Silvia Allegri, Autore a Silvia Allegri | Pagina 5 di 15
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Author:Silvia Allegri

Con gli animali, per riscoprirsi

Le attività che proporrò nel 2017 presso il maneggio Basalovo (Stallavena, Verona) sono il frutto di esperienze maturate in questi anni in diversi ambiti: la didattica con gli animali, la riflessione sulle proprie potenzialità, la capacità di risolvere conflitti, l’approccio all’animale in una più ampia ottica di rispetto della natura, la relazione tra animali e ambiente.
Ci saranno giornate dedicate alle famiglie e ai bambini, che hanno un estremo bisogno di ritrovare il contatto con la natura; ma anche momenti dedicati esclusivamente agli adulti, perché gli animali hanno molto da insegnare anche a chi è già cresciuto. La sfida è proprio questa: rinunciare a quelle barriere mentali e a quei tabù che ci condizionano costantemente, per riprendere contatto con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda.
Avremo molti ospiti: giornalisti, studiosi, ma anche artisti, educatori, cuochi, che ci racconteranno il loro mondo, spesso strettamente connesso con la natura più di quanto ci si potrebbe aspettare.
I percorsi saranno articolati e di volta in volta, temo permettendo, saranno comunicate le date degli incontri.
Le giornate saranno a numero chiuso: poche persone, per permettere a tutti di assaporare profondamente le esperienze che proporremo, in assoluta tranquillità.
Tutte le informazioni al mio numero: 3407785136.
Vi aspettiamo.

Con WikiOnoterapia si apre una nuova stagione quattrozampe

Sta per arrivare la primavera e a Basalovo è tutto pronto per una fitta serie di appuntamenti con i nostri asini e cavalli, ma anche con i cani, i gatti, l’orto, il bosco. Ad aprire le attività è un gruppo di studentesse del corso di Laurea Magistrale Management e Gestione dei Servizi Educativi (Università di Padova), che illustrerà domani la voce Onoterapia di Wikipedia. L’obiettivo è quello di aiutare a capire il mondo complesso ed estremamente articolato delle attività assistite con gli animali, in questo caso gli asini. Il concetto stesso di ‘terapia’ potrebbe creare fraintendimenti, ed è stato purtroppo inflazionato. Per questo si avverte la necessità di offrire chiarezza sulle numerose tipologie di percorsi che sono proposti in compagnia degli animali. Ci sarà spazio per un dibattito e un confronto, resi più belli dalla presenza dei nostri animali, che permetteranno di metterci subito alla prova, e capire in cosa può consistere un contatto con asini, e naturalmente anche cavalli, in un contesto tranquillo e protetto.
Sarà l’occasione per incontrare, dopo i mesi invernali, Ringo, Gemma e Barone. Per rivederci e raccontarci, per conoscere nuove persone interessate a questo mondo naturale e slow, e per presentare a tutti le iniziative che abbiamo preparato per quest’anno. Appuntamenti importanti, mirati soprattutto alla crescita personale, alla consapevolezza delle proprie emozioni, al dialogo con l’altro, non importa se abbia due piedi o quattro zampe.
Vi aspettiamo.

Per tutelare gli umani la soluzione è sempre solo lo sterminio di animali?

Spunta fuori un nuovo focolaio di aviaria, e che si fa? Con la massima serenità esperti e studiosi assicurano che non c’è da preoccuparsi. Perché questa forma non attacca l’uomo.
Ecco quindi che la soluzione è a portata di mano. Si prendono serenamente 20mila tacchini in un allevamento intensivo e si procede a uno sterminio di massa.

La notizia passa tra telegiornali e tv con calma e come un normale provvedimento di routine. Niente ci tocca, tutto ci lascia indifferenti. Certo, come sempre ci sono notizie più gravi, più importanti, la gente ha altro a cui pensare. In fondo, a qualcuno interessa la vita di un tacchino? Un animale non bello, non come un cane o un gatto, un animale considerato stupido e inutile se non per diventare arrosto o care tritata da mescolare a quella di altri animali per diventare polpetta o hamburger.

Non ci ricordiamo mai che mentre accarezziamo il nostro gattino mangiamo la carcassa di un animale che ha solo sofferto? Non esiste un briciolo di coerenza?

Questa indifferenza con cui trattiamo gli animali, questa assenza di empatia, questo sguardo unicamente rivolto al profitto contribuiranno a renderci sempre meno in sintonia con quella natura che è fonte di vita. Perdiamo di vista la dignità a cui hanno diritto tutti gli esseri viventi, ci sembra normale che vivano rinchiusi in gabbie a vita, sommersi dai loro escrementi, alla luce artificiale. Mangiamo i loro corpi morti trasformati in affettati e cotolette impanate.
Il nostro antropocentrismo ci si rivolterà contro, prima o poi. La prepotenza non potrà trionfare sempre.

L’alternativa esiste: partiamo dai gesti semplici della nostra vita quotidiana. Eliminiamo la sofferenza dal nostro piatto. Non compriamo questa carne piena di dolore, antibiotici e microbi.
Siamo più potenti di quel che pensiamo, e una scelta così potrebbe fare davvero la differenza. Credo che una visita a un allevamento o un filmato su quanto avviene dietro quelle mura di ipocrisia farebbe bene a tutti.

Emergenza neve e gelo anche per i randagi in Romania: come aiutare

In questo momento anche in molti paesi dell’Est Europa migliaia di animali stanno patendo il freddo e la fame, sotto la neve, senza trovare un riparo e senza aver mai conosciuto il calore di una carezza. Le persone sono generose e desiderano aiutare, ma hanno dubbi legittimi sull’effettiva consegna delle donazioni. Ecco perché desidero raccontare le bellissime imprese di chi opera in questi luoghi dove i diritti spesso sono ancora utopie.
Conosco da qualche anno Sara Turetta, presidente di Save The Dogs. Ho imparato molto da lei: la forza di volontà, la concretezza e il senso pratico di chi lavora al fronte, dove purtroppo gli animali sono trattati spesso come esseri senza diritti.
Sara lavora in Romania, un paese dove il dramma dei randagi sfiora cifre impressionanti e dove la piaga degli abbandoni non tocca soltanto cani e gatti, ma anche asini, cavalli e tutti gli animali da lavoro, che quando non sono più ‘utili’ vengono lasciati al loro destino, ovviamente tragico e triste.
Lei, con il suo staff, si prende cura di loro. Senza raccontare favole, senza abbandonare mai quel senso pratico che le ha permesso in questi anni di ottenere risultati straordinari, portando soccorsi agli animali maltrattati, curandoli, e trovando a centinaia di cani una casa e il calore meritato in numerosi paesi europei. Ma anche insegnando a chi vive in quei paesi, in condizioni spesso di estrema povertà, la cultura del rispetto e la grande risorsa che una relazione affettiva con un animale è in grado di regalare.
Sul sito savethedogs.eu/dona-materiale/ si trova un elenco di beni di prima necessità, che si possono recapitare alla sede di Milano e che poi vengono portati in Romania, nei rifugi.

Ecco di cosa c’è bisogno:

CIBO UMIDO e SECCO per gatti e per cuccioli
GIOCHI per cani e gatti
GRATTATOI per gatti
CESTE o CUCCE per cani e gatti
SNACK e OSSA (preferibilmente vegetali) per cani
CIOTOLE in METALLO
SHAMPOO per cani
PETTORINE, COLLARI e GUINZAGLI di tutte le dimensioni
TRASPORTINI e GABBIE IN METALLO di tutte le dimensioni
ASCIUGAMANI o LENZUOLA (no coperte)
GUANTONI SPECIALI di sicurezza (per afferrare gli animali)

TELI CHIRURGICI (di qualsiasi dimensione)
FILI DA SUTURA (tipo Monosyn, Monocryl, Vycril, Dexxon , Maxon, Safil solo misure 0, 1, 1-0, 2-0)
CALZARI IN PLASTICA
GUANTI DI LATTICE (sterili e non sterili, misure dal 6 all’8)
LAME DA BISTURI misure 20-21-22
SIRINGHE (0,5 ml, 2ml, 2,5 ml, 5 ml, 10 ml, 20 ml)
BUTTERFLY, AGHI CANNULA e AGHI PER SIRINGHE di ogni dimensione
GARZE STERILI E NON STERILI

MEDICINALI(non scaduti )

ANTIMICOTICI (Griseofulvina, Imaverol, Itrafungol etc.)
ANTIPARASSITARI ESTERNI (Frontline, Advantix, Ex-spot, Program, Stronghold, Advocate etc.)
PREVENZIONE FILARIA (Cardotek, Sentinel, Interceptor, Guardian)
VERMIFUGHI (Drontal, Nemex, Vetkelfizina, Milbemax, Profender)
ANTIBIOTICI INIETTABILI di ogni tipo (in particolare Marbocyl, Rubrocillina, Baytril, Ronaxan e Panacur sospensione)
ANTIBIOTICI IN COMPRESSE (in particolare Marbocyl, Stomorgyl, Synulox o Clavulin).
VITAMINE E INTEGRATORI (soprattutto calcio iniettabile)
ANTINFIAMMATORI (Metacam e Rimadyl)
ANALGESICI (Contramal)
ANTISPASTICI (Buscopan)
GALASTOP/CRIPTOLAC
METOCLOPRAMIDE iniettabile (Plasil)
RANITIDINA iniettabile
COLLIRI (Abinac, Tobrex, Brunac, Colbiocin)
CREME (Gentalyn, Canesten, Fitostimoline, Connettivina)
ZOOLOBELIN
FARMACI CONTRO LA ROGNA (Amitraz, Ivermectina etc.)
CARDIOVASCOLARI (Vetmedin)
ANTIEPILETTICI (Gardenale, Luminale)

Morti di freddo nei canili lager e per strada: i colpevoli prendano le loro responsabilità.

Arriva il freddo, che novità. Siamo nel mese più lungo dell’inverno e nonostante i cambiamenti climatici e l’assenza di precipitazioni in dicembre non dovrebbe essere un fatto stupefacente constatare che le temperature calano.
Eppure sembriamo tutti impreparati. A lamentarci di questo clima rigido.
Nel frattempo, mentre tutti siamo attivi sui social a raccontare le nostre abbuffate, e mentre i politici perdono tempo a twittare o, ancor meglio, si riposano dalle grandi fatiche del loro lavoro in qualche paese tropicale, migliaia e migliaia di persone senza tetto con i loro cani e migliaia di animali rischiano la morte ogni giorno e ogni notte.
Possibile che in un paese come il nostro siano sufficienti alcuni giorni sotto zero per dover già contare il numero delle vittime?
Se i social venissero usati in maniera intelligente probabilmente si sarebbe potuta prevedere questa emergenza con azioni concrete.
Sarebbe cosa utile se ognuno di noi si desse da fare, e invece di mandare milioni di messaggi inutili e foto romantiche di alberi di Natale iniziasse a rimboccarsi le maniche concretamente.
Avendo avuto in passato un’esperienza politica, dalla quale sono felice di essere uscita perché avrei dovuto accettare compromessi incompatibili con il mio senso di democrazia, so però, per averlo toccato con mano, che è da quelle stanze che passano i veri cambiamenti.
In un paese dove per fortuna sono sempre più numerose le persone che amano gli animali si resta senza parole di fronte all’indifferenza della classe dirigente. Iniziamo a ricordarci che non salgono con un colpo di stato ma grazie ai voti, o ai non voti, di tutti noi.
Siamo nel 2017 e esistono ancora i canili lager, i randagi in Italia sono più di due milioni, tra cani e gatti, e si mangia ancora sulla pelle degli animali meno sfortunati: quei luoghi di orrore dove i cani sono detenuti a vita e lasciati morire di stenti esistono, a pochi passi da casa nostra.
Trovo tristissimo constatare che se le cose funzionano, se i deboli vengono difesi, questo accade solo grazie al buon cuore di cittadini comuni, di volontari, di persone sensibili. Ai volontari delle associazioni.
Gli animali non sono un argomento di serie B.

A spasso con asini e cavalli, benessere e relax

Sta per concludersi un anno davvero intenso di attività con i miei adorati aiutanti Gemma, Ringo, Barone, al maneggio Basalovo.
Tante passeggiate, che hanno visto la presenza di gruppi piccoli e grandi di persone. Ci sono i compagni di camminate abituali, quelli che vanno e vengono. Da 0 a 90 anni.
Perché non conta l’età, ma conta la voglia di mettersi in gioco e di comunicare con questi animali.
Abbiamo camminato insieme a loro. Senza farci portare, ma semplicemente decidendo insieme il cammino.
Camminare insieme a un asino, a un cavallo, a un cane significa condividere fatiche, avere le stesse prospettive, superare ostacoli.
Significa anche osservare la natura con un’andatura nuova, diversa dal solito. Più lentamente. Più attentamente.
Grazie a loro impariamo ad ascoltare i suoni del bosco e a stare in silenzio. A sopportare con maggiore pazienza la fatica, la fame e la sete. Se ci riescono loro ci riusciamo anche noi: e quindi si affrontano il caldo, gli insetti, ma anche la pioggia battente, la nebbia, il freddo.
Si tratta del modo più semplice per prendersi cura del proprio benessere. Camminare all’aperto aiuta a tenere da parte pensieri e stress, cellulari e computer sempre accesi, televisione, caos, luci artificiali, aria inquinata.
Ho visto arrivare persone stressate e scettiche. Dopo poche ore le ho viste ripartire per tornare a casa, con il sorriso. Perché questi quadrupedi fanno tenerezza, fanno arrabbiare ma anche ridere, chiamano continuamente attenzioni, ci osservano con attenzione e riconoscono i nostri stati d’animo. E smentiscono tutti quei luoghi comuni che spesso ci portano a sentirci superiori a loro.
Grazie allora ai miei colleghi a quattro zampe.
Abbiamo tanti progetti per l’anno che verrà.

L’avventura musicale e umana di un coro trentino

Canti della tradizione, che rievocano la Grande guerra, ma anche la vita in montagna, quando non c’erano distrazioni e la frenesia di questo mondo perennemente online, e si cantava di amori sbocciati sotto gli alberi, della vita dura tra i ghiacciai e una natura selvaggia, della maestosa bellezza dei boschi, dei prati e delle vette innevate, di serate passate intorno al fuoco, nel calore di una famiglia e con i ritmi della semplice, povera ma serena vita contadina.

La domanda è difficile, e mi ha accompagnato durante la scrittura del libro Uomini fuori dal coro: i cori alpini hanno ancora qualcosa da dire, nel terzo millennio, dove la musica viaggia nel web, dove una canzone diventa virale in pochi secondi, dove sembrano non esistere più distanze?

Raccontare l’avventura musicale e umana del Coro S. Ilario mi è servito a questo: a riflettere sul futuro di questa musica così radicata nella tradizione, in un mondo dove spesso ci si dimentica la propria origine.
L’occasione è dettata da un anniversario importante: i trent’anni di direzione del maestro Antonio Pileggi. Si è partiti, dunque, a ricostruire la storia di questo coro, nato nel 1979 in un rione di Rovereto, del suo percorso musicale e artistico che lo ha portato a raggiungere alti livelli di esecuzione, e delle straordinarie avventure musicali e partnership con grandi artisti, come Antonella Ruggiero, MarK Harris, Franco Fasano.
Questo coro che ha cantato in Russia e in Palestina, che si è esibito sul palco del festival di Sanremo e che ha aperto e chiuso Expo 2015, che è da sempre ambasciatore di pace, che partecipa alla vita attiva della propria città, ha ancora molto da raccontare.

Scrivere Uomini fuori dal coro mi è piaciuto: questo libro è stato l’occasione per riscoprire quelle radici che fanno ancora parte di tutti noi, e per guardare al futuro della musica e della cultura con la speranza che non ci si dimentichi mai da dove proveniamo.

Il libro sarà presentato venerdì 9 dicembre 2016 alle 21 al Mart e sabato 10 dicembre al teatro Zandonai, di Rovereto, insieme al concerto del Coro S. Ilario con Antonella Ruggiero e Mark Harris.

Animalisti, l’unione… farebbe la forza per un vero cambiamento

Siamo sempre di più, a non voler più vedere questo orrore. A darci da fare perché gli animali vengano rispettati e non torturati. In questi anni la mia idea di animalismo si è evoluta. Grazie soprattutto a molte esperienze dirette in diversi ambienti.

La mia curiosità e il lavoro mi hanno portato a frequentare animalisti convinti, vegani intransigenti, carnivori inguaribili, persone pacate e aggressive, convinte e indecise. Soprattutto ho preso atto dell’esistenza di innumerevoli realtà che si concentrano su un obiettivo comune: migliorare la vita degli animali e salvarne il più possibile. Chi si occupa di cani, chi di cavalli, chi di animali da pelliccia, chi di allevamenti intensivi, chi di sperimentazione. Spesso però si agisce senza coesione, e questo penalizza il fine ultimo.

Mi avvilisce sentire che vengono organizzati eventi importanti per sensibilizzare su questi temi così dolorosi, ma poi subentrano rivalità, sospetti, pregiudizi. E va a finire che certe iniziative splendide vengono quasi ignorate perché non si ha la stessa tessera o non si lavora allo stesso modo.

Ci sono contesti, invece, dove una presa di posizione TRASVERSALE sarebbe una manna dal cielo: in tanti si fa numero, si scuote l’opinione pubblica.

Ecco perché, pur avendo 5 tessere (di più non riesco per motivi economici) partecipo anche agli eventi di associazioni di cui non sono socia, ma che hanno un obiettivo in linea col mio sentire. E così dovremmo fare tutti, secondo me: solo così si raggiunge la forza per farci vedere davvero, per sfatare tutti quei miti cretini che catalogano noi amanti degli animali come fanatici tristi e aggressivi.

Un po’ di elasticità mentale, l’apertura alle altre iniziative, un po’ del proprio tempo dedicato al confronto con altri attivisti, volontari, appassionati, farebbe crescere questo movimento.

Non facciamo come certi politici… che di fronte al buon senso preferiscono la fedeltà alla bandiera..

Armonia, benessere, felicità: la fattoria della Pace Ippoasi

Se penso che tre giorni fa ero seduta in mezzo al prato con Christian e Luca, e mentre parlavamo si sono avvicinati spontaneamente Lorenzone, Natalia, Ettore, Lollo… mi vengono gli occhi lucidi. ‘Ognuno di loro ha un nome, perché gli animali sono persone e non possono essere identificati con un numero’, ha detto Christian. E ha ragione, e per fortuna siamo sempre di più a pensarla come lui.

Sono ancora emozionata, ricordando le stupende ore trascorse alla Fattoria della Pace Ippoasi. Una visita che programmavo da tempo, e un piccolo viaggio che finalmente si è concretizzato. In questo luogo bellissimo, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Pisa, sono ospitati maiali, capre, mucche, galline, anatre, cavalli, asini, pecore. Creature salvate da un brutto destino di sfruttamento, adottate, sequestrate, e che qui possono vivere con la certezza di non essere mai maltrattate.

Parlare con Christian mi ha aiutato: ci si rende conto di come a volte, anche senza volerlo, il nostro modo di pensare sia condizionato da un linguaggio e da abitudini che portano a pensare agli animali come a cose che ci appartengono, che noi in qualche modo possiamo sottomettere. Dietro a gesti banali e ad abitudini radicate in noi non ci rendiamo conto di quanto tiranneggiamo la natura e i suoi abitanti, in un’ottica di sfruttamento in cui l’unico obiettivo sembra il soddisfacimento delle nostre assurde abitudini: bere latte, una sostanza naturale utilizzata dalle mamme per svezzare i loro cuccioli, anche da adulti; consumare carne senza ricordare che quelle bistecche sono parte del corpo di un animale costretto a vivere una vita di sofferenza e schiavitù; sfruttare il terreno, le risorse della natura, senza riflettere sul fatto che la terra è un bene prezioso da custodire e condividere, con moderazione e cura.

A Ippoasi si sta bene, ci si sente protetti, in armonia con tutto il resto del mondo. Si sta seduti nell’erba e mentre si chiacchiera un muso si avvicina ad annusare e osservare, e poi si allontana; si possono vedere animali che interagiscono tra loro senza costrizioni. Alcuni accettano di farsi accarezzare, altri si accontentano di scambiare uno sguardo. Tutto è fatto con rispetto, e i visitatori che arrivano, come dice Christian, imparano a conoscere gli animali guardandoli con occhi nuovi. ‘Chi esce da Ippoasi non può più dire: non lo sapevo’. Perché con pacatezza ma grande fermezza si mettono a nudo le atrocità di cui sono vittime ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, migliaia di animali, in tutto il mondo. Ma si offrono anche soluzioni, suggerimenti, per migliorarsi e dare vita a una vera rivoluzione pacifica.

Oasi di pace e di benessere, dove ritrovare la speranza di un mondo nuovo, più vero, più giusto per tutti. E grazie a Gorgo, per avere accettato le mie carezze.

L’ironia diventa un aiuto ‘bestiale’

L’ironia è forse uno degli strumenti più efficaci per dare il via a un vero cambiamento nella mentalità delle persone. Si possono affrontare temi scottanti, delicati, tristi portando a una riflessione serena, col sorriso sulle labbra. Che non fa mai male. E così la vita diventa più leggera mentre aumenta la consapevolezza.

Mi è capitato di nuovo tra le mani il divertentissimo libro di Fausto Brizzi, ‘Ho sposato una vegana. Una storia vera, purtroppo‘. E sfogliarlo di nuovo mi fa sorridere, in certi punti anche ridere. Comprato alcuni mesi fa e divorato in un pomeriggio, mi ha permesso di ripercorrere tanti episodi della mia vita di animalista: un parolone, questo, rivestito sempre di una patina negativa. Animalista significa fanatica significa noiosa significa integralista significa che… “se la porto fuori a cena cosa mangia, una terrina di lattuga col tufo scondito?”. Eppure la mia silhouette dovrebbe rassicurare i cavalieri…

La storia, tutta autobiografica, racconta le stravaganze di una donna animalista, salutista, ambientalista, e chi più ne ha più ne metta. Stravaganze agli occhi di chi non si è mai interrogato su cosa si nasconda dietro la carne confezionata in banco frigo, i medicinali, certi cibi industriali, i colli di pelliccia delle giacche. Una di quelle donne che potrebbero essere definite tranquillamente delle grandissime rompiscatole, se non fosse per la sua bellezza, il suo fascino, la sua sensibilità. Lui, fanatico di bistecche e grigliate di carne, se ne innamora.. ed è costretto a dare il via a un cambiamento nelle proprie abitudini, per arrivare a conquistarla e a conviverci. ‘Le tragicomiche avventure di un onnivoro perdutamente innamorato di una donna con abitudini alimentari che pensava destinate solo ai ruminanti’: così viene riassunto questo diario nel retrocopertina. E proprio lui, che inizialmente va a strafogarsi di carne quando lei è lontana, che arriva a commuoversi davanti alle confezioni di spiedini al supermercato, finirà col rivoluzionare completamente anche la propria dispensa, i propri ritmi, i propri metodi di cura (abbandonando farmaci e trangugiando aglio, zenzero, limone..).

Il libro è poco impegnativo nella forma ma denso di contenuti.. Mi sono tornati alla mente quegli amici che si sentono quasi in colpa se davanti a me addentano una fiorentina, che partono a raccontare le ragioni del loro essere onnivori e quindi un po’ carnivori, con l’aggressività di chi, sotto sotto, sa che di certa carne può proprio fare a meno, che mi guardano di sottecchi mentre al ristorante salto la parte di menù dedicata ai cibi che contengono animali.. Credo anch’io nella forza del sorriso, e sono certa che chi ha fatto una scelta come la mia possa davvero illustrare i lati oscuri del consumo di carne… senza litigare, senza intolleranze. Facendo ragionare sul fatto che il maiale, il pollo, il manzo hanno un’anima, esattamente come il cane e il gatto che vivono nelle nostre case. Poi, a ognuno i conti con la propria coscienza.