Silvia Allegri, Autore a Silvia Allegri | Pagina 11 di 15
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Author:Silvia Allegri

La mia battaglia contro i circhi continua

Mi ci sono voluti tre giorni per riuscire a trovare la giusta energia e riportare le parole allucinanti che ho sentito pronunciare duranta la quarta e sesta commissione congiunte, in Provincia, sul tema dei circhi.

Tutto è iniziato con una mia mozione, presentata a dicembre del 2012, con la quale chiedevo un maggiore controllo delle co ndizioni di detenzione degli animali nei circhi e un impegno da parte della provincia di verona a disincentivare gli spettacoli con uso e abuso di animali sul territorio, veronese. Una mozione insignificante, se vogliamo, ma che si faceva tramite di un messaggio più alto: un segno di impegno da parte della politica nei confronti degli animali.

La mozione, strumentalizzata a dovere da parte di aklcuni colleghi e travisata totalmente dall’assessore alla cultura Ambrosini, che non accettava, a quanto pare, che io avessi invitato la presidente della Lav di Verona a mostrare immagini di animali in condizioni pessime, stressati e maltrattati durante il recente attendamento di un circo a Verona, ha invitato il signor Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi, e Flavio Togni. I quali (ma specialmente Buccioni) si sono profusi in lodi strepitose dei circhi e di chi ci lavora, dicendo cose come: “Il circo è lo spettacolo del popolo e il popolo lo ama”, e “Noi amiamo moltissimo gli animali, che stanno bene e nascono già nei nostri circhi”.

 

Insomma, un elefante tenuto a catena, una tigre che vive in “Ben 80 metri quadrati con piscina” stanno bene, secondo loro.

Poche considerazioni:

1. Mancanza assoluta di empatia, il sapersi calare nei panni dell’altro e vederne e sentirne il disagio;

2. Concezione medievale del divertimento: ormai solo un ignorante può divertirsi guardando certi spettacoli miseri;

3. La faccia tosta di difendere uno spettacolo che ormai il “popolo”, come lo chiamano loro, non ama più, ma che purtroppo è ancora troppo aiutato dal FUS;

4. Il coraggio di attaccare la mia mozione, che era passata seppur con pochi voti, dimostrando dunque la capacità di travisare discorsi come è nello stile dei peggiori rappresentanti politici.

A chi volesse maggiori informazioni sono ben disposta a dedicare il mio tempo.

Ho richiesto inoltre la registrazione della commissione per poterla poi far ascoltare ai coraggiosi che se la sentiranno di affrontare una valanga di discorsi da brivido.

Cristina Antonucci a Verona per parlare di lobby

Il 27 luglio alla festa del Pd di Quinzano-Verona si è svolto un interessante dibattito sul tema: Lobby, un problema italiano?

 

E’ intervenuta la dottoressa Cristina Antonucci , ricercatore in Scienze Sociali presso il CNR, e autrice del volume: Rappresentanza degli interessi oggi. Il lobbyng nelle istituzioni politiche europee e italiane (Roma, Carocci, 2012).

La dottoressa Antonucci ha saputo introdurre il tema del rapporto tra politica e lobby con estrema chiarezza e semplicità, fornendo al pubblico gli strumenti necessari per “orientarsi” nel dibattito sulle lobby che attualmente riguarda l’Italia e in particolare il Veneto (cfr. progetto Mose e Consorzio Nuova Venezia).

Sarà organizzata per il prossimo autunno una giornata di dibattito e approfondimento su questo tema. Che per molti è di difficile comprensione, ma che è necessario e utile conoscere per comprendere meglio le vicende legate alla rappresentanza degli interessi e al rapporto dei gruppi di rappresentanza con il Governo.

Fabrizio Barca a Verona

Una mattinata con Fabrizio Barca, arrivato a Verona durante il suo “tour” per l’Italia, per presentare il suo programma e parlare di politica. E Barca sa parlare con una semplicità disarmante, sapendo cogliere con acutezza e ironia, ma anche con lucidità straordinaria, la drammaticità del periodo politico che stiamo vivendo. E’ un outsider, come ama definirsi, un uomo di grande esperienza che mette al servizio di un partito che sembra essere giunto allo sbando le sue riflessioni e le sue proposte.

Una presenza che fa sperare. I cittadini, gli elettori del pd ormai stanchi di assistere a beghe interne che distruggono il partito, gli stessi amministratori, disorientati e frazionati in correnti che sembrano non voler comunicare tra loro, non possono che tirare un sospiro di sollievo di fronte a un uomo politico di enorme spessore, e in grado di far percepire a chiunque la solidità dei propri valori morali. Barca ha analizzato la situazione critica dell’Italia, ha illustrato le proposte per risalire dal baratro, la sua idea di partito, le sue proposte per realizzare un Partito Democratico in grado di essere credibile, solido, nel quale le anime sappiano convivere e condividere battaglie, ognuna con la propia identità, ma tutte unite con l’obiettivo comune di dare una vera svolta economica, politica e sociale.

Una piacevole parentesi, la visita di Farbrizio Barca, che mitiga un poco la grande amarezza di chi si trova, troppo spesso, a far parte di un partito talmente diviso al suo interno da avere quasi perso totalmente la propria identità.

Corradino Mineo a Verona

Oggi, 3 giugno, avremo ospite a Verona Corradino Mineo, grande giornalista, opinionista, e da poco senatore del Partito Democratico. Dopo un incontro informale con i giovani democratici, nella sede del Pd, saremo di sera in sala Ater vicino a san Zeno, per parlare della situazione politica di questo periodo e incontrare i cittadini, e gli elettori, magari un po’ in crisi, della sinistra.

L’alleanza Pd- Pdl nella formazione del nuovo governo risulta indigesta a me, a tanti, forse a tutti gli elettori, che si sono sentiti presi in giro e traditi. Che dire? Noi militanti e amministratori locali, che dal basso combattiamo giornalmente per trasmettere un’idea di sinistra rinnovata, al passo con le esigenze di questo paese disastrato, e in grado di appassionare ancora gli elettori, soprattutto giovani, facciamo molta fatica a sopportare questa situazione di disagio. Ci rispecchiamo con imbarazzo nelle scelte dei cosiddetti “vertici”, e spesso non siamo in grado di fornire risposte adeguate a quanti, schifati dallo scenario drammatcio che ci si prospetta, ci domandano che strada abbiamo deciso di imboccare.

Credo che l’incontro con un giornalista e opinionista come Corradino Mineo sia un’ottima occasione di riflessione per tutti noi, per ragionare ad alta voce insieme ai cittadini e cercare almeno di capire in quale modo si possa tenere ancora acceso e vivo l’entusiasmo per la politica, che ora come ora è pressochè inesistente.

Auguriamoci intanto che questo governo, per certi aspetti imbarazzante, inizi ad agire, e affronti una volta per tutte la legge elettorale. Almeno questo.

 

Intervento al Convegno di italiaambiente.it

Lo scorso 8 maggio ho avuto il piacere e l’onore di partecipare al convegno organizzato da italiaambiente.it, dal titolo: “Alberi in città, una risorsa da tutelare”. Erano presenti l’arboricoltore Andrea Pellegatta, il Primo dirigente del Corpo Forestale dello Stato Paolo Zanetti, il direttore Scientifico del Parco Natura Viva Cesare Avesani. Ha coordinato la bravissima giornalista Elena Livia Pennacchioni.

Con il mio intervento in veste di Vicepresidente del Parco Regionale della Lessinia, ho scelto di dare spazio alle suggestioni che hanno sempre esercitato su di me gli alberi splendidi della nostra città, resi famosi da grandi artisti e intellettuali di passaggio a Verona, e testimonianza vivente della nostra storia. Gli alberi sono un anello di congiunzione tra noi e la Terra, un simbolo di vità, di sicurezza e di benessere.

Qui di seguito il mio intervento:

Convegno: Alberi in città, una risorsa da tutelare

 

Silvia Allegri, Vicepresidente del Parco Naturale Regionale della Lessinia

 

“Il patrimonio arboreo del territorio veronese”

Sono stata invitata a questo convegno in veste di Vicepresidente del Parco Regionale della Lessinia. E’ impopolare essere politici di questi tempi. Sarà però mio compito e una mia sfida dimostrare che, nonostante i tempi bui che la politica sta attraversando, ci sono ancora persone genuinamente appassionate e impegnate per il bene comune, in questo caso la tutela del nostro ambiente.

In questi giorni mi sono documentata sul tema “alberi”, scoprendo cose molto interessanti che riguardano il territorio veronese. Ad esempio, che esiste una lista di alberi monumentali, schedati e descritti nell’elenco regionale degli alberi monumentali, che ci dimostra come questi “giganti” siano presenti su tutto il territorio: Platano dei Cento Bersaglieri a Caprino, due castagni al Ponte di Veja; a Malcesine, ulivo di almeno 400 anni; a Cerro, un ibrido tra quercia c erro e sughera; a Erbezzo, un acero di monte e un noce di cento anni; sopra Erbezzo, magnifici faggi secolari, presenti anche verso malga Derocon; un frassino dentro una cappella a Mizzole, Montorio; due Ginkgo Biloba in piazza delle Poste a Verona: al Parco delle Colombare, un vecchio gelso; numerose piante secolari al Parco Villa Sigurta’ a Valeggio; a Dolcè, un cipresso; un Bagolaro, detto anche spacca sassi, a corte Pietà, Sona.

Proprio qualche anno fa, Chiara Castagna ha scritto una tesi sugli alberi monumentali della Lessinia, e generosamente mi ha concesso di consultare il suo lavoro. Vi sono catalogati con precisione scientifica gli alberi presenti sul territorio del Parco, insieme ad una mappa che permette di localizzarli. E vi è un interessante osservazione: gli alberi vengono definiti monumentali non tanto per le dimensioni o l’età, quanto per l’importanza storica e culturale che essi rivestono in un territorio, si tratti di paese, città, quartiere. Gli alberi sono simbolo di stabilità, rifugio per gli animali, fonte di nutrimento per gli esseri viventi, ornamento per giardini e strade. Come dice Alfonso Alessandrini in Gli alberi monumentali d’Italia, gli alberi sono “….guerrieri del presente, avamposti della vita, protagonisti della storia e della leggenda, indicatori del tempo, della civiltà, simboli del costume, punti di riferimento per uccelli, pastori, monaci, soldati, amanti, mercanti, artisti, mendicanti, bracconieri e briganti”.

La mia formazione letteraria mi ha portato nei giorni di preparazione a questo convegno a curiosare tra i libri. E naturalmente sono innumerevoli le suggestioni relative alla presenza di alberi nella letteratura: la casa del nespolo nei Malavoglia, i boschi nelle storie piene di magia e suggestioni di Mario Rigoni Stern, fino ad arrivare agli alberi parlanti e che addirittura camminano, nel fantasy Il signore degli anelli.

Visto il tempo limitato, scelgo in questa sede di soffermarmi su alcuni alberi divenuti simbolo di Verona, grazie anche a spunti letterari ad essi ispirati.

Cito oggi due luoghi che ospitano alberi monumentali in tutti i sensi: per dimensioni, età, valore storico.

Il primo, il giardino Giusti. Nel 1786, Johann Wolfgang von Goethe, padre e gigante della letteratura tedesca, parte per un viaggio in Italia. Resta memorabile la sua sosta a Verona. La nostra città e la nostra provincia sono state rese immortali anche grazie alle suggestioni di questo geniale uomo di lettere e di scienze, capace di emozionare con i suoi versi intere generazioni, e al tempo stesso di osservare con arguzia e curiosità ogni dettaglio dei luoghi che visitava. Goethe esce dal Giardino Giusti con in mano un ramo di cipresso, come era usanza allora per i forestieri che vi facevano visita.

“Quei rami li avevo presi nel giardino Giusti, che è situato in posizione magnifica ed è ricco d’altissimi cipressi, ritti nel cielo come altrettante lesine. I tassi tagliati a punta, tipici del giardinaggio nordico, sono probabilmente imitazioni di questo splendido figlio della natura. Un albero che dal basso fino alla vetta protende verso il cielo tutti i suoi rami, i più vecchi come i più giovani, e che vive i suoi buoni trecent’anni, è davvero venerabile”.

Il secondo luogo: piazza delle Poste a Verona. Ho la fortuna di passarci quasi ogni giorno, per quella piazza, e appena ci si avvicina i due ginkgo biloba si offrono alla vista in tutto il loro splendore: credo che non vi sia niente di più bello, in autunno, che quella distesa di foglie gialle, una nuvola di colore. Il ginkgo biloba è una pianta chiamata anche fossile vivente: antico, bello, maestoso e speciale, con quelle foglie che si diramano  e che somigliano a ventagli. E Goethe dedica al Gingko una splendida poesia:

“La foglia di quest’albero, dall’oriente affidato al mio giardino, segreto senso fa assaporare così come al sapiente piace fare. E’ una sola cosa viva, che in se stessa si è divisa O son due, che scelto anno si conoscan come una? In risposta a tal domanda, trovai forse il giusto senso. Non avverti nei miei canti ch’io son uno e doppio insieme?”

Insomma, il poeta coglie il dualismo e le contraddizioni della natura umana nell’immagine della foglia del ginkgo, suggestionando i lettori e donando un’aura incantevole a questa antichissima pianta venuta dall’Oriente.

Ma passiamo ora alle dolenti note. La convivenza con gli alberi non sempre è semplice. Le scelte urbanistiche, i lavori per la costruzione di case e parcheggi, il sovrappopolamento nelle città hanno reso difficile la vita degli alberi, e li hanno spesso condannati a morte. Magari adducendo scuse banali, come la sicurezza. Nella maggior parte dei casi gli alberi potrebbero essere curati e mantenuti in vita con accorgimenti poco onerosi. Su questo tema, non posso non ricordare il Processo agli alberi dello scorso novembre 2012, contro i tagli di alberi in città. Un gruppo di cittadini veronesi, tra i quali un noto avvocato, hanno messo in scena una vera e propria arringa pubblica a difesa degli alberi, simulando un processo nel quale erano chiamati in causa gli aguzzini decisi a eliminare dei veri e propri monumenti naturali. Vi sono state inoltre manifestazioni a Verona contro il taglio di alberi in piazza Corrubio e sulle Regaste san Zeno: problemi di gestione di alberi vecchi e pericolanti che però restano il simbolo della città. Fa sicuramente male, a me e ai nostri ospiti di oggi, vedere alberi privi delle loro chiome, potati selvaggiamente e ridotti a moncherini, svuotati della loro bellezza e della loro funzione preziosa di offrire ombra, verde e aria più pulita. Personalmente, quando qualche tempo fa ho sentito la proposta di costruire un parcheggio in piazza delle Poste, il cui progetto avrebbe implicato l’abbattimento dei due ginkgo, mi sono sentita morire. Grazie al cielo il progetto almeno per ora, è naufragato.

Nell’introduzione ad Arboreto salvatico, Rigoni Stern ricorda che “per chi profanava un bosco sacro, in certi casi c’era la pena di morte, perché dagli alberi erano nati gli dei e gli uomini”.

Sempre Rigoni Stern parla del tiglio, “albero di giustizia perché attorno ad esso si riunivano i saggi”. Un albero a me molto caro, che mi ricorda le passeggiate con la nonna bolzanina a raccogliere i profumatissimi fiori, ideali per le tisane invernali, che inebriano le strade delle nostre città e che abbiamo la fortuna di avere anche qui a Verona.

Per concludere, lancio un’idea che è insieme una provocazione: vi invito a riscoprire un’antichissima pratica che accomuna culture molto diverse e distanti tra loro: dagli Indiani d’America ai tibetani agli aborigeni australiani. Abbracciate gli alberi. Questi popoli sono convinti che il contato fisico con gli alberi ci aiuti a ritrovare l’armonia con il mondo vegetale e dunque con la Terra. Seguiamo questi consigli.

 

Silvia Allegri

 

 

Con gli asini e “Il raglio magico” a spasso per il territorio

Sono felice di poter annunciare nuove presentazioni del mio libro in programma nelle prossime settimane e mesi, e contemporaneamente nuove iniziative culturali in compagnia dei miei amati asini.

Tra qualche giorno presenterò il libro alla Residenza Borgo 27, a Grezzana. Un luogo incantevole, che offre un panorama mozzafiato sulla Valpantena. Insieme a me, l’amico giornalista Giancarlo Beltrame e il favoloso Roberto Puliero, che ci regalerà momenti spassosissimi recitando alcuni brani sul tema “asinino”.

Altre presentazioni in programma: a Roncade (Treviso), a Lazise, a Villa Bartolomea, in Trentino la prossima estate.

Nel frattempo, sono iniziate le passeggiate in compagnia degli asini. Un trekking someggiato con alcune famiglie, due settimane fa, e un’uscita con un gruppo scout ieri. Un’occasione per riscoprire il contatto con la natura a passo d’asino, e assaporare il silenzio dei boschi e dei prati insieme a un animale che ci accompagna da sempre nel lavoro e nella vita.

L’estate e’ alle porte: mi auguro che vi siano nuove e piacevoli occasioni per presentare a grandi e piccoli i miei preziosi collaboratori.

Politica, ambiente, animali

Questo periodo è caratterizzato da profonda incertezza, tensione, paura per la situazione politica nazionale. Siamo in una situazione di crisi che ormai lascia poco spazio alla speranza in un miglioramento. Eppure è necessario reagire, e continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, augurandosi che la classe dirigente politica sappia venire incontro ai cittadini con proposte concrete per risollevare il Paese dalla crisi economica e sociale che stiamo attraversando.

A livello locale, l’incertezza purtroppo non ci abbandona. E’ incerto il futuro delle province, è incerta la sorte della Comunità montana, non si sa ancora quali cambiamenti giungeranno quando entreranno in vigore le Unioni dei Comuni.

Nonostante tutto, l’impegno è e resta sempre costante, per promuovere progetti e iniziative a salvaguardia del nostro territorio.

Ho richiesto in Provincia alcune commissioni, che verranno convocate in questi giorni: audizione dell’assessore all’ambiente in Provincia sul Piano Energetico, presentazione della mia mozione contro i circhi con animali (chiederò che la provincia incoraggi i Comuni a non concedere il permesso di attendamento a circhi con animali che vivono in condizioni pietose, e che si promuova un circo senza l’utilizzo di animali), audizione del presidente di Ecoaction, audizione di Alessandro Anderloniu, direttore artistico di Voci e Luci in Lessinia.

Il mio impegno nella Giunta del Parco è quello di promuovere il territorio coniugando l0’interesse per l’ambiente a iniziative di importanza educativa: ad esempio sostenendo il progetto Radiomagica, presentato qualche settimana fa presso il Parco NaturaViva, un progetto che vede coinvolti i parchi del veronese e altre realtà venete nell’elaborazione di laboratori per bambini da svolgere all’interno dei territori dei parchi e da proporre poi attraverso la radio e su internet, in un format accessibile e adeguato che tenga conto delle esigenze di bambini con bisogni speciali.

 

Partecipazione al convegno Il latte di asina e le sue proprietà

Domani, 27 febbraio, si terrà a Bergamo, presso l’Istituto Tecnico Superiore per le nuove tecnologie della vita “Giulio Natta”, un convegno dal titolo “Il latte d’asina e le sue proprietà”. Si tratta dell’ultimo appuntamento di una serie di incontri relativi all’impiego dell’asino come animale da lavoro, da compagnia, e anche, appunto, come animale riscoperto per il suo preziosissimo latte, dalla proprietà inidiscusse e conosciute fin dallantichità.

Ho l’onore e l’onere di chiudere il convegno presentando il mio libro.

Il mio intento sarà quello di “alleggerire” i toni del dibattito, proponendo una serie di curiosità relative all’asino e alla sua presenza nella vita dell’uomo. Fornirò dunque, spero, qualche spunto di riflessione per poter vedere l’asino non più come animale sciocco, testardo e ormai inutile, ma come compagno di lavoro, giochi e percorsi terapeutici.

So che ormai da molti anni anche in Italia sono sorti alevamenti di asini per produrre il prezioso latte: la mia paura è che si arrivi a forme di sfruttamento eccessivo di questo animale.

Il convegno di domani servirà dunque ai partecipanti per riscoprire le virtù asinine, e a me per chiarirmi meglio il quadro generale relativo a questi allevamenti, con la speranza di non scoprire che sono diventati sfruttamenti.