Attività con gli animali Archives | Silvia Allegri
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Attività con gli animali

In viaggio per Save the Dogs, emozioni e pensieri dalla Romania

Un viaggio forte, duro, indimenticabile

In viaggio per Save the Dogs, travolta da tantissime, quasi troppe emozioni. La felicità incontenibile nel salvare una cagnolina vecchia e malata, e portarla via dalla strada. La frustrazione devastante nel lasciare su quei marciapiedi decine e decine di altri cani, perché lo spazio e le risorse economiche non sono sufficienti. Le lacrime di gioia nel vedere l’amore con cui un’infermiera maneggia un animale bisognoso di cure, quelle di rabbia nel constatare che esistono bambini e anziani che non hanno niente, nemmeno un paio di scarpe. Il mio viaggio in Romania è terminato da pochi giorni. Un viaggio temuto per molti anni, inevitabile oggi, per poter raccontare con consapevolezza la meravigliosa storia di Sara Turetta e Save the Dogs. Un viaggio così pieno di punti di domanda da spaventarmi da matti, ma anche fortemente desiderato. Perché alla fine prevale la voglia irrefrenabile di capire, vedere, scavare, anche a costo di soffrire. Sara mi ha presentato il suo regno, la sua creatura, e ha rivisto la piccola Amelie, pronta a raggiungerla a breve in Italia.

Sono sostenitrice di Save the Dogs da anni, ormai, e da anni conosco la sua presidente. Ma il momento di partire è arrivato in questa estate 2019. Conoscevo, grazie alle parole di Sara, ma anche al magazine dell’associazione, ai documentari, ai telegiornali, le infinite contraddizioni e difficoltà di un paese che è entrato nell’Unione Europea dal 2007 ma dove ancora troppi diritti sono negati. Il diritto all’igiene e all’educazione, in quelle comunità rom, e non solo, dove i soldi non sono sufficienti, manca il lavoro, luce e gas e acqua corrente sembrano un sogno. Il diritto di essere bambini, in luoghi in cui fin da piccoli si vive per strada e si deve contribuire a portare a casa da mangiare inventandosi dei lavoretti precari e vivendo costantemente esposti a violenze. E ovviamente i diritti degli animali, vaganti per le strade, non sterilizzati, abbandonati in sacchi di plastica o uccisi, non vaccinati, denutriti e picchiati.

Chiaro che vedere ed essere catapultati in una simile realtà è un’altra cosa. Ho sostenuto, non so ancora come, la vista di asini macilenti e cavalli scheletrici e zoppi che trascinavano carretti, di cani con la rogna e affamati sul ciglio di strade dove i tir sfrecciano e a volte morire è quasi un sollievo rispetto a una vita di stenti e di pericoli continui, di gatti magrissimi che ti inseguono fin dentro casa pur di mangiare qualcosa, provati da un’esistenza fatta solo di fughe e di nascondigli. Poi diventa essenziale buttare fuori, rielaborare, e chissà quanto tempo mi ci vorrà. Non basterà una vita intera, credo. Perché dopo che hai visto, non puoi più tornare indietro.

Footprints of Joy

Footprints of Joy di Save the Dogs, a Cernavoda, è una cattedrale nel deserto. Entri e incontri più di 60 asini e più di dieci cavalli salvati per miracolo. Come Emma, la puledrina nata con una malformazione e scaraventata da un’auto in mezzo alla strada, salvata dallo staff e oggi in attesa di essere operata.

Incontri centinaia di cani: quelli appena arrivati, in cura, quelli che seguono un percorso di recupero psicologico per superare i traumi subiti, quelli ormai pronti per essere adottati in Italia e in altri paesi, quelli troppo anziani o malati per poter partire, ma che trovano nel canile un rifugio sicuro dove vivere serenamente, al riparo dalle botte e dalla fame. E poi i gatti: gattini e gattoni che fanno le fusa a tempo pieno, timidi o spudoratamente espansivi, belli come il sole, nelle loro colonie distribuite sull’intera area o nel gattile, un’oasi di pace e bellezza. Mi rifugiavo lì, dopo le visite nelle baraccopoli, i giri per la distribuzione del cibo ai randagi di Cernavoda, il tour con il censimento dei cani, il soccorso di animali in gravi condizioni. In quel piccolo condominio con giardino a misura di felini chiudi gli occhi e respiri, e quando li riapri di sicuro ne hai qualcuno vicino, che ti guarda e ti chiama per avere carezze. Andavo lì col mio computer, a scrivere e anche a piangere, a calmarmi e cercare di scaricare tutte quelle emozioni troppo forti e contrastanti per non prosciugarti.

Sì, perché ci si prosciuga davvero lì. L’assenza delle istituzioni, la povertà sbattuta in faccia, senza poter trovare soluzioni immediate. La frustrazione che ti devasta, quando pensi che ne salvi uno e migliaia invece moriranno. In un paese a pochissima distanza da noi.

La veterinaria che ha amputato la zampetta del mio Lucio, micio tripode arrivato dalla clinica lo scorso anno dopo essere stato salvato in una delle peggiori baraccopoli della Romania, quando ha saputo che ero io la sua adottante mi è venuta vicino e mi ha abbracciata commossa. Si chiama Miet, ed è una persona meravigliosa.

 

E che dire poi dello staff?

I medici e infermieri volontari, gli operatori, le ragazze dell’ufficio, che in ufficio ci stanno ma sono anche onnipresenti, conoscono uno a uno gli animali ospitati, li seguono nei loro progressi e li accompagnano verso una nuova vita. Li ho visti sorridere e anche nascondere una lacrima, mentre mi raccontavano le loro esperienze. Il mio cuore batte con loro, adesso ancor più di prima. Ringrazio tutti loro, davvero, e in particolare abbraccio virtualmente Stella e Sara, che mi hanno dedicato tempo per spiegarmi il loro lavoro, per presentarmi i ‘loro’ tesori.

Il senso di tutto questo: portare cultura e benessere. A tutti

Il potere della goccia nell’oceano. Ho capito che bisogna appigliarsi a questo per non impazzire. E tanta gente, in questi anni, è impazzita in quei posti. Ti ritrovi solo, guerriero coraggioso ma solo, contro una miriade di nemici. Ho capito che il nemico più grande è l’indifferenza. Quella che ho visto negli occhi di tante persone, che passano vicino a un animale agonizzante e non lo vedono. Ma d’altra parte, come potrebbero vederlo, se nessuno ha mai insegnato loro la compassione, la capacità di mettersi nei panni dell’altro?

Ho capito, soprattutto, che senza cultura questo povero mondo andrà in malora prima del previsto.

Se avessi risorse le spenderei, oggi, principalmente per aiutare Sara e il suo staff a fare un lavoro sul territorio. La loro clinica mobile, quando c’erano i soldi per farla funzionare, ha permesso di sterilizzare a domicilio, e quando entri nelle case e nelle baracche vedi e tocchi con mano il degrado, e forse, però, puoi fare qualcosa. Se non ci fossero animali da assistere quelle persone non aprirebbero le porte. Il randagismo si risolve a monte, facendo cultura, insegnando la giusta relazione con gli altri esseri viventi e i bisogni degli animali. Far adottare è la cosa più gratificante, ma il vero lavoro, come sempre, è dietro le quinte.

Ancora una volta mi salta agli occhi con chiarezza quanto la vita degli esseri umani e degli animali sia intimamente connessa. Se non curi uno trascuri l’altro. Se vedi il dolore, lo vedi in ogni sua espressione, che sia il pianto di un bambino, il lamento di un vecchio, il guaito di un cane.

Quelle immagini mi restano dentro, come gli odori forti che mi hanno assalito nei cortili di quella gente misera che vive a piedi nudi insieme ai maiali e alle galline.

Sono contenta di aver riposto in Save the Dogs la mia fiducia da anni. Non mi sbagliavo. Questa associazione compie dei piccoli miracoli ogni giorno. Ci ricorda che la sofferenza non ha il passaporto, e l’aiuto che dai in un angolo della terra contribuisce al benessere di tutti.

Save the Dogs mi dimostra quanto è bello e doveroso lavorare mettendo sempre insieme i due elementi più importanti: il cuore e il cervello.

Asini saggi, un nuovo libro e piccole prove di resistenza

Insieme agli asini, con la voglia di cambiamento ma anche nuove sfide da affrontare, e possibilmente da vincere. In questo periodo mi ha travolto la necessità di rivedere i miei punti fermi, e trovarne naturalmente di nuovi. E nel frattempo ho affrontato quel lavoro stressante, ma stimolante, di rilettura del testo che a breve si trasformerà in un nuovo libro. A soccorrermi sono stati, come sempre, i miei più cari compagni di vita, e argomento prediletto. Scrivere di asini mi ha permesso di riguardare il percorso che mi ha portato a loro sotto una nuova luce. Provo le stesse emozioni di un tempo raccontandoli, perché trovo che siano le creature con il più grande concentrato di saggezza: intelligenti, posati, tranquilli, acuti osservatori. E nonostante questo biasimati e derisi dall’uomo, che dal basso della sua miopia ha visto sempre in loro solamente animali da fatica e mai stimolanti compagni di vita con cui confrontarsi. Condividere pomeriggi di giochi e passeggiate, lavorare nell’orto sotto il loro sguardo vigile e incuriosito mi ha permesso di ritrovare energia. Ero scarica, e ho avuto l’ennesima conferma che la mia batteria si alimenta attraverso le mani sporche di terra, le magliette ricoperte di pelo e polvere, le gambe schizzate di fango. Neanche a farlo apposta, la vita mi ha messo davanti delle prove grandi e piccole in questi mesi: il distacco da chi amo, la delusione di certi rapporti che inevitabilmente si chiudono per sempre, gli stress del lavoro. Ma anche la paura di affrontare una salita, o una camminata che sembra voler stroncare le gambe. In quei momenti penso agli asini, ai pesi che per secoli hanno portato e continuano a portare sulle loro spalle, in silenzio e senza lamentarsi. Allora mi faccio coraggio, e passo dopo passo arrivo in cima alla vetta. E quel panorama ripaga di ogni sforzo fatto. La compagnia degli asini è una continua lezione di vita, per me e per chi, insieme a me, desidera conoscerli e capirli al di là di ogni pregiudizio e falsa credenza.

Incontri speciali, incontri d’estate

L’estate ci raggiunge con le sue giornate lunghe, il suo caldo e la sua luce. È un momento magico questo, un momento perfetto per chiudere con le cose che ci hanno fatto male e aprirsi a nuovi incontri. Allontanare chi ci ha stressato e non merita le nostre energie, ritrovare la propria serenità e aprirsi a nuove possibilità di dialogo.

Il dialogo per me è soprattutto quello fatto di sguardi, di tatto e contatto, e non di parole. Un giorno qualcuno mi disse che parlare con gli animali è facile, tanto loro non possono rispondere e ci danno l’illusione di capirci e non giudicarci. Credo che sia interessante partire da questa stupida considerazione e accogliere questa sfida, perché evidentemente gli incontri speciali non sono pane per tutti. Gli animali si avvicinano quando sentono di potersi fidare, e in assenza di parola l’istinto li guida. Così, se anche noi diventiamo capaci di usare i nostri sensi, diventiamo protagonisti di scambi energetici straordinari.

Il lavoro mi ha portato a esplorare il mondo dei lupi, il mondo dei camosci e dei mufloni, la bellezza e la serenità della fattoria, con i suoi animali di campagna, docili e lenti, poetici e concreti insieme. Mi sono presa, e continuerò a prendermi il lusso di cogliere ogni occasione per imparare di più, da loro e dal loro ambiente, osservandoli da lontano o gustando la loro presenza da vicino, favorendo gli incontri tra loro e altri umani. Se ci si presenta puliti e aperti al dialogo le occasioni si moltiplicano. Non è un’arte che si impara questa, ma la capacità di ragionare al di là delle classificazioni di specie, al di là di ogni presunzione, cancellando dal nostro modo di porci quell’inutile, e anzi dannosa attitudine umana a considerare sempre gli altri esseri viventi in base alla funzione che possono rivestire per la nostra utilità.

In questo modo torniamo a casa con un bagaglio ricchissimo di sensazioni che non si imparano studiando, e neppure utilizzando sempre la nostra razionalità. E ogni incontro diventa una grande opportunità per rivedere i nostri parametri, e per imparare l’arte stupenda di lasciarsi andare.

Empatia e complicità: la mia idea di ‘pet-therapy

Empatia, progettualità, percorsi di benessere, tutela della natura. Questa è la mia idea di pet-therapy, parola peraltro ormai caduta in disuso, ma che comunque resta ancora il termine di riferimento quando si parla di attività assistite con gli animali. Non sfruttamento ma amicizia e complicità, all’insegna della calma e della passione. Saranno questi i temi del mio intervento  alla fiera di Vita in Campagna, a Montichiari, dal 23 al 25 marzo 2018. L’evento, organizzato dal giornale Vita in Campagna con cui collaboro, è un appuntamento molto amato dagli appassionati di agricoltura, piante, piccoli allevamenti, ed è quindi un’occasione preziosa per intercettare persone già interessate al mondo agricolo, ma che forse devono ancora scoprire un diverso approccio.

Nello spazio che mi è stato proposto affronto ogni giorno tre tematiche che mi stanno molto a cuore: le terapie con gli animali, un viaggio alla conoscenza dell’asino e l’agricoltura sociale. Ed è un piacere raccontare a chi mi ascolta le mie esperienze in campagna, che mi hanno permesso di arricchire le conoscenze tecniche ma anche di provare su di me l’effetto straordinariamente positivo di una relazione intensa con la natura e i suoi animali.

Mi auguro di trasmette al pubblico non solo nozioni basilari su come intraprendere una formazione nell’ambito delle terapie assistite con gli animali, o un progetto di agricoltura sociale, ma soprattutto la passione per la natura: passione che implica pazienza, rispetto, osservazione silenziosa, capacità di adattamento, talvolta spirito di sacrificio. E soprattutto l’attenzione al benessere degli animali, che sono nostri preziosi collaboratori e che per questo necessitano di attenzioni e di tranquillità. Solo così lo scambio diventa fruttuoso. E gli animali sanno insegnarci tanto, nel modo di relazionarsi tra loro. Insomma, mettiamo da parte la presunzione tutta umana che da sempre ci guida, e diventiamo per una volta ‘allievi’ degli altri esseri viventi, che di solidarietà ne sanno.

Nel corso di questi incontri è bello confrontarsi con persone curiose, anche scettiche magari, che pongono diverse domande sulle modalità di relazione con gli animali. Ho scelto di adottare un atteggiamento di apertura verso l’altro, soprattutto quando non la pensa come me. È troppo facile parlare con chi ha il mio stesso sentire. Mi piace di più capire le ragioni di chi la pensa diversamente e per esempio considera gli animali solo come una fonte di reddito. Con calma e pazienza questi incontri diventano un’occasione per proporre un nuovo approccio, diametralmente opposto a quello della tradizione, basato sull’empatia, e dove l’animale diventi un compagno di avventure e di vita, da valorizzare e dal quale imparare. Senza costrizioni, senza esagerazioni, nel rispetto assoluto della sua voglia di comunicare ma anche di stare da solo, se lo desidera. Perché la ‘terapia’ è anche questo: il rispetto dell’altro nei momenti di vicinanza e di lontananza, di affetto esplicito e di silenzi.

Ci vediamo il 23, 24, 25 marzo 2018 al padiglione 4, ogni giorno alle 9.30, 12 e 14.45.

Ciak si gira: backstage e video a quattro zampe, anzi gambe!

Ciak, si gira! Un set a quattro zampe, anzi gambe.. perché i protagonisti indiscussi di questi video che vedete sono stati Gemma, Ringo e Barone. E poi Feuer, e le amiche e gli amici che hanno accettato questa bella avventura. Non avrei mai pensato, anni fa, di ritrovarmi in mezzo ai miei animali, con le persone più care, e raccontare davanti a una videocamera storie, aneddoti, emozioni che riguardano me, i miei animali e la nostra attività insieme. Perché un tempo la timidezza, la paura di non essere all’altezza prendevano il sopravvento. Ma poi negli anni a vincere sono stati altri sentimenti: primo fra tutti il desiderio di trasmettere agli altri le sensazioni bellissime che provo io, quando mi ritrovo con questi splendidi colleghi animali, e vivo insieme a loro i vantaggi del tempo speso nella natura, nel silenzio.

Un po’ di ansia, quella sensazione divertente di sentirsi un po’ impacciati, le papere, e ricominciare a registrare, e fermarsi perché ti viene da ridere, o magari anche da piangere per l’emozione.

E poi i nostri attori, difficilissimi da riprendere, perché noi li lasciamo in libertà, e dunque bisognava seguirli, inseguirli, adeguare il nostro passo al loro. E se Ringo galoppa, bella impresa stargli dietro!

A riprenderci Giuseppe Marinelli, splendido, perché ha saputo metterci a nostro agio, con pazienza. Non è semplice raccontare certe emozioni, ma lui attraverso i video che abbiamo creato è riuscito a fare un po’ di ordine in quella fiumana di parole, azioni, gesti.

Ho pensato di girare questi video per avere un supporto ulteriore al mio lavoro: quando racconto la bellezza di una giornata on gli animali, gli effetti benefici sulla salute e sull’umore, i momenti divertenti in cui, all’improvviso, si creano dei contatti così profondi tra umani e animali che si vedono nuove espressioni sui volti delle persone: amiche che chiacchierano con la mia asina, che raccontano i fatti loro al mio cavallo, che passeggiando con loro nel bosco si ricordano di momenti passati nella natura e li condividono. Persone che arrivano stressate, stanche, svilite, e dopo alcune ore con gli animali tornano a casa sbadigliando per il relax, con un sorriso così bello da essere impagabile.

Mancano, in questi video, quelle sensazioni che solo il contatto può dare: la morbidezza del pelo e l’odore intenso degli asini e dei cavalli, i profumi del bosco bagnato dalla pioggia, l’odore delle verdure nell’orto, la terra sotto le unghie, mentre si raccolgono i frutti e le erbe aromatiche.

Ma le immagini e le voci, intanto, raccontano questo benessere. Grazie, allora, a chi ha reso possibile tutto questo: il professionista che ci ha guidati, gli amici che hanno partecipato e soprattutto loro, i miei angeli a quattro zampe e quattro gambe.

I video sono caricati nel canale YouTube: Silvia Allegri.

Buona visione!

 

Dal dramma… alla consapevolezza

Se avessi avuto ancora un minimo dubbio, questo se ne sarebbe andato per sempre. Ho vissuto giorni di fortissima angoscia, pieni di paure, sconforto, incertezze, preoccupazione. Al centro di questo dramma, uno dei miei animali. Quando si insinua il sospetto che una brutta malattia te lo possa portare via la disperazione piomba addosso come un macigno. Ti scorrono davanti i minuti, le ore, i giorni, i mesi, gli anni vissuti insieme e ti sembra impossibile che qualcosa di drammatico possa interrompere questo tempo sereno..
Ma ciò che mi ha sconcertato, in quei giorni tremendi, è stata la reazione delle persone. Alcune le ritenevo di fiducia, care, amiche. Ma sono stata accolta con un cinismo e un’indifferenza che mi hanno quasi distrutto. In quei giorni è come se si fosse spostato dai miei occhi, cadendo per sempre, un velo, tanto impercettibile quanto resistente, che mi separava dal mondo esterno facendomi credere ciò che in realtà non esisteva. Il mio dolore, la mia preoccupazione mi hanno fatta sentire lontana da tutto e da (quasi) tutti. Mi sono sentita sola, a un certo punto, priva di certezze che avrei dato per scontate fino al giorno prima.
Ma come sempre a fronte di una cattiva esperienza ce ne sono di buone. Lui adesso, il mio adorato quattrozampe, sta bene. Io sono rinata. Guardiamo avanti godendoci ogni giorno che ci vedrà insieme.
Ma quella consapevolezza resta e si è trasformata in un nuovo atteggiamento: disponibilità, cortesia, apertura al mondo, ma con le orecchie in alto, come gli asini, dai quali non smetterò mai di imparare.
Loro sanno insegnare la pazienza e la giusta diffidenza, quella che serve per misurare davvero chi abbiamo davanti, e come tutti gli animali non recitano. Sono così, come li vediamo. Accoglienti ma attenti.
Ho trovato un enorme sostegno anche dalle associazioni che sono nate per loro, per difenderli, questi animali. Grandi e forti, eppure fragili di fronte all’ottusità umana, che spinge troppo spesso ad agire con egoismo, dimenticando invece l’importanza dell’empatia. Non potrò mai dimenticare le telefonate e i momenti condivisi con Sonny, Nadia, Lorenza, Emanuela, Michela, Mari. E naturalmente la presenza di quegli amici stretti e affettuosi che partecipano a gioie e dolori con vero trasporto.
Un’esperienza negativa si trasforma allora in un tesoro, che arricchisce e aiuta ad affrontare con un nuovo spirito le difficoltà che si presenteranno. E che mi consente di aver capito, una volta di più, che chi mi ama, ama anche i miei animali, le mie angosce, le mie paure.
I giorni drammatici sono diventati uno stimolo ulteriore a scrivere, studiare, comprendere quali sono le persone su cui potrò fare affidamento in futuro. Promuovere un cambiamento e una nuova bella relazione tra persone e animali, tra animali e persone.
Grazie Ringo, e grazie anche a chi mi ha sostenuto nei momenti più difficili, con competenza e partecipazione.

Con gli animali, per riscoprirsi

Le attività che proporrò nel 2017 presso il maneggio Basalovo (Stallavena, Verona) sono il frutto di esperienze maturate in questi anni in diversi ambiti: la didattica con gli animali, la riflessione sulle proprie potenzialità, la capacità di risolvere conflitti, l’approccio all’animale in una più ampia ottica di rispetto della natura, la relazione tra animali e ambiente.
Ci saranno giornate dedicate alle famiglie e ai bambini, che hanno un estremo bisogno di ritrovare il contatto con la natura; ma anche momenti dedicati esclusivamente agli adulti, perché gli animali hanno molto da insegnare anche a chi è già cresciuto. La sfida è proprio questa: rinunciare a quelle barriere mentali e a quei tabù che ci condizionano costantemente, per riprendere contatto con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.
Avremo molti ospiti: giornalisti, studiosi, ma anche artisti, educatori, cuochi, che ci racconteranno il loro mondo, spesso strettamente connesso con la natura più di quanto ci si potrebbe aspettare.
I percorsi saranno articolati e di volta in volta, temo permettendo, saranno comunicate le date degli incontri.
Le giornate saranno a numero chiuso: poche persone, per permettere a tutti di assaporare profondamente le esperienze che proporremo, in assoluta tranquillità.
Tutte le informazioni al mio numero: 3407785136.
Vi aspettiamo.

Con WikiOnoterapia si apre una nuova stagione quattrozampe

Sta per arrivare la primavera e a Basalovo è tutto pronto per una fitta serie di appuntamenti con i nostri asini e cavalli, ma anche con i cani, i gatti, l’orto, il bosco. Ad aprire le attività è un gruppo di studentesse del corso di Laurea Magistrale Management e Gestione dei Servizi Educativi (Università di Padova), che illustrerà domani la voce Onoterapia di Wikipedia. L’obiettivo è quello di aiutare a capire il mondo complesso ed estremamente articolato delle attività assistite con gli animali, in questo caso gli asini. Il concetto stesso di ‘terapia’ potrebbe creare fraintendimenti, ed è stato purtroppo inflazionato. Per questo si avverte la necessità di offrire chiarezza sulle numerose tipologie di percorsi che sono proposti in compagnia degli animali. Ci sarà spazio per un dibattito e un confronto, resi più belli dalla presenza dei nostri animali, che permetteranno di metterci subito alla prova, e capire in cosa può consistere un contatto con asini, e naturalmente anche cavalli, in un contesto tranquillo e protetto.
Sarà l’occasione per incontrare, dopo i mesi invernali, Ringo, Gemma e Barone. Per rivederci e raccontarci, per conoscere nuove persone interessate a questo mondo naturale e slow, e per presentare a tutti le iniziative che abbiamo preparato per quest’anno. Appuntamenti importanti, mirati soprattutto alla crescita personale, alla consapevolezza delle proprie emozioni, al dialogo con l’altro, non importa se abbia due piedi o quattro zampe.
Vi aspettiamo.

A spasso con asini e cavalli, benessere e relax

Sta per concludersi un anno davvero intenso di attività con i miei adorati aiutanti Gemma, Ringo, Barone, al maneggio Basalovo.
Tante passeggiate, che hanno visto la presenza di gruppi piccoli e grandi di persone. Ci sono i compagni di camminate abituali, quelli che vanno e vengono. Da 0 a 90 anni.
Perché non conta l’età, ma conta la voglia di mettersi in gioco e di comunicare con questi animali.
Abbiamo camminato insieme a loro. Senza farci portare, ma semplicemente decidendo insieme il cammino.
Camminare insieme a un asino, a un cavallo, a un cane significa condividere fatiche, avere le stesse prospettive, superare ostacoli.
Significa anche osservare la natura con un’andatura nuova, diversa dal solito. Più lentamente. Più attentamente.
Grazie a loro impariamo ad ascoltare i suoni del bosco e a stare in silenzio. A sopportare con maggiore pazienza la fatica, la fame e la sete. Se ci riescono loro ci riusciamo anche noi: e quindi si affrontano il caldo, gli insetti, ma anche la pioggia battente, la nebbia, il freddo.
Si tratta del modo più semplice per prendersi cura del proprio benessere. Camminare all’aperto aiuta a tenere da parte pensieri e stress, cellulari e computer sempre accesi, televisione, caos, luci artificiali, aria inquinata.
Ho visto arrivare persone stressate e scettiche. Dopo poche ore le ho viste ripartire per tornare a casa, con il sorriso. Perché questi quadrupedi fanno tenerezza, fanno arrabbiare ma anche ridere, chiamano continuamente attenzioni, ci osservano con attenzione e riconoscono i nostri stati d’animo. E smentiscono tutti quei luoghi comuni che spesso ci portano a sentirci superiori a loro.
Grazie allora ai miei colleghi a quattro zampe.
Abbiamo tanti progetti per l’anno che verrà.

Animalisti, l’unione… farebbe la forza per un vero cambiamento

Siamo sempre di più, a non voler più vedere questo orrore. A darci da fare perché gli animali vengano rispettati e non torturati. In questi anni la mia idea di animalismo si è evoluta. Grazie soprattutto a molte esperienze dirette in diversi ambienti.

La mia curiosità e il lavoro mi hanno portato a frequentare animalisti convinti, vegani intransigenti, carnivori inguaribili, persone pacate e aggressive, convinte e indecise. Soprattutto ho preso atto dell’esistenza di innumerevoli realtà che si concentrano su un obiettivo comune: migliorare la vita degli animali e salvarne il più possibile. Chi si occupa di cani, chi di cavalli, chi di animali da pelliccia, chi di allevamenti intensivi, chi di sperimentazione. Spesso però si agisce senza coesione, e questo penalizza il fine ultimo.

Mi avvilisce sentire che vengono organizzati eventi importanti per sensibilizzare su questi temi così dolorosi, ma poi subentrano rivalità, sospetti, pregiudizi. E va a finire che certe iniziative splendide vengono quasi ignorate perché non si ha la stessa tessera o non si lavora allo stesso modo.

Ci sono contesti, invece, dove una presa di posizione TRASVERSALE sarebbe una manna dal cielo: in tanti si fa numero, si scuote l’opinione pubblica.

Ecco perché, pur avendo 5 tessere (di più non riesco per motivi economici) partecipo anche agli eventi di associazioni di cui non sono socia, ma che hanno un obiettivo in linea col mio sentire. E così dovremmo fare tutti, secondo me: solo così si raggiunge la forza per farci vedere davvero, per sfatare tutti quei miti cretini che catalogano noi amanti degli animali come fanatici tristi e aggressivi.

Un po’ di elasticità mentale, l’apertura alle altre iniziative, un po’ del proprio tempo dedicato al confronto con altri attivisti, volontari, appassionati, farebbe crescere questo movimento.

Non facciamo come certi politici… che di fronte al buon senso preferiscono la fedeltà alla bandiera..