prodotti derivati da animali: latticini, uova, i più diffusi. Non credo sia giusto pretendere che una persona diventi vegana dall’oggi al domani, in altre parole non considero un criminale chi non è vegano. Io ho iniziato a informarmi sulla provenienza delle cose che mangio. Nei limiti del possibile ovviamente. Consiglio sempre di rivolgersi dove si sa che vi è un’attenzione al benessere animale.

 

#nuove ricette

 

Esistono miriadi di ricette, facilmente reperibili nei libri, su internet, nelle riviste, per passaparola. I miei primi esperimenti sono stati dei disastri: ricordo dei biscotti così improponibili che ancora sorrido, a pensarci. Ma sbagliando si impara: e quando le ricette vengono bene, che soddisfazione! Si scopriranno così molti modi per sostituire ingredienti di origine animale con altri, altrettanto gustosi, e che non sono frutto di sfruttamento.

 

#cucinare e far assaggiare i nuovi piatti

 

Organizzare una cena veg: a me è capitato di invitare a cena persone assolutamente carnivore e scettiche, e di averle sorprese con piatti gustosi e cruelty free. Che soddisfazione! La serata diventa occasione di raccontare del nostro cambiamento, e dimostrare come non sia stato poi così difficile.

 

#NonMollare

 

Non perdere mai la voglia di capire a fondo e di far ragionare le persone, sopportando magari a volte qualche presa in giro, e ribattendo con un’arma infallibile: l’ironia. Tutti i cambiamenti vengono presi di mira da chi non ha voglia di cambiare: bene, sfruttiamo il fatto che se ne parli, che ci si rida su. Ma intanto si insinua nelle persone un nuovo pensiero, la curiosità di capire il perché di certe decisioni.

 

#convincere, con gentilezza

 

Non demordere: non sentirsi degli assassini se si capita nella casa di una persona che non è vegetariana o vegana e ci ha preparato qualcosa con ingredienti animali. Cercare invece di mangiare ciò che si può o si vuole, spiegando con gentilezza le nostre scelte, risulta più efficace.

 

#selezionare

 

Il consiglio più importante che mi sento di dare: CIRCONDARSI DI PERSONE DELICATE E SENSIBILI, che pur non condividendo necessariamente le nostre scelte ci rispettano. Non ci prendono in giro. Si incuriosiscono delle nostre motivazioni. Apprezzano il nostro sforzo.

Buona fortuna a tutti, e coraggio: dopo i primi momenti di difficoltà sarà una gratificazione enorme cambiare il proprio stile di vita e amare gli animali senza distinzioni!

Mondo del vino, bilancio a fine Vinitaly

L’edizione numero 50 di Vinitaly è finita da qualche giorno ma non si farà dimenticare: personalmente me la sono davvero gustata, quest’anno. Con tre giornate in fiera all’insegna di degustazioni, curiosità, storie bellissime da ascoltare e da raccontare, angoli d’Italia da scoprire. Quando poi si frequenta Vinitaly con la consapevolezza che si ha la possibilità di fare un virtuale giro d’Italia, con le sue eccellenze, è davvero necessario armarsi di carta e penna e annotarsi tutto, per continuare l’esplorazione anche a salone terminato e, perché no, pianificare piccoli e grandi viaggi alla scoperta dei luoghi, delle tradizioni, delle bontà di questo paese.

Le aspettative sono state soddisfatte in pieno: basta dare un’occhiata ai numeri. Se il wine business in fiera ha registrato la presenza di 130mila operatori, tra cui 2.357 giornalisti accreditati provenienti da 140 nazioni, e ha visto superare lo storico record di 100mila metri quadrati netti espositivi, con più di 4.100 espositori, il fuori salone Vinitaly and the City, pensato su misura per i wine lovers, ha contato ben 29mila visitatori che con un buon calice in mano sono andati alla scoperta della città e delle sue bellezze. La scelta di dividere i luoghi del business da quelli della degustazione di piacere sembra essere stata vincente, e ha permesso di organizzare, nei quattro giorni di durata del salone, più di 300 appuntamenti rivolti agli esperti del settore: dal convegno sul risparmio energetico legato alla scelta di vitigni resistenti al vino come alleato per la salute, fino al Forum dei ministeri dell’Agricoltura dei principali paesi europei produttori di vino, svoltosi nei giorni della kermesse.

Il bilancio insomma è decisamente positivo, e ci conferma che il vino si è trasformato in un campo di esplorazione e ricerca capace di coinvolgere innumerevoli figure professionali: produttori, tecnici, sommelier, ristoratori, giornalisti, commercianti, guide e accompagnatori turistici, scrittori, agenti di commercio. Il tema è complesso, e proprio questa consapevolezza ha spinto e spinge tuttora verso la necessità di educare il consumatore e il cultore del vino. Certamente non si possono ignorare le ‘tendenze’ del momento: perché anche il vino, come la moda e il design, cambia ciclicamente, adattandosi alle esigenze dei consumatori e di una società in continuo mutamento. L’edizione appena passata, ad esempio, sancisce il trionfo delle ‘bollicine’, in tutte le loro declinazioni, e dei vini bianchi, rosati e spumanti, che nell’era dei wine drinks incontrano un larghissimo consenso tra i consumatori. Vini che non sono più associati, come un tempo, alle occasioni speciali, quando si apriva la bottiglia per festeggiare una ricorrenza, ma si sono trasformati in un piccolo piacere quotidiano, accompagnando i pasti ma soprattutto gli aperitivi, e non soltanto nelle stagioni calde, momento dell’anno in cui il vino bianco viene di solito preferito ai grandi rossi corposi. Poi, tra le curiosità che faranno piacere a tutti gli amanti del vino, emerge l’attenzione al portafoglio, spiccata più che mai in tempi di crisi. Prezzo alto non è necessariamente garanzia di qualità, e ‘piovono’ così i suggerimenti, a partire dalla classifica Pop Wine2016, dove il sommelier Luca Gardini indica i 50 migliori vini italiani pop, ossia a prezzi popolari, sotto i 15 euro.

Da donna, e studentessa di un corso per sommelier, non posso poi non notare con vero piacere l’aumento incredibile delle professioniste del vino: le donne sommelier sono letteralmente travolte da premi e riconoscimenti a livello mondiale, e le produttrici di vino si stanno facendo largo in un mondo che solo alcuni anni fa era tutto al maschile. La carta vincente delle donne? Il loro fiuto, sopraffino, la loro capacità di comunicare e raccontare, la versatilità.

Ma il vero motore del settore sembra essere, ormai da qualche anno, l’enoturismo: la voglia di bere va dunque a braccetto con la voglia di conoscere i vini, e con questi la storia, il territorio, le tradizioni regionali. Questo spiega il fortissimo aumento delle aziende che propongono visite e degustazioni in cantina, ‘calate’ all’interno di pacchetti vacanza, dove alla buona bottiglia sono associati percorsi alla scoperta dei tesori architettonici e naturalistici d’Italia. Ecco allora che grazie a questo trend accanto ai vini freschi tornano a guadagnare consensi anche i grandi classici: dal Barbera al Lambrusco, dal Chianti al Merlot, dall’Amarone al Brunello, i vini che hanno fatto la storia e reso famosa l’enologia italiana tornano, rivisitati e sostenuti da sistemi di lavorazione sempre più all’avanguardia, e vengono gustati nelle cantine insieme ai produttori stessi, che affiancati a enotecnici e sommelier accompagnano i viaggiatori del gusto raccontando i prodotti e vendendoli direttamente alla clientela.

Non poteva mancare, poi, un’attenzione speciale riservata alle nuove leve del mondo dell’enologia: durante la conferenza-evento Young to young, giunta quest’anno alla sua terza edizione, i giovani produttori hanno incontrato i giovani comunicatori e i giovani consumatori esperti di eno-gastronomia, per raccontare le storie vincenti di nuove piccole aziende. Vale la pena di ricordare, infine, la grande presenza di Vinitaly sulle riviste specializzate e sul web, e il boom sui social: con oltre 38.800 tweet, 9.450 immagini e 10.900 utenti coinvolti tra Twitter e Instagram, la rassegna di Verona si è confermata tra le più seguite nel panorama delle fiere del vino mondiale. Un segno, questo, di come il futuro del vino sia fortemente legato alla comunicazione. E di come l’attenzione verso il prodotto di qualità sia la mossa vincente per incoraggiare un consumo moderato e consapevole, dove al primo posto siano messe sempre la qualità e la competitività, per affrontare il mercato interno e la sfida dell’internazionalizzazione.

Li guardi negli occhi… e tutto cambia!

Chi si batte per i diritti di tutti gli esseri viventi, senza distinzione di specie, non ha vita facile di fronte al bombardamento di immagini e filmati terrificanti, che ci sbattono in faccia la sofferenza degli animali voluta dagli umani in nome del profitto. Si fatica ad accettare che questo orrore degli allevamenti intensivi sia legalizzato: sono centinaia di migliaia, nel mondo, le persone che lavorano in fabbriche di animali dove devono scartare pulcini maschi e tritarli vivi, castrare maiali senza anestesia, sgozzare pecore e capretti, caricare mucche agonizzanti sui camion della morte.

A quanto pare l’empatia è una dote rara, di fronte al vile denaro. Allora non ci resta che aggrapparci a quelle piccole storie di riscatto e di cambiamento, augurandoci che diventino contagiose, e sempre più frequenti. Come quella di un allevatore di maiali che ad un certo punto della sua vita ha scelto di cambiare rotta, e si è trasformato in un agricoltore. Cosa lo ha spinto a questa scelta? Lo sguardo dei suoi animali. Sì, perché siamo troppo spesso abituati a non guardarli in faccia, e i maiali, le galline, i conigli, le mucche ‘popolano’ il banco frigo sotto forma di pezzi di carne già lavorati, confezionati, e pronti per essere mangiati. E la colpa non è soltanto dei singoli, visto che per la legge italiana certi animali sono classificati come ‘da reddito’, e dunque questa orrenda etichetta diventa un marchio che crea una distanza inesorabile tra noi e loro, e tra loro e quelli che vengono invece definiti animali d’affezione o da compagnia.

Ma queste creature hanno degli occhi, provano delle emozioni, sanno legarsi ai propri simili e a altri animali, cercano relazioni, esattamente come noi. Sta in noi trovare il modo di metterci in relazione, osservandoli, e rispettandone le esigenze.

Basta uno sguardo, allora, per cambiare abitudini, e trovare uno stile di vita più rispettoso degli animali. Che sanno regalare enormi emozioni, quando sono vivi.

Apre la nuova sede Oipa a Verona

Che mondo sarebbe senza persone sensibili, attente ai bisogni di chi non sa difendersi, e piene di voglia di agire, oltre che di parlare?

Ogni volta che prende il via un’iniziativa che vede il coinvolgimento delle persone nella tutela degli animali e dell’ambiente non posso che essere contenta. E dunque ho avuto il piacere di condividere un nuovo importante traguardo per i 15 volontari che ormai da 5 anni operano come guardie zoofile sul territorio di Verona: da qualche settimana Oipa ha una sede tutta sua, in piazza Brodolini 3. Questa Ong, nata in Svizzera nel 1981 e presente in tutto il mondo, conta in Italia ben 60 sedi in 17 regioni e 500 guardie, e ha come obiettivo la tutela dell’ambiente, l’abolizione della vivisezione e la difesa degli animali da qualsiasi forma di maltrattamento e abuso, dalle corride al randagismo, dal traffico illegale di animali agli allevamenti intensivi.

Avere una sede per le associazioni è fondamentale: in questo modo i volontari possono lavorare meglio e al tempo stesso diventare un punto di riferimento più forte per tutti i cittadini che vorranno contattarli e diventare a loro volta attivi, oppure segnalare eventuali casi di maltrattamento, .

Nella provincia di Verona, nel corso del 2015, Oipa con i suoi volontari ha coordinato il sequestro di 20 animali e di una struttura abusiva di allevamento di cani; ha operato diversi controlli in coordinamento con Polstrada, denunciando le irregolarità nel trasporto di animali vivi su autotrasporti e la vergognosa crudeltà con cui queste povere bestie vengono trattate; ha combattuto randagismo e accattonaggio con animali attraverso controlli e uscite su segnalazione. E ha dedicato una particolare attenzione anche all’ambiente, visto che insieme alla Polizia Locale e al personale Amia i volontari hanno pulito le rive dell’Adige vicino a Ponte Catena.

Come sempre la sensibilità non si divide per settori, e la cura per gli animali e il loro benessere porta anche, di conseguenza, a valorizzare gli ecosistemi, a proteggere l’ambiente, e a promuovere attività di sensibilizzazione.

Nel giorno dell’inaugurazione ho conosciuto persone davvero speciali: che hanno giornate dense di impegni e di lavoro, ma dedicano sempre un po’ del loro tempo a chi è senza voce. Combattere per i diritti degli animali significa avere a cuore il benessere di tutti e sognare un mondo giusto, dove ci sia più attenzione alle esigenze e alla qualità della vita di ogni creatura.

E dunque ecco un altro tassello, che si aggiunge alle numerose altre iniziative di tutela degli animali: le associazioni che operano sul territorio sono tante, e tutte si battono per una causa comune. Buon lavoro, allora, alle guardie e ai nuovi volontari!

Per contattare le guardie zoofile Oipa si può scrivere a [email protected].

 

La bellezza di una Vita in Campagna

Agrumi che nascono in mezzo al deserto, piccoli giardini verticali che si possono posizionare perfino dentro casa, in cucina, nidi artificiali per ospitare ricci nel proprio giardino, lezioni sulla vita di api e insetti. La Fiera di Vita in Campagna si è conclusa domenica scorsa, ma ha lasciato il segno: centinaia e centinaia di persone se ne sono tornate a casa decisamente arricchite da una miriade di stimoli, nozioni, idee.

Soddisfazione degli organizzatori, dunque, e un segnale decisamente positivo per tutti: è evidente come l’attenzione verso un approccio semplice e sano alla natura sia in aumento. Paradossalmente, più siamo circondati da tecnologia, traffico, cemento, più cresce la voglia di ritagliarsi un piccolo angolo di pace e di verde, dove trovare rifugio e dare spazio alla creatività.

Ho scoperto che si possono creare dei minuscoli orti sul balcone di casa, utilizzando la sabbia del deserto, che permette di coltivare insalata, pomodori, prezzemolo, senza che crescano erbe infestanti. Che nello spazio dietro a casa si può provare a coltivare lo zafferano, che il miele e gli agrumi sono prodotti da degustare esattamente come l’olio e il vino e ci sono eventi dedicati proprio a questi viaggi sensoriali, che si può imparare la distillazione delle piante officinali.

E poi, tra la modernità e le tecniche più innovative per mantenere in salute orti e giardini, ho scoperto con piacere l’esistenza di varietà di frutti che non avevo mai visto: i frutti antichi, li chiamano, quelli che appartengono alla civiltà contadina e che rischiano di scomparire, ma che qualche appassionato per fortuna continua a coltivare. E così, in controtendenza rispetto alla filosofia di molti negozi di frutta e verdura, dove le mele si vendono soltanto se sono splendide, grandi, verdi o gialle ma comunque tutte lucide e perfette, si scoprono frutti del colore della ruggine, con nomi mai sentiti prima, mandorle dalla forma particolare, pere cotogne, utilizzate dalle nonne per fare marmellate, quando gli unici frutti a disposizione erano quelli che crescevano nel proprio campo, e ci si doveva ingegnare per utilizzarli al meglio, senza sprechi.

Unica perplessità, l’area dedicata alla vendita degli animali. Animali da cortile, dalle oche alle pecore, dalle galline ai tacchini. Si tratta di commercianti che vendono pulcini per gli allevamenti, non intensivi ma comunque finalizzati alla produzione di carne. Ma anche lì qualcosa si muove, in direzione di un maggiore rispetto: sono sempre più numerose le persone interessate a tenersi degli animali da cortile nel proprio appezzamento di terra, per il solo gusto di averli come animali da compagnia. Il percorso sarà ancora lungo, certo, e doloroso. Ma credo che si stia davvero riscoprendo un contatto con la natura e le sue creature sempre più orientato a una convivenza rispettosa, sana, vera. E in un mondo che spesso atterrisce per la sua cattiveria, bisogna guardare avanti e apprezzare anche i piccoli passi.

 

Denunciare gli abusi per non essere complici

Mi si stringe il cuore a leggere la storia di questo povero animale, morto di fatica e di sete per colpa di un proprietario disgustoso:

http://www.savethedogs.eu/cavalla-morta-di-stenti-a-calarasi-romaniaanimals-angels-denuncia-il-proprietario/

Nell’orrore di queste tristi vicende, la fortuna è che esistono persone di grande cuore, che attraverso associazioni o la propria libera iniziativa hanno il coraggio di denunciare chi abusa degli animali, senza il minimo rispetto delle loro esigenze e senza scrupoli.
Chi ama gli animali non può tacere. A volte, per la paura di ricevere minacce, vendette, o semplicemente per pigrizia, si tende a non curarsi di far rispettare la legge. Ma è un comportamento sbagliato e vergognoso: tacere significa diventare complici.

Anche se sono grandi, talvolta giganteschi, gli animali non parlano, e i loro corpi forti vengono considerati come ‘macchine’ al servizio delle sporche esigenze umane. Quanti elefanti, cavalli, tori, asini, in giro per il mondo, patiscono sete e fatiche per trasportare carichi immensi e fare da schiavi a padroni senza scrupoli? E quanti altri animali, dai cani ai conigli, dai polli ai gatti, vengono costretti in misere, strettissime, sporche gabbie, senza poter mai vedere un prato e senza mai poter gustare la libertà?

Nel nostro piccolo, troviamo il coraggio di denunciare. Esistono delle leggi che tutelano gli animali, ma la prima cosa che dobbiamo fare è avere il coraggio di ricordarlo anche a chi non ha alcun rispetto per le vite altrui. Trattare bene gli animali: questa è cultura. Gli abusi sono figli di egoismo e ignoranza.