Silvia Allegri, Autore a Silvia Allegri | Pagina 9 di 15
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Author:Silvia Allegri

Si riparte!

Dopo un’estate difficile, tra incidenti (e conseguente gesso), situazioni lavorative complicate, incontri interessanti e altrettanto incredibili delusioni, si riparte! In fondo la vita regala continui colpi di scena, e non resta che prendere atto dei cambiamenti e delle circostanze, e ritrovare nuovo slancio.

Ho trascurato questo mio luogo di riflessioni e di comunicazione, ma adesso ritorno volentieri a raccontare di me e dei miei progetti.

La mia avventura politica come consigliere provinciale a Verona si è conclusa, e si stanno aprendo nuove prospettive di lavoro e di interessi. Scelgo volutamente un momento di pausa dall’impegno politico, un impegno che ha portato nella mia vita gioie e dolori, soddisfazioni e delusioni, nuovi stimoli e tante competenze in più.

Scelgo un momento di distacco per riguardare con maggiore lucidità il mio percorso e per dedicarmi, nel frattempo, a progetti di vita e di lavoro importanti, che richiedono molto di più di qualche ritaglio di tempo.

Certe cose però non cambiano. Al primo posto, come sempre, ci sarà il mio impegno per le battaglie a tutela degli animali e dell’ambiente. Cambierà semplicemente il mio modo di comunicare: non più o non soltanto attraverso comunicati stampa o azioni politiche, bensì attraverso le parole scritte, articoli, libri, incontri con persone motivate quanto me a rendere questo mondo un po’ più umano, un po’ più attento, un po’ più giusto.

Ringrazio tutte le persone che mi aiutano nel mio intento, che vedono il mio entusiasmo, e che lontane da invidie o astio hanno capito, come l’ho capito io, che solo l’unione fa la forza.

 

 

Dolore e indignazione per le vittime delle guerre non devono scomparire !

Il rischio di assuefazione è alto, quando ogni giorno veniamo sommersi da notizie e immagini atroci: famiglie intere rimaste senza casa nei paesi dove si combatte una guerra senza fine; anziani rimasti soli e senza assistenza; donne e bambini senza difesa senza cure, senza protezione; animali abbandonati e utilizzati come bombe viventi per gli attentati, i pochi risparmi di una vita intera che esplodono insieme alle case, alle città, ai progetti e ai sogni.

Guardiamo scorrere quelle immagini e restiamo attoniti, senza parole, ma poco dopo siamo ttravolti dalle nostre vite, dai nostri problemi quotidiani, ovviamente legittimi. E intanto il mondo intorno a noi dove va a finire?

Dopo più di un mese dalla fine del mio mandato in provincia, non senza un velo di nostalgia per tutto quello che ho fatto, vissuto e imparato, e di rimpianti per tutto quello che avrei ancora voluto fare, ricomincio la vita da cittadina ‘normale’, senza un impegno istituzionale. E forse adesso torno a rivivere le vicende politiche con gli occhi di chi ha sempre guardato la politica da lontano.

Mi chiedo: quanto resta ancora da fare? Quanto tempo e quanta energia vengono sprecati, a volte, in chiacchiere, litigi, dibattiti, mentre il mondo intorno a noi sta cadendo a pezzi? Questo resta, a mio avviso, il grande nodo da sciogliere: una maggiore attenzione alla sensibilizzazione dei cittadini, la creazione di una società più attiva e meno indifferente, l’amore per la cosa pubblica e il senso civico, la solidarietà, la voglia di impegnarsi in prima persona, di mettere in gioco le proprie risorse per la crescita collettiva.

Se le generazioni future sapranno indignarsi, sapranno soffrire di fronte alle catastrofi ambientali, alle guerre, ai massacri senza fine che nascondono spesso cinici interessi economici, forse avremo ancora una piccola speranza di salvare questo pianeta e questa umanità allo sbando.

Alla base di questo deve esserci il coraggio di guardare, senza nascondere la testa sotto la sabbia, e di agire, ognuno nei propri limiti e con le proprie possibilità. A volte, invece, si ha la sensazione che tante persone preferiscano vivere in una beata ignoranza badando soltanto al proprio orticello. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad essere nati sul lato giusto del mare.

Sono terminati cinque anni in consiglio provinciale. Una riflessione a fine mandato..

Oggi alle 16.30 ci sarà l’ultimo consiglio provinciale, e termina il nostro mandato. La provincia diventerà ente di secondo livello, e dunque si chiude un percorso di vita e di esperienze amministrative.
Cinque anni di soddisfazioni, lotte, delusioni, arrabbiature, confronti, durante i quali ho imparato molte cose e conosciuto un’infinità di persone.
Non è facile fare politica di questi tempi. Di solito la prima cosa che ci si sente dire è che siamo tutti uguali, che è tutto un “magna magna”, che ogni politico scende a compromessi ed è disonesto. Gli amministratori locali fanno da parafulmine per i mal di pancia, giustificati, dei cittadini che vedono una classe dirigente sempre più corrotta e sempre più piena di privilegi. E molte volte diventa difficile, quando si parla con chi è deluso, far capire che in realtà ci sono ancora tante persone che vivono la politica come un servizio alla società, e lavorano con costanza, passione e “mani pulite”.
Questi cinque anni mi hanno fatto raggiungere due risultati importanti. Il primo: ho acquisito una serie di competenze che voglio continuare a sfruttare, per portare avanti battaglie fondamentali in cui ho sempre creduto e in cui continuo a credere: difesa dell’ambiente, promozione della cultura per accrescere il senso civico di tutti noi cittadini, lotta alle ingiustizie sociali, tutela e protezione degli animali.
Il secondo risultato: ho coltivato i rapporti umani con i miei colleghi trasformandoli spesso in vere amicizie, comprendendo che la politica è fatta di persone prima che di bandiere.
Ringrazio tutti i colleghi, anche quelli con cui ho passato ore a discutere, anche quelli con cui ho parlato forse qualche minuto in tutti questi cinque anni. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa.
E adesso, si continua a lottare! Ci sono ancora molte cose da fare per rendere migliore questa società..

Salone del Libro: voglia di spiritualità e cultura

Ho partecipato oggi per la prima volta (confesso questa terribile lacuna..) al Salone Internazionale del Libro a Torino.

E sarei rimasta molto più a lungo in quel luogo: in mezzo a una folla di persone che giravano curiose tra centinaia di stand pieni di libri si tocca e si sente la voglia di cultura, di informazione, di dialogo, nonostante si continui a sottolineare il tramonto del libro, bene di lusso in tempi di crisi.

I libri costano, sì, eppure esistono ancora persone che sanno rinunciare a molte altre cose, ma per fortuna non alla cultura. Anche se siamo tra i paesi con la più bassa percentuale di libri letti ogni anno, luoghi come il Salone del Libro fanno rinascere la speranza. Perchè di questo si tratta: un libro racchiude dentro le sue pagine nuovi saperi, riflessioni, punti di vista che non possono far altro che bene in chi li legge, se non altro per stimolare capacità critica e di opinione, due caratteristiche che purtroppo, in tempi di ‘surrogati’ di cultura, vanno scomparendo.

Tanti gli stand dedicati a pubblicazioni sull’ambiente, la natura, l’etica, il rispetto dell’ambiente e degli animali. Un segnale di speranza che ho voluto cogliere e che mi sono portata volentieri a casa.

Solo la cultura e la capacità di mettere in discussione i nostri stili di vita malsani potranno salvare il mondo.

Finalmente si inizia a ragionare sul tema Lupo

Quarta e sesta commissione in provincia. Il consigliere leghista Brunelli presenta una mozione con la quale chiede che la Provincia si impegni a ‘esportare’ il lupo dalla Lessinia.
Come ha detto il dirigente Confortini, lupo e orso sono specie particolarmente protette a livello europeo. A gestire le politiche faunistiche è la Regione. La Provincia ha aderito esclusivamente per la gestione dei protocolli operativi. Dunque non si può fare ciò che richiede Brunelli coi suoi colleghi anti- lupo, esportare un animale protetto dal territorio di un parco protetto è impensabile.
Evidente che la vicenda del lupo merita attenzione da parte delle amministrazioni, essendo una presenza difficile da gestire in un territorio nel quale gli animali da pascolo sono lasciati liberi. Gli allevatori hanno diritto di essere rimborsati, e intanto si fa monitoraggio e si aiutano le popolazioni locali a gestire questa presenza.
Avevo fatto un emendamento al bilancio proprio per chiedere di mediare e coordinare le attività , ascoltando le esigenze degli allevatori e allo stesso tempo consultando esperti di animali selvatici…e guarda caso la Lega me lo aveva bocciato.
Ma intanto certi amministratori hanno voglia di aumentare le paure.
Si lamentano dicendo che il lupo è tutelato dal mondo intero, e l’uomo è indifeso perché non ha la libertà di ucciderlo, nell’area di un parco naturale! Sembra una follia!
Dicono che la gente non potrà più uscire in giardino, non potrà andare in giro con le ciaspole, non potrà più allevare. Dicono che per noi di sinistra la tutela dell’animale è più importante della tutela delle persone. Insomma, chi è di sinistra ama il lupo e vuole distruggere le attività commerciali in Lessinia….
E finalmente le risposte dagli esperti! Il lupo non può essere esportato, non può essere ucciso, ma va gestito. Garantendo agli allevatori i rimborsi per i danni subiti e facendo una azione di sensibilizzazione o informazione su questa presenza.
Ecco come la politica entra prepotentemente nel ciclo della natura per stravolgerlo per i suoi fini elettorali.

Salviamo il Sistema Bibliotecario Provinciale

65 biblioteche, 900.000 volumi, consegna ‘a domicilio’: un servizio straordinario, il Sistema Bibliotecario Provinciale, che in tempi di crisi aiuta a far sopravvivere la lettura e l’informazione gratuita per i cittadini.

Cosa succederà quando le Province, tra poco tempo, subiranno una trasformazione in enti di secondo livello?

Affinchè ci sia la garanzia di continuazione di questo servizio, ho presentato un ordine del giorno che ho depositato in Provincia e sarà analizzato e votato a breve; contemporaneamente, l’on. Diego Zardini porta avanti questa stessa battaglia in Parlamento: un lavoro in sinergia che ha come obiettivo la tutela di un diritto, quello alla lettura e all’informazione, che deve rimanere tra le priorità, per crescere cittadini consapevoli.

Qui sotto il testo del mio ordine del giorno:

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VERONA

Gruppo Consiliare Partito Democratico

Cons. Silvia Allegri

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO

 Al presidente della Provincia

Sig. Giovanni M

OGGETTO: Gestione del Sistema Bibliotecario Provinciale

 

Premessa

 

Il Sistema Bibliotecario Provinciale di Verona è partito nel 2004 e vede il coinvolgimento, ad oggi, di 65 biblioteche appartenenti a Comuni della Provincia di Verona ( escluso il capoluogo, partecipano 64 comuni su 97, il comune di Legnago ha due biblioteche che aderiscono). In totale i volumi a disposizione sono 900.000.

 

Il Sistema Bibliotecario Provinciale è un servizio efficace e innovativo, del quale usufruiscono sempre più cittadini. Basti pensare che nel 2008 gli iscritti erano 52.670, e nel 2013 si è arrivati a 115.591 iscritti. Il servizio permette di usufruire di prestito sul luogo (nella biblioteca in cui ci si reca) o anche tramite il servizio interbibliotecario: i cittadini iscritti possono prenotare un libro presente in altre biblioteche, e vederselo recapitare entro pochi giorni, attraverso un sevizio di trasporto affidato a due pulmini. Inoltre, in un momento di crisi economica come quello che attraversiamo attualmente, questo servizio garantisce anche un accesso alla cultura che altrimenti non potrebbe avvenire: infatti, se si considera che un libro comprato in libreria costa mediamente 19 euro, si è calcolato un risparmio di circa 566.000 euro in libri.

 

Considerato che è tra le priorità programmatiche degli Enti pubblici favorire e sostenere la lettura come strumento per garantire la crescita civile ed economica del Paese, in quanto ,elemento di integrazione ed emancipazione intellettuale;

 

Considerato che il Sistema Bibliotecario Provinciale è gestito attualmente dalla Provincia di Verona, e col decreto “Svuota Province” e il riordino dei diversi livelli di governo viene meno quel ruolo di coordinamento che hanno avuto, in molti casi, le province nell’ambito dei servizi culturali dal punto di vista della governante e della gestione delle risorse trasferite per sostenere lo sviluppo della cultura;

 

Considerato che la gestione associata permette di contenere i costi e rendere più efficienti i servizi attraverso la condivisione di strumenti e di lavoro come mezzi informatici, acquisti coordinati, servizi di trasporto, condivisione del patrimonio librario;

 

Considerato che in data 30 gennaio, durante un’audizione in sesta Commissione, la Dirigente Dottoressa Francesca Altinier ha ribadito l’efficacia del Sistema Bibliotecario Provinciale, con una relazione in cui sono emersi dati confortanti sull’utilizzo di questo servizio da parte dei cittadini, e ha espresso la sua soddisfazione nel vedere un interesse da parte dell’amministrazione nei confronti di questi servizio, sottolineando però che tuttora è ancora poco conosciuto in alcune zone del territorio, e deve essere tutelato e promosso con decisione;

 

il Consiglio Provinciale invita il Presidente e la Giunta

 

a curarsi di garantire la sopravvivenza del servizio del Sistema Bibliotecario Provinciale, individuando strategie per favorire un passaggio di responsabilità e mantenere vivo il coordinamento tra i comuni, e favorendo piani di compartecipazione alle spese di gestione, in modo che i cittadini possano continuare a usufruire di questo servizio;

 

a promuovere una maggiore informazione sull’esistenza del Sistema Bibliotecario Provinciale, favorendo così un accesso e un utilizzo maggiori del servizio.

 

 

Cons. Silvia Allegri

Conferenze congiunte Donne Democratiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia

Si è parlato di lavoro e di diritti, ieri, a Porcia (Pordenone) durante la Conferenza delle Donne Democratiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
Una giornata di dibattito e di confronto che ha visto la partecipazione dei due segretari regionali, delle parlamentari, di amministratrici locali.
E la testimonianza di alcune donne, dall’amministratore delegato di una multinazionale alle lavoratrici di Electrolux, che hanno voluto raccontare la loro esperienza di ‘genere’, sottolineando le difficoltà, ma anche le risorse delle donne e la loro grande capacità di saper conciliare la vita famigliare con quella lavorativa.
Due brevi considerazioni. Nelle riflessioni ad alta voce fatte durante la giornata è emerso il ‘difetto’ forse peggiore delle donne: una carenza di autostima, la paura di non essere all’altezza del ruolo e delle responsabilità richieste sul luogo di lavoro e in famiglia, la paura, spesso, di pretendere un riconoscimento dei propri meriti e delle proprie fatiche.
Seconda considerazione. Pur riconoscendo la sorprendente e insostituibile efficacia dei mezzi di comunicazione 2.0, ritengo che il dialogo e gli incontri in carne ed ossa siano impagabili. Stare insieme, scambiare opinioni guardandosi negli occhi, dedicarsi lo spazio di qualche ora per condividere idee e pensieri aiuta a ritrovare quella dimensione umana che troppe volte, per la frenesia delle nostre vite quotidiane, ci dimentichiamo.
Una giornata proficua e piacevole, dunque. Alla prossima.

Quote rosa: oggi il no alla Camera

La bocciatura, oggi alla Camera, dei tre emendamenti riguardanti le cosiddette ‘quote rosa’, lascia l’amaro in bocca.
Complice il voto segreto, che ha permesso a certi parlamentari di esprimere un parere contrario: ciò dimostra che di fatto battaglie politiche come questa, importante ed epocale, non vengono condotte con trasparenza e coerenza (e più d’una persona oggi ha ricordato la triste e ingloriosa vicenda dei 101, qualche mese fa).
Ma complice anche una resistenza decisamente innegabile di fronte alla prospettiva di veder crescere la rappresentanza femminile in palazzi e luoghi da sempre dominati da uomini.
Di sicuro non è bello pensare che le donne potrebbero avere accesso alla politica e candidarsi solamente grazie ad una legge che in un certo senso le tutela. Certamente è condivisibile la critica di chi si dichiara perplesso di fronte alle quote rosa, mettendo in dubbio l’effettiva preparazione e competenza delle candidate.
Ma questo resta forse un passaggio obbligato, per gettare le basi di una vera rivoluzione culturale con cui le donne sapranno autoaffermarsi e soprattutto sostenersi nelle scelte elettorali. La mia esperienza di amministratrice mi aiuta e mi ha illuminato, in questo senso: essere donna e fare politica non è semplice. Si rovescia lo ‘schema’ mentale per cui si è abituati a vedere uomini al potere e donne in disparte, a ricoprire ruoli secondari e modesti.

Comunque, un aspetto positivo questa giornata lo ha avuto. Anche se i due partiti principali che sostengono l’Italicum si sono spaccati sulla votazione degli emendamenti relativi alle quote rosa, le deputate di destra, sinistra e centro, oggi e nei giorni passati, hanno fatto fronte comune, facendo percepire un desiderio trasversale di affermazione. Senza una vera, forte e sincera alleanza tra donne, non si va da nessuna parte.

Disabilità e tutela dei diritti, cosa possiamo fare in Provincia.

Disabilità e diritti (o non diritti?): oggi alle 14.30 durante l’ottava commissione ho chiesto l’audizione di Flavio Savoldi, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Veneto, che si occupa di assistenza ai malati e alle famiglie dal punto di vista burocratico, ma anche nell’ottica di creare progetti per la Vita Indipendente. Savoldi spiegherà la situazione dei Ceod e le problematiche che le persone con disabilità e le loro famiglie devono affrontare quotidianamente: tagli ai servizi, riduzione dell’assistenza domiciliare, barriere architettoniche nelle scuole e negli edifici pubblici, discriminazione. L’intento è quello di sollecitare la Provincia e gli enti pubblici affinché vengano prese misure per favorire dei servizi migliori e la tutela di una fascia debole della popolazione, quella con disabilità, che risente della crisi molto più degli altri cittadini, ma spesso risulta invisibile. Il Veneto, che un tempo era una regione-modello per la tutela dei diritti dei malati, pur restando una tra le regioni più ricche del Paese fa ancora molto poco per trovare risorse sufficienti a incentivare i servizi diurni. Mentre spesso è favorita la residenzialità e in questo modo viene incentivato il business delle case di riposo.

Notizie dal Parco della Lessinia

Durante la giunta integrata del parco di lunedì 3 marzo si è iniziata l’analisi del bilancio. Risentendo anche della situazione finanziaria critica della Regione e del ridotto contributo finanziario della Provincia, il Parco non dispone delle risorse di un tempo, per affrontare spese come la messa in sicurezza dei musei, la salvaguardia delle strade, la copertura finanziaria di eventi culturali. In ogni caso l’intento all’unanimità, è quello di appoggiare iniziative di enorme importanza come Voci e Luci in Lessinia, Film Festival e Camminaparco, che ogni anno attirano migliaia di visitatori dalla provincia di Verona e non solo.
Altra buona notizia: abbiamo ottenuto, dopo un incontro in Regione, un finanziamento per le attività di ricerca dell’area di Bolca, e per procedere a lavori di manutenzione del Museo dei Fossili.
La settimana prossima, il 14 marzo, si terrà nella sede del Parco un incontro con gli assessori regionali Franco Manzato e Daniele Stival per analizzare la situazione e discutere le varie problematiche emerse in seguito alla ricomparsa del lupo in Lessinia, e analizzare i finanziamenti concessi all’Unione Europea nell’ambito del progetto ‘Life Wolfalps’.