Silvia Allegri, Autore a Silvia Allegri | Pagina 9 di 15
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Author:Silvia Allegri

Per un inizio d’anno grintoso

Buon 2015!

L’anno appena finito mi ha riservato sorprese belle e brutte, momenti spiacevoli ma anche tante soddisfazioni..

Un anno in cui ho concentrato sempre più le mie energie nelle cose che amo davvero: la scrittura, gli animali, l’arte. Lavorare, e farlo con passione, non è facile di questi tempi, ma la tenacia a volte premia.

Ringrazio le persone che ho incontrato: quelle che mi hanno ferito o deluso, perché anche grazie a loro ho imparato a non abbandonare i miei obiettivi e mi sono rafforzata nello spirito, e quelle che mi hanno appoggiato, con stima e affetto, anche nei momenti peggiori. Grazie a loro ho capito che in questo mondo, dove si vedono tanta crudeltà, tanto cinismo e tanto egoismo, esistono ancora tante persone buone, generose, innamorate della vita e convinte di poter cambiare il mondo in meglio.

Ho deciso di continuare da sola la mia attività con gli asini e i cavalli, e non più in associazione, e ho iniziato anche nuovi e interessanti progetti lavorativi di cui scriverò nei prossimi tempi.

Mi impegnerò ad essere più presente in questo mio spazio, per comunicare a chi mi conosce e mi segue le mie attività per l’ambiente e per gli animali, nella convinzione che fare rete e condividere battaglie sia l’unico modo efficace per ottenere veri e importanti risultati.

Auguro a tutti, alle persone e agli animali, un anno pieno di grinta, di salute e di serenità..

a presto!

Silvia

Piume d’oca: indignarsi per un giorno non basta!

Sembrerà incredibile, eppure tante persone hanno ‘scoperto’ solo qualche giorno fa, grazie a una puntata di Report, che le piume d’oca provengono dalle oche: spiumate vive tra atroci sofferenze, più volte all’anno, per permettere a noi umani di vivere al caldo avvolti da morbidi piumini.

Non è una novità la mancanza di sensibilità nei confronti degli animali. Stupisce sempre, però, l’inconsapevolezza della crudeltà di certe pratiche. Abbiamo una visione così antropocentrica che tutto ci è dovuto, tutto è assolutamente normale, e le sofferenze degli animali diventano un prezzo da pagare necessario (tanto per lavarsi la coscienza).

Nel ringraziare Report, e tutte le persone che si battono per offrire un’informazione vera e puntuale, riporto un link al blog della giornalista e amica Macri Puricelli, che commenta lo sfruttamento di questi animali invitando a non abbassare l’attenzione: indignarsi per un solo giorno è troppo comodo.

http://zoelagatta-d.blogautore.repubblica.it/2014/11/04/siamo-tutti-oche8-mesi-di-tortura-per-il-tuo-piumino/

 

Ancora circhi con animali, ancora una vergogna!

Nei giorni in cui so che si attenda un circo con animali nei paraggi di casa mia la malinconia aumenta…. Si sa che esistono, si sa che porcherie succedono in quei camion e dietro le quinte, ma averli vicini, a breve distanza da me, aumenta il dolore. E la rabbia. Tra qualche giorno in provincia di Verona inizia lo show del circo, e chissà in quante altre parti d’Italia e del mondo; una tortura legalizzata di animali per far divertire….chi? Gli animali, vestiti e agghindati e ricoperti di lustrini? Le persone? Perché lo sappiamo tutti, per fortuna il pubblico diminuisce, e aumenta la sensibilità nei confronti degli animali. Ma i circensi pur di avere pubblico pagano dei poveri disgraziati che stanno agli incroci più caotici della città a distribuire coupon e biglietti con sconti, e magari tanti genitori con poche idee scelgono la soluzione comoda di portare i propri figli a “vedere gli animali”, quando in realtà si vedono solo esseri viventi privati del loro diritto di vivere in maniera dignitosa. Forse serve ricordare che tutti noi, con le nostre tasse, contribuiamo a mantenerli in vita, questi circhi, che ancora si accaniscono a torturare animali invece che offrire spettacoli più belli e meno violenti, dove a esibirsi non ci siano animali sofferenti e prigionieri, ma acrobati agili e soprattutto liberi di aver scelto il circo come luogo di lavoro e non come prigione.

Complimenti agli amministratori che permettono ancora gli attendamenti dei circhi nel loro territorio, per poi magari farsi fotografare con il cagnetto di casa in campagna elettorale, fingendo di amare gli animali. Ancora una volta la politica dimostra di andare a braccetto volentieri con i circhi. Chissà cosa si nasconde dietro a questi facili permessi. Mi auguro che genitori e famiglie con coscienza sappiano, nel terzo millennio, che il circo con animali non è educazione, non è spettacolo, ma solo triste e disgustosa prepotenza nei confronti di creature che hanno avuto la sfortuna di imbattersi nella razza umana.

Si riparte!

Dopo un’estate difficile, tra incidenti (e conseguente gesso), situazioni lavorative complicate, incontri interessanti e altrettanto incredibili delusioni, si riparte! In fondo la vita regala continui colpi di scena, e non resta che prendere atto dei cambiamenti e delle circostanze, e ritrovare nuovo slancio.

Ho trascurato questo mio luogo di riflessioni e di comunicazione, ma adesso ritorno volentieri a raccontare di me e dei miei progetti.

La mia avventura politica come consigliere provinciale a Verona si è conclusa, e si stanno aprendo nuove prospettive di lavoro e di interessi. Scelgo volutamente un momento di pausa dall’impegno politico, un impegno che ha portato nella mia vita gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, nuovi stimoli e tante competenze in più.

Scelgo un momento di distacco per riguardare con maggiore lucidità il mio percorso e per dedicarmi, nel frattempo, a progetti di vita e di lavoro importanti, che richiedono molto di più di qualche ritaglio di tempo.

Certe cose però non cambiano. Al primo posto, come sempre, ci sarà il mio impegno per le battaglie a tutela degli animali e dell’ambiente. Cambierà semplicemente il mio modo di comunicare: non più o non soltanto attraverso comunicati stampa o azioni politiche, bensì attraverso le parole scritte, articoli, libri, incontri con persone motivate quanto me a rendere questo mondo un po’ più umano, un po’ più attento, un po’ più giusto.

Ringrazio tutte le persone che mi aiutano nel mio intento, che vedono il mio entusiasmo, e che lontane da invidie o astio hanno capito, come l’ho capito io, che solo l’unione fa la forza.

 

 

Dolore e indignazione per le vittime delle guerre non devono scomparire !

Il rischio di assuefazione è alto, quando ogni giorno veniamo sommersi da notizie e immagini atroci: famiglie intere rimaste senza casa nei paesi dove si combatte una guerra senza fine; anziani rimasti soli e senza assistenza; donne e bambini senza difesa senza cure, senza protezione; animali abbandonati e utilizzati come bombe viventi per gli attentati, i pochi risparmi di una vita intera che esplodono insieme alle case, alle città, ai progetti e ai sogni.

Guardiamo scorrere quelle immagini e restiamo attoniti, senza parole, ma poco dopo siamo ttravolti dalle nostre vite, dai nostri problemi quotidiani, ovviamente legittimi. E intanto il mondo intorno a noi dove va a finire?

Dopo più di un mese dalla fine del mio mandato in provincia, non senza un velo di nostalgia per tutto quello che ho fatto, vissuto e imparato, e di rimpianti per tutto quello che avrei ancora voluto fare, ricomincio la vita da cittadina ‘normale’, senza un impegno istituzionale. E forse adesso torno a rivivere le vicende politiche con gli occhi di chi ha sempre guardato la politica da lontano.

Mi chiedo: quanto resta ancora da fare? Quanto tempo e quanta energia vengono sprecati, a volte, in chiacchiere, litigi, dibattiti, mentre il mondo intorno a noi sta cadendo a pezzi? Questo resta, a mio avviso, il grande nodo da sciogliere: una maggiore attenzione alla sensibilizzazione dei cittadini, la creazione di una società più attiva e meno indifferente, l’amore per la cosa pubblica e il senso civico, la solidarietà, la voglia di impegnarsi in prima persona, di mettere in gioco le proprie risorse per la crescita collettiva.

Se le generazioni future sapranno indignarsi, sapranno soffrire di fronte alle catastrofi ambientali, alle guerre, ai massacri senza fine che nascondono spesso cinici interessi economici, forse avremo ancora una piccola speranza di salvare questo pianeta e questa umanità allo sbando.

Alla base di questo deve esserci il coraggio di guardare, senza nascondere la testa sotto la sabbia, e di agire, ognuno nei propri limiti e con le proprie possibilità. A volte, invece, si ha la sensazione che tante persone preferiscano vivere in una beata ignoranza badando soltanto al proprio orticello. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad essere nati sul lato giusto del mare.

Sono terminati cinque anni in consiglio provinciale. Una riflessione a fine mandato..

Oggi alle 16.30 ci sarà l’ultimo consiglio provinciale, e termina il nostro mandato. La provincia diventerà ente di secondo livello, e dunque si chiude un percorso di vita e di esperienze amministrative.
Cinque anni di soddisfazioni, lotte, delusioni, arrabbiature, confronti, durante i quali ho imparato molte cose e conosciuto un’infinità di persone.
Non è facile fare politica di questi tempi. Di solito la prima cosa che ci si sente dire è che siamo tutti uguali, che è tutto un “magna magna”, che ogni politico scende a compromessi ed è disonesto. Gli amministratori locali fanno da parafulmine per i mal di pancia, giustificati, dei cittadini che vedono una classe dirigente sempre più corrotta e sempre più piena di privilegi. E molte volte diventa difficile, quando si parla con chi è deluso, far capire che in realtà ci sono ancora tante persone che vivono la politica come un servizio alla società, e lavorano con costanza, passione e “mani pulite”.
Questi cinque anni mi hanno fatto raggiungere due risultati importanti. Il primo: ho acquisito una serie di competenze che voglio continuare a sfruttare, per portare avanti battaglie fondamentali in cui ho sempre creduto e in cui continuo a credere: difesa dell’ambiente, promozione della cultura per accrescere il senso civico di tutti noi cittadini, lotta alle ingiustizie sociali, tutela e protezione degli animali.
Il secondo risultato: ho coltivato i rapporti umani con i miei colleghi trasformandoli spesso in vere amicizie, comprendendo che la politica è fatta di persone prima che di bandiere.
Ringrazio tutti i colleghi, anche quelli con cui ho passato ore a discutere, anche quelli con cui ho parlato forse qualche minuto in tutti questi cinque anni. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa.
E adesso, si continua a lottare! Ci sono ancora molte cose da fare per rendere migliore questa società..

Salone del Libro: voglia di spiritualità e cultura

Ho partecipato oggi per la prima volta (confesso questa terribile lacuna..) al Salone Internazionale del Libro a Torino.

E sarei rimasta molto più a lungo in quel luogo: in mezzo a una folla di persone che giravano curiose tra centinaia di stand pieni di libri si tocca e si sente la voglia di cultura, di informazione, di dialogo, nonostante si continui a sottolineare il tramonto del libro, bene di lusso in tempi di crisi.

I libri costano, sì, eppure esistono ancora persone che sanno rinunciare a molte altre cose, ma per fortuna non alla cultura. Anche se siamo tra i paesi con la più bassa percentuale di libri letti ogni anno, luoghi come il Salone del Libro fanno rinascere la speranza. Perchè di questo si tratta: un libro racchiude dentro le sue pagine nuovi saperi, riflessioni, punti di vista che non possono far altro che bene in chi li legge, se non altro per stimolare capacità critica e di opinione, due caratteristiche che purtroppo, in tempi di ‘surrogati’ di cultura, vanno scomparendo.

Tanti gli stand dedicati a pubblicazioni sull’ambiente, la natura, l’etica, il rispetto dell’ambiente e degli animali. Un segnale di speranza che ho voluto cogliere e che mi sono portata volentieri a casa.

Solo la cultura e la capacità di mettere in discussione i nostri stili di vita malsani potranno salvare il mondo.

Finalmente si inizia a ragionare sul tema Lupo

Quarta e sesta commissione in provincia. Il consigliere leghista Brunelli presenta una mozione con la quale chiede che la Provincia si impegni a ‘esportare’ il lupo dalla Lessinia.
Come ha detto il dirigente Confortini, lupo e orso sono specie particolarmente protette a livello europeo. A gestire le politiche faunistiche è la Regione. La Provincia ha aderito esclusivamente per la gestione dei protocolli operativi. Dunque non si può fare ciò che richiede Brunelli coi suoi colleghi anti- lupo, esportare un animale protetto dal territorio di un parco protetto è impensabile.
Evidente che la vicenda del lupo merita attenzione da parte delle amministrazioni, essendo una presenza difficile da gestire in un territorio nel quale gli animali da pascolo sono lasciati liberi. Gli allevatori hanno diritto di essere rimborsati, e intanto si fa monitoraggio e si aiutano le popolazioni locali a gestire questa presenza.
Avevo fatto un emendamento al bilancio proprio per chiedere di mediare e coordinare le attività , ascoltando le esigenze degli allevatori e allo stesso tempo consultando esperti di animali selvatici…e guarda caso la Lega me lo aveva bocciato.
Ma intanto certi amministratori hanno voglia di aumentare le paure.
Si lamentano dicendo che il lupo è tutelato dal mondo intero, e l’uomo è indifeso perché non ha la libertà di ucciderlo, nell’area di un parco naturale! Sembra una follia!
Dicono che la gente non potrà più uscire in giardino, non potrà andare in giro con le ciaspole, non potrà più allevare. Dicono che per noi di sinistra la tutela dell’animale è più importante della tutela delle persone. Insomma, chi è di sinistra ama il lupo e vuole distruggere le attività commerciali in Lessinia….
E finalmente le risposte dagli esperti! Il lupo non può essere esportato, non può essere ucciso, ma va gestito. Garantendo agli allevatori i rimborsi per i danni subiti e facendo una azione di sensibilizzazione o informazione su questa presenza.
Ecco come la politica entra prepotentemente nel ciclo della natura per stravolgerlo per i suoi fini elettorali.

Salviamo il Sistema Bibliotecario Provinciale

65 biblioteche, 900.000 volumi, consegna ‘a domicilio’: un servizio straordinario, il Sistema Bibliotecario Provinciale, che in tempi di crisi aiuta a far sopravvivere la lettura e l’informazione gratuita per i cittadini.

Cosa succederà quando le Province, tra poco tempo, subiranno una trasformazione in enti di secondo livello?

Affinchè ci sia la garanzia di continuazione di questo servizio, ho presentato un ordine del giorno che ho depositato in Provincia e sarà analizzato e votato a breve; contemporaneamente, l’on. Diego Zardini porta avanti questa stessa battaglia in Parlamento: un lavoro in sinergia che ha come obiettivo la tutela di un diritto, quello alla lettura e all’informazione, che deve rimanere tra le priorità, per crescere cittadini consapevoli.

Qui sotto il testo del mio ordine del giorno:

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VERONA

Gruppo Consiliare Partito Democratico

Cons. Silvia Allegri

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO

 Al presidente della Provincia

Sig. Giovanni M

OGGETTO: Gestione del Sistema Bibliotecario Provinciale

 

Premessa

 

Il Sistema Bibliotecario Provinciale di Verona è partito nel 2004 e vede il coinvolgimento, ad oggi, di 65 biblioteche appartenenti a Comuni della Provincia di Verona ( escluso il capoluogo, partecipano 64 comuni su 97, il comune di Legnago ha due biblioteche che aderiscono). In totale i volumi a disposizione sono 900.000.

 

Il Sistema Bibliotecario Provinciale è un servizio efficace e innovativo, del quale usufruiscono sempre più cittadini. Basti pensare che nel 2008 gli iscritti erano 52.670, e nel 2013 si è arrivati a 115.591 iscritti. Il servizio permette di usufruire di prestito sul luogo (nella biblioteca in cui ci si reca) o anche tramite il servizio interbibliotecario: i cittadini iscritti possono prenotare un libro presente in altre biblioteche, e vederselo recapitare entro pochi giorni, attraverso un sevizio di trasporto affidato a due pulmini. Inoltre, in un momento di crisi economica come quello che attraversiamo attualmente, questo servizio garantisce anche un accesso alla cultura che altrimenti non potrebbe avvenire: infatti, se si considera che un libro comprato in libreria costa mediamente 19 euro, si è calcolato un risparmio di circa 566.000 euro in libri.

 

Considerato che è tra le priorità programmatiche degli Enti pubblici favorire e sostenere la lettura come strumento per garantire la crescita civile ed economica del Paese, in quanto ,elemento di integrazione ed emancipazione intellettuale;

 

Considerato che il Sistema Bibliotecario Provinciale è gestito attualmente dalla Provincia di Verona, e col decreto “Svuota Province” e il riordino dei diversi livelli di governo viene meno quel ruolo di coordinamento che hanno avuto, in molti casi, le province nell’ambito dei servizi culturali dal punto di vista della governante e della gestione delle risorse trasferite per sostenere lo sviluppo della cultura;

 

Considerato che la gestione associata permette di contenere i costi e rendere più efficienti i servizi attraverso la condivisione di strumenti e di lavoro come mezzi informatici, acquisti coordinati, servizi di trasporto, condivisione del patrimonio librario;

 

Considerato che in data 30 gennaio, durante un’audizione in sesta Commissione, la Dirigente Dottoressa Francesca Altinier ha ribadito l’efficacia del Sistema Bibliotecario Provinciale, con una relazione in cui sono emersi dati confortanti sull’utilizzo di questo servizio da parte dei cittadini, e ha espresso la sua soddisfazione nel vedere un interesse da parte dell’amministrazione nei confronti di questi servizio, sottolineando però che tuttora è ancora poco conosciuto in alcune zone del territorio, e deve essere tutelato e promosso con decisione;

 

il Consiglio Provinciale invita il Presidente e la Giunta

 

a curarsi di garantire la sopravvivenza del servizio del Sistema Bibliotecario Provinciale, individuando strategie per favorire un passaggio di responsabilità e mantenere vivo il coordinamento tra i comuni, e favorendo piani di compartecipazione alle spese di gestione, in modo che i cittadini possano continuare a usufruire di questo servizio;

 

a promuovere una maggiore informazione sull’esistenza del Sistema Bibliotecario Provinciale, favorendo così un accesso e un utilizzo maggiori del servizio.

 

 

Cons. Silvia Allegri

Conferenze congiunte Donne Democratiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia

Si è parlato di lavoro e di diritti, ieri, a Porcia (Pordenone) durante la Conferenza delle Donne Democratiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
Una giornata di dibattito e di confronto che ha visto la partecipazione dei due segretari regionali, delle parlamentari, di amministratrici locali.
E la testimonianza di alcune donne, dall’amministratore delegato di una multinazionale alle lavoratrici di Electrolux, che hanno voluto raccontare la loro esperienza di ‘genere’, sottolineando le difficoltà, ma anche le risorse delle donne e la loro grande capacità di saper conciliare la vita famigliare con quella lavorativa.
Due brevi considerazioni. Nelle riflessioni ad alta voce fatte durante la giornata è emerso il ‘difetto’ forse peggiore delle donne: una carenza di autostima, la paura di non essere all’altezza del ruolo e delle responsabilità richieste sul luogo di lavoro e in famiglia, la paura, spesso, di pretendere un riconoscimento dei propri meriti e delle proprie fatiche.
Seconda considerazione. Pur riconoscendo la sorprendente e insostituibile efficacia dei mezzi di comunicazione 2.0, ritengo che il dialogo e gli incontri in carne ed ossa siano impagabili. Stare insieme, scambiare opinioni guardandosi negli occhi, dedicarsi lo spazio di qualche ora per condividere idee e pensieri aiuta a ritrovare quella dimensione umana che troppe volte, per la frenesia delle nostre vite quotidiane, ci dimentichiamo.
Una giornata proficua e piacevole, dunque. Alla prossima.